lunedì, 23 marzo 2009

butticè foto 015

COMUNICATO STAMPA

Giornata della Memoria per il Partigiano Leonardo Butticè

L’Associazione Pro Loco “Siculiana” ha indetto per Martedì 24 marzo 2009 presso la parrocchia B.M.V. di Siculiana la Giornata della Memoria per il Partigiano Leonardo Butticè trucidatao nelle Cave Ardeatine il 24 marzo 1944. Sarà così articolata: alle Ore18,00: Celebrazione della Messa in suffragio delle Vittime del 24 marzo 1944. Alle Ore18,45 il convegno Leonardo Butticè: Eroe Siculianese Memorie delle Cave Ardeatine”  nell’Aula Magna Giovanni Paolo II Parrocchia B.M.V. Siculiana. Saluterà i convenuti Franco Lo Presti Vice Presidente Associazione Pro Loco “Siculiana”. L’introduzione sarà curata della prof.ssa Patrizia Iacono (Presidente dell’Associazione Pro Loco “Siculiana”). Relazioneranno: Alphonse Doria e l’avvocato Gaetano Allotta (Conduttore della trasmissione “Spigolando nella Storia” ,Teleacras). Interverranno: Prof. Giovanni Colletti, Padre Pasquale Pinzarrone, Arciprete Leopoldo Argento, Padre Pino Agozzino. Seguirà un contributo video. Al termine della serata sarà consegnata alla famiglia dell’Eroe Leonardo Butticè la TARGA DI MERITO ALLA MEMORIA, con la seguente motivazione: “Per avere dato l’onore a  Siculiana e ai Siculianesi di essere iscritti nella Storia e nell’Altare della Libertà dell’Italia e dei  Popoli tutti”.

 

 

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giovedì, 13 marzo 2008

Relazione 3° corso di formazione generale

Relazione di Salvo Cafumo Calogero

 

 

Oggi sabato 8 Marzo l’ufficio informazione della pro loco di Siculiana è rimasto chiuso perché noi volontari del Servizio Civile siamo stati insieme a tutti gli altri volontari delle proloco delle provincie di Agrigento, Caltanisetta, Palermo e Trapani siamo stati a Caltabellotta per il 3° corso di formazione generale.

Arrivati in questa splendida città una delle più antiche della Sicilia,che è adagiata su Kratas,un lembo meridionale dei Monti Sicani; siamo stati accolti benissimo dall’Amministrazione Comunale offrendoci una graditissima colazione nei bar del paese. Ben rifocillati siamo andati al Convento Batia , abbiamo fatto l'accredito e verso le 09:30 prima di iniziare il corso, la proloco di Caltabellotta a omaggiato le donne con un mazzetto di mimosa essendo la festa della donna.

Iniziando abbiamo parlato dei beni culturali e dei volontari SNC dopo un'accurata relazione ci hanno dato dei questionari da compilare finito e avendoli consegnati siamo andati a pranzare.

Verso 15:00 abbiamo iniziato la seconda parte del corso parlando della ricerca sociale, la comunicazione ed orientamento finita la spiegazione abbiamo compilato i relativi questionari.

Per me e i miei colleghi è stata una splendida esperienza perché ci ha fatto crescere e ci ha fatto conoscere una bellissima città che andrò a visitare, più attentamente per la sua ricchezza di beni culturali e importanza storica per la Sicilia tutta.  Fu firmato il trattato di pace concludendo la Rivoluzione dei Vespri Siciliani.

 

“Scoppiata la Rivoluzione del Vespro (31 marzo 1282), Caltabellotta seguì l’esempio dei palermitani. La guerra tra Angioini ed Aragonesi si concluse il 29 agosto 1302 con il trattato di pace che venne firmato a Caltabellotta e Federico III d’Aragona, venuto in soccorso dei Siciliani, divenne re di Sicilia col titolo di FedericoII. (http://www.caltabellotta.com/storia.asp)

 

Nota del Presidente Alphonse Doria:

Vorrei precisare che Federico III  non è “d’Aragona” bensì di Sicilia in quanto il 15 gennaio del 1296 il Parlamento Siciliano con decisione rivoluzionaria, perché tutti i sovrani in Europa erano per grazia di Dio, considerò decaduto dalla carica Giacomo II ed elesse il fratello Federico con il titolo “Fridericus III gratia rex Siciliae, ducatus Apuliae et principatus Capuae”. Il 25 marzo dello stesso anno venne incoronato nella Cattedrale di Palermo con il Popolo Siciliano esultante. Proprio questo evento scatenò una aggressione europea contro la Sicilia libera di re Federico III ( il professore Corrado Mirto scrive: “quasi una crociata”!). La coalizione era formata: regno angioino di Napoli, guelfi italiani, regno di Francia e regno d’Aragona. Sotto la regia e l’incitamento di papa Bonifacio VIII. Questa guerra impari fu combattuta dal Popolo Siciliano e dal suo re con dignità, orgoglio e soprattutto onore. In questo trattato la Sicilia conservò la sua indipendenza. Gli Angioini dovevano tornare a morte avvenuta di re Federico III, si trovò una formula per salvare la faccia a Carlo II con promesse insostenibili da parte del re di Napoli. Un trattato che il Parlamento Siciliano non ha mai ratificato pertanto non valido per il Popolo Siciliano e nessun valore legale intrinseco,  anche perché Federico III di Sicilia non ha trovato il tempo o la volontà politica a richiedere tale ratifica. Nel documento del 31 agosto 1302 che annullava l’ordine precedente di mobilitazione e non inviare le truppe richieste perché era stato firmato il trattato scrisse: “habemus insulam Siciliae et rex Siciliae remanemus”! Pertanto pregherei gli amici di Caltabellotta di non negare la storia di Sicilia e dare la giusta evidenza.

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venerdì, 19 ottobre 2007

L’Associazione Pro loco “Siculiana”, in collaborazione con l’assessora alla Cultura Maria Samaritano  del Comune di Siculiana, informa a quanti hanno partecipato al “2° Concorso di Lingua Siciliana” che sabato giorno 20 ottobre 2007 alle ore 18,30 nel teatro del Centro Sociale di Siculiana si svolgerà la premiazione. La serata sarà allietata dalla interpretazione delle opere vincitrici degli stessi Autori, accompagnati da musica dal vivo. I lavori saranno condotti dalla prof. Patrizia Iacono. Quest’anno si è deciso di fare interpretare gli autori stessi delle opere vincitrici per dare maggiore risalto alle parlate locali e per un vero checkup della nostra lingua siciliana. I presidenti di Giuria: Paola GALIOTO GRISANTI (SEZIONE POESIA); Stella CAMILLIERI (SEZIONE POESIA GIOVANI); Angelo SEVERINO (SEZIONE TIATRU); Il COMITATO DEL CONCORSO e la presidente, di questa seconda edizione, poetessa Giuseppina Mira,  sono stati conformi nell’esprimere le difficoltà nella scelta dei vincitori, per la sorprendente qualificata partecipazione dei concorrenti di quasi tutte le provincie siciliane. Interverranno il Professore Corrado Mirto dell’Università di Palermo (uno dei più grandi storici della Rivoluzione e della Guerra del Vespro), a ruota seguirà il dottor Pippo Scianò (esperto di cultura siciliana). Il presidente della Pro loco Siculiana Alphonse Doria preannuncia che di seguito “partirà il 3° Concorso di Lingua Siciliana perchè conoscere la nostra cultura e serve a potersi confrontare con le altre, rendendocci moderni e non degli alienati”.

 

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giovedì, 20 settembre 2007
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giovedì, 23 agosto 2007
Free Image Hosting at www.ImageShack.usL’Associazione Pro Loco “Siculiana” vi invita Domenica, 26 agosto 2007 alle ore 21,00 alla Villa Comunale per la videoproiezione della prima del cortometraggio LA VIA DI L’ACCURZU – regia, soggetto, sceneggiatura e autoprodotto da Peppe Doria; musiche originali di Giacomo Consolo. Autoprodotto dallo stesso e realizzato con attori non professionisti. Trattasi di un viaggio tra sogno e realtà in una dimensione surreale metafora della Sicilia, che invita a riflettere sui mali sociali, politici ed esistenziali della nostra terra, tutto in chiave umoristica
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mercoledì, 15 agosto 2007

SICULIANA MARINA

Linea di confine della storia

Di

Alphonse Doria

 

       

            La storia di Siculiana affonda le radici proprio su Siculiana Marina. Ed è proprio in questo luogo che ha origine il nome di Siculiana, in tutte le versioni che vogliamo. Proprio sul Monte San Giuliano, chiamato anche Monte Caricatore vi sono i resti dell’antico SCARU,  per antico s’intende di epoca neolitica sicana, poi fenicia cartaginese, greca, romana, araba, normanna e via di seguito la storia ne presenta sempre una traccia.

           Lo studioso Empedoclino Giovanni Gibilaro, cultore di storia agrigentina ed attento frequentatore degli archivi di Stato, nel suo volume "I caricatori del litorale agrigentino", dedica un

apposito capitolo allo "Scaro" di Siculiana, e che, dai documenti consultati risulta che era costituito da "un aggregato di novanta magazzeni sotterranei" ed altre case abitate, con una piccola Chiesa nel mezzo". Inoltre, a circa 700 metri ad est vi erano molti "magazzeni sotterranei" in forma di cisterne, che servirono al deposito e conservazione dei grani da esportare. Anche in tempi di magra, a Siculiana non mancavano i traffici ed infatti lo storico Denis Mack Smith sottolineava che nel 1763, anno in cui il raccolto del grano in Sicilia fu assai scarso, "il Principe di Cattolica potè esportare 20.000 stai di frumento dai suoi possedimenti feudali ed ai prezzi allora correnti dovette ricavarne un utile ingectissimo"[1]  Oggi troviamo, oltre a resti di mura, posizionati a forma di elle rivolti verso sud della lunghezza di otto metri e rivolto verso ovest della lunghezza di tre metri e ottanta centimetri della larghezza di novanta e settanta centimetri. Proprio alla distanza di un metro si ci si imbatte nella bocca di un Silo-granaio larga 1,60 e 7 metri di profondità circa, sicuramente occorre una giusta pulizia e la profondità sarà maggiore, la larghezza interna è circa quattro metri. Di questi silos ancora oggi ve ne sono una diecina, prima erano molto di più, disposti a pochi metri l’uno dall’atro a file ordinate di quattro. Le pareti erano ricoperte con un impasto ricavato dalla polvere di ossa macinate ottenendo una fibra resinosa ed essere così impermeabili.

                 I Sicani sono stati un popolo di commercianti oltre che coltivatori e allevatori. Proprio questa caratteristica li ha resi ricchi sia materialmente che culturalmente. Viene costatato dal ritrovamento di alcune tholos interne nelle montagne ricche di manufatti, anche preziosi, delle civiltà mediterranee.  Fu proprio a gli abitatori di questa terra che Hera ha voluto insegnare la coltivazione del grano. E proprio sul Monte Stella vi sono i resti di un probabile tempio della Dea. Vi sono antichi scalini scavati nella roccia e un paio di colonne. Probabilmente il basamento ritrovato di una torre di forma circolare, potrebbe essere il basamento del tempio alla dea considerato che era di tale forma per il culto di Hera (ancor prima Madre Terra). Il caso vuole che nel XVII secolo la nobile Giovanna Isfar fece costruire proprio sul Monte caricatore la chiesa dedicata a Maria SS. Annunziata. Tracce di questa chiesa sono d’appurare come anche le tracce della torre di guardia a tali granai. Occorrerebbe uno studio approfondito sul Monte Caricatore, perché le grotte presenti hanno più misteri di quanto possa sembrare a prima vista. Questi silo-granai sono da proteggere, difendere, a tutti i costi perché sono testimonianze dirette della rivoluzione neolitica dell’umanità. Proprio alle falde del monte costeggia il fiume Canne, prima navigabile. Il fiume Canne permetteva la facilità nel caricare le merci e la sicurezza nell’approdo e nell’uscita dalle probabili incursioni dai vari pirati.    Come diciamo noi siculianesi: Lu Scaru. “Lo Scalo di Siculiana Marina” ben guardato dalla Torre Felice, spazzata definitivamente via dai politici locali degli anni settanta che pensarono bene di farne gabinetti pubblici. Dal "Libro delle torri", di Salvatore Mazzarella (Ed.Sellerie) si rileva che il "Caricatore di Siculiana" era difeso, proprio all'interno del borgo, da una torre di avvistamento, che pare sia stata costruita dal barone Isfar nel 1425 e di cui ora esiste soltanto un rudere,

proprio in piazzetta Torre di fronte al tabaccaio. Questo edificio di difesa militare viene anche citato da Filoteo (1557), mentre il famoso        architetto Camilliani, incaricato dal Viceré di curare tutte le fortificazioni lungo tutte le coste della Sicilia, la descrive nei suoi rapporti ufficiali.[2]

         So, che i servizi pubblici in un luogo, dove noi siculianesi indirizziamo le nostre attenzioni per lo sviluppo turistico, sono importantissimi, ma bisogna entrare nella [i]logica che le tracce della storia sono ancora più importanti. Vi è una scala di valori da rispettare coloro che hanno la responsabilità di gestire la cosa pubblica in un luogo qualsiasi. Mentre i gabinetti pubblici potranno avere mille altre collocazioni, un bene storico che viene debellato non potrà più ricomparire. E’ un crimine doppiamente grave dal punto di vista economico per lo sviluppo turistico, e da quello culturale. Ancor più grave, perché cancellare la nostra memoria, significa cancellare noi stessi come popolo e come entità. Vi sono mille sagge citazioni su questo argomento, ma l’oggetto della discussione è un altro.[ii]

                 Come ben vedete il borgo di Siculiana Marina ha molti referenti storici:

-        il fiume Canne, molto probabilmente ha dato il nome alla mitica Camico, ormai violentato con una cementificazione eccessiva e a mio avviso anche inutile, sopraffacendo così la flora e la fauna. Un poeta locale (Alfonso Rampello) scrisse una bellissima satira politica[iii] dove si prende in giro il politico locale che voleva rendere di nuovo navigabile il fiume. In realtà a volte vi è più miseria di quando possa sembrare, basta che arrivi un progetto approvato alla Regione per gli argini dei fiumi, basta intravedere un semplice contro utile e si approva senza poi andare a costatare l’impatto ambientale e il danno culturale che va a causare.

-        I silo-granai, già aggrediti da una edificazione selvaggia, autorizzata, con tanto di concessioni e licenze edilizie, consentendo un obbrobrio mostruoso ai piedi del monte Caricatore. Nonostante è possibile salvaguardare gli altri rimasti, almeno otto. Non si possono chiudere gli occhi e fare finta di niente per la politica spicciola clientelare, qui bisogna intervenire con esproprio del terreno, salvaguardia delle strutture archeologiche e valorizzazione tramite segnaletiche descrittive e strutture precarie idonee a permettere a gli ospiti una agibile visita.

-        La necropoli delle archeosole (Tardo romano antica?). La necropoli è in un discreto stato di conservazione, anche qui occorrerebbe urgentemente una segnaletica descrittiva e le strutture idonee a permettere a gli ospiti una agibile visita.

-        La tonnara dei Florio rilevata dalla Curia vescovile di Agrigento, demolita e costruiti nuovi edifici come la Casa dell’Accoglienza Don Giustino[iv].

-        La Chiesa di San Pietro Apostolo, abbattuta di recente, rimasto un parcheggio, fonte di liti continue tra gli abitatori del quartiere. Si intravede il campanile in una foto scattata dal fotografo locale Matteo Cumbo negli anni ’60, esposta anche nella sala consiliare del Comune di Siculiana. Eretta il 1 aprile 1949. I parroci nel 1951 Salvatore Li Vecchi, nel 1972 Giuseppe Fiorica, (?).[v]   

-        La Torre Felice, ora gabinetti pubblici e terrazza davanti l’Hotel Paguro. Mi è stato narrato un aneddoto: nella seconda guerra mondiale vi era una vedetta di camicie nere proprio sulla torre. E uno di loro vede all’orizzonte uno squadriglia di aerei dal versante nemico. Proprio una flotta numerosissima. U ‘za Affonziu u curdunaru con il suo allarmismo suggestiona pure il camerata di vedetta e lanciarono l’allarmea Girgenti, e che allarme!  Dopo un po’ mentre la squadriglia si andava avvicinando e non udivano rumore scoprirono che i terribili aerei nemici non erano altro che aciddazzi di mari . L’onestà fascista o la semplice coglionaggine ha suggerito al camerata curdunaru di ritirare l’allarme e confessare l’errore si prese le meritate parolacce del comando girgintano.

-        I magasè, si trovavano proprio nella sponda est del fiume Canