domenica, 27 settembre 2009

L’identità di un Popolo è da riservare da ogni pericolo di sterminio, perché l’estinguerla è un crimine grave contro l’intera umanità. La sovranità di un Popolo è un diritto inalienabile. Come si può in un mondo dove si propagandano tutte le libertà possibili ed immaginabili, criminalizzare la libertà di un Popolo? Il concetto di Nazione di ogni Popolo è un giusto limite alla globalizzazione voluta da chi tiene le retini del potere internazionale. Questo “potere”, tramite i loro pupi, riesce a condurre un gioco, ormai standard, del terrore, per giustificare la sua oppressione e orrendi crimini. Il Popolo Siciliano serenamente vuole rimanere con l’Italia, ma in una forma libera come l’indipendenza. Liberi di essere Siciliani d’Italia e non costretti ad essere Italiani di Sicilia. La nostra identità siciliana è una ricchezza per tutta l’umanità e non è sufficiente a giustificare la repressione in atto, con la demonizzazione continua.  Ho visto il film Baarìa di Tornatore, un grande spettacolo! In Sicilia viene proiettato in lingua siciliana, per il resto dell’Italia è doppiato in lingua italiana, aldilà della sicilianità e della storia, questo stesso bilinguismo è un atto, forse involontario, manifesto in difesa del Popolo Siciliano. Tornatore non è il primo regista che realizza film in lingua siciliana, ha precedenti illustri ad esempio: Visconti e Crialese.

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mercoledì, 13 maggio 2009
Siamo all'ultimo atto! Non capisco come è possibile che avvenga questo... Noi indipendentisti abbiamo solo l'onore di continuare quello che i nostri fratelli hanno fatto dando tutto ciò che avevano a volte persino la vita. Ci conosciamo a distanza, la nostra fede politica è più di una passione è sangue che bolle è negazione della rassegnazione, non accetta compromessi nemmeno per un posto di lavoro non si mischia con i mestieranti della politica come Lombardo che con il suo "uccello" simboleggia di già la presa del culo a noi Siciliani. Io proletario siciliano l'ho già detto scritto e lo confermo: non voto MPA! Spero solo di ricredermi, spero un giorno di rimangiarmi le parole. Quando LOmbardo si presenterà a Roma, dai suoi padroni, e chiederà il dovuto con l'articolo 38! Quando manderà via dalla Sicilia i signori prefetti e chiuderà i baracconi pieni di magnaccioni (MPA) delle province. Questo sarà solo l'inizio. Invece v è una sistematica cancellazione della sicilianità politica, vedi simboli... Credo e spero che in questo ultimo atto i giovani indipendentisti faranno la loro parte e ho piena fiducia in loro. L'inipendenza siciliana è una osa seria, non è un sogno è una negazione, non è una richiesta è una negazione, è una sofferenza del Popolo Siciliano tutto, signori dell'MPA, signor Lombardo non scherzate con le cose serie, non basta leggere qualche libro per capire, bisogna fare battere il cuore e sentirsi fratuzzu di chi ama l'indipendenza siciliana e si emoziona solo a vedere la bandiera. Voi non offendeteci più di quanto lo fanno già quelli oltre il faro.
Viva la Sicilia Indipendente giovane e autentica!
Alphonse Doria 
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domenica, 11 gennaio 2009

…e le pale girano!

“Le pale eoliche violentano il paesaggio”

Parola di Sgarbi

Articolo su GRANDANGOLO

N°2 Sabato 10 Dicembre 2009

 

 

Un'altra guerra mortale che si combatte, con gravi perdite, nel cuore della Valle del Belice, è quella contro le pale coliche. Le pale eoliche sono un segno di profonda incultura. Dobbiamo tutelare un'Italia contadina e agricola che ha nel paesaggio la sua identità estetica, ancora mitica... La Sicilia dovrebbe essere ancora come la vediamo nei documentar! Di Vittorio De Seta, immersa m un età dell'oro, in una dimensione sospesa nel tempo, da cui sono assenti i segni dell'industrializzazione. Un paesaggio dove la sola vista di un traliccio infastidisce. Figuriamoci se il traliccio diventa una pala sul crinale di un monte, togliendo completamente l'aura di un luogo sensi tempo, di un mondo incontaminato. Il tema delle pale coliche, infatti, non si declina nel tema di inserimenti in aree industriali già degradate, dove non farebbero troppi danni, ma in aree che sono rimaste per cinquant'anni immutate e che, in nome dell'energia pulita, vengono sfregiate, parlando così del nostro tempo. Svanisce quella sensazione, che si prova in Sicilia, di essere nella Magna Grecia, o in un giardino arabo, o, addirittura, nel Medioevo: le pale coliche rubano al visitatore la possibilità dello spossamento, l'atmosfera evocativa e mitologica tipica della dimensione siciliana... Non so valutare l'impatto ambientale delle trivellazioni, pericolo che Noto ha scampato, la bellezza non si concilia con il petrolio. Ma l'ansia delle trivellazioni non ha impedito che altre trivelle, ben più invasive, violassero la Sicilia nel proposito ipocrita di dotarla di energia pulita. Lo strumento per questo obiettivo sarebbero i cosiddetti parchi eolici che già infestano molle aree del meridione e della Sicilia, le pale sono lo strumento di un vero e proprio stupra, una penetrazione violenta di colline e altipiani attraversati dai venti che dovrebbero intercettare. Nessun Camilleri si è alzato per denunciare questa falsa impresa di apparente beneficio, ma di sostanziale speculazione elle infesta tenitori bellissimi intorno a Lentini, ad esempio, 11 alle spalle di Mineo irrimediabilmente deturpata, o in prossimità di Gela, e perfino ad Agrigento, sempre in "posizione panoramiche", perché si possano vedere bene. O incombenti come nel Vallo di Mazara, nel silenzio del suo paesaggio perfetto, da questi frenetici mulini, alti fino a centoventi metri, e conficcati sui fragili terreni.......... Quello che si vede in Sicilia parla da sé. Si parla, per le notti, di inquinamento luminoso; si parla di impatto ambientale rispetto ad alcune costruzioni abusive. Ora, se esiste la parola "impatto ambientale ", esiste un ambiente, e esiste qualcosa che lo viola. Mi pare che nulla violi di più un ambiente e una civiltà antica, sia storica sia contadina delle pale, che andrebbero messe più lontano passibile anche da quei poveri pali di legno della luce che rappresentavano il progresso con una certa timidezza. Qui non e 'è Umidezza, e'è I 'arroganza del potere, l'arroganza dei danari. I produttori di pale eoliche ottengono finanziamenti europei così cospicui da potersi permettere di "dare l'elemosina" di qualche centinaia o migliaio di euro ai sindaci di piccolo paesi senza denaro, i quali ottengono quello che si chiama "ecorisarcimento", implicita ammissione di un danno ambientale che deve. essere risarcito. E il danno e per tutti, non solo per quelli che

ottengono un risarcimento consentendo la violenza, come un padre che vende la propria figlia. La bellezza viene rubata a tutti; e il paesaggio viene deturpato ben oltre il confine dei comuni che hanno dato la concessione. Si distrugge, senza esitare, una collina, perché soltanto sulle colline può arrivare vento sufficiente. La documentazione di quanto è stato fatto in questi anni l'hanno raccolta Carlo Ripa di Meana di Italia Nostra e Oreste Rutigliano del Comitato Nazionale Paesaggio, che lavorano da anni per stilare un macabro inventario. Dal loro lavoro emerge uno spettacolo agghiacciante, è un 'ipotesi razzista o neocoloniale, cioè che le pale eoliche trovano vento solo nel Sud, nelle regioni più povere, terra di conquista... l'installazione di parchi eolici per esempio, - questo è il dato che mi ha fornito l'assessorato al Territorio della Regione Sicilia - è consentita solo se gli impianti garantiscono duemilasettecento ore all'anno di vento. Nessuno di questi impiantì ha mai raggiunto tante ore. Hanno toccato le duemila, quindi sono tutti fuori norma....... Dietro il tempio di Segesta si vedono le pale eoliche. Dietro la Valle dei Templi di Agrigento si vedono le pale eoliche. Sopra il più grande monumento dell'arte contemporanea - con la stessa arroganza della mafia - il silenzioso Cretto di Burri vigilano le pale coliche......... Le pale violano l'arte contemporanea, violano il paesaggio, violano l'architettura antica. Noi rivendichiamo il diritto allo sguardo pulito, che è l'ultima cosa che rimane alla Sicilia già martoriata dalla mafia, criminalità, dalla speculazione, dall'ignoranza. Le si vuole rubare anche la bellezza. E' verificato, inoltre, che questi impiantì producono un danno superiore al vantaggio che i fondi di risarcimento ai comuni non compensano il male che arrecano...... Abbiamo, quindi,un danno evidente, erariale, per cui farò denuncia,....... Per cosa difendiamo un muretto a secco, se dobbiamo metterci sopra quelle pale? Allora facciamolo di cemento armato. Si tratta di una contraddizione violenta delle ragioni stesse della difesa della Sicilia, come luogo della bellezza e del mito. Si va a Segesta per vedere quel tempio esattamente com'è stato per duemilacinquecento anni. In quattro anni si è perso quello che è stato conservato per duemilacinquecento. Così non si è fatto un furto solo al territorio che ospita le pale, ma anche a quelli circostanti, che le vedono, ma anche al Brace Chatwin, al viaggiatore ci viene dall'Australia, e a tutta l'umanità.

 

Ecco cosa scrive Vittorio Sgarbi nel suo ultimo libro "Clausura a Milano e non solo, da suor Letizia a Salemi (e ritomo) - 7.4. Le pale coliche, una nuova .sfida (pag.344/350), sulle pale coliche che hanno modificato paesaggio e visuale alla nostra isola. E dopo aver letto quanto scritto da Sgarbi, il nostro pensiero va al potente imprenditore Salvatore Moncada. con il quale ci complimentiamo per essere riuscito, pure, ad entrare nelle "grazie" di Peppe Arnone, dei suoi amici di Legambiente provinciali, regionali e nazionali, tutti zitti ed allineati ad osannare le gesta del rè dell'eolico. Ci chiediamo: e se, anni fa, al posto delle villette abusive di "Timpa dei Palombi", magari in sostituzione delle palme, Moncada, con tutti i "permessi", avesse conficcalo delle pale coliche, Arnone sarebbe statoanche contento e non avrebbe strillato allo scempio ambientale? Non ci sarebbero stati processi, non ci sarebbero state famiglie che piangono per avere perso le loro casette confiscate?  Addirittura, a breve distanza da "Timpa dei Palombi", oggi, grazie a Moncada, potrà sorgere un grande insediamento alberghiero, in zona agricola, con tutti i "permessi", che coronerà il "regalo" alla città di una imponente avio-pista a servizio di ricchi e potenti. Noi non sappiamo quali legami intercorrono tra questa associazione e gli industriali dell'eolico, come Moncada. Per la promozione dell'eolico in Italia e una sua "corretta integrazione nel paesaggio" Legambiente onius e l'Anev, Associazione Nazionale Energia del Vento (Moncada è socio), associazione di categoria senza fini di lucro costituita nel luglio 2002, per il loro reciproco interesse a diffondere l'eolico hanno deciso di avviare azioni comuni di sostegno all'eolico, con l'osservanza di alcuni criteri contenuti in un protocollo sottoscritto, a Roma nell' Aprile 2005, Oreste Vigorito (presidente Anev) e Francesco Ferrante (direttore generale Legambiente).

Vuoi dire qualcosa?

 

NON AGGIUNGO ALTRO!

Alphonse Doria

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lunedì, 13 ottobre 2008
100° anniversario della nascita di
ANTONIO CANEPA e ATTILIO CASTROGIOVANNI
 PALERMO
19 OTTOBRE - COMMEMORAZIONE DELLA VITTIME DEL 1944
          VIA MAQUEDA PALAZZO DELLA PREFETTURA PROVINCIA
20 OTTOBRE - INAUGURAZIONE MOSTRA "COMANDANTE MARIO TURRI"
          FACOLTA' DI SCIENZE POLITICHE "SALA STUDENTI" PRIMO PIANO
21 OTTOBRE - ACCADEMIA DI BELLE ARTI PRESENTAZIONE MOSTRA
22 OTTOBRE - CONVEGNO SU ANTONIO CANEPA E ATTILIO CASTROGIOVANNI
          FACOLTA' DI SCIENZE POLITICHE "SALA CONSIGLIO" TERZO PIANO
23 OTTOBRE - FACOLTA' LETTERE PRESENTAZIONE MOSTRA
24 OTTOBRE - CHIUSURA MOSTRA A S.P. E TRASFERIMENTO A GIURISPRUDENZA
25 OTTOBRE - COMMEMORAZIONE 100° ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DI ANTONIO CANEPA       FACOLTA' DI GIURISPRUDENZA "SALA CHIAZZESE"
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martedì, 03 giugno 2008

Q37_MafiaQuesto è un estratto dal mio libro S.O.S. NAZIONE SICILIA, in dattiloscritto dato solo a pochi amici,

dalla pagina 12 alla pagina alla pagina 36. Per me è stato un piacere, grazie! Avrei preferito una citazione mI PROMETTO DI PIBBLICARE TUTTO IL VOLUME

Alphonse Doria

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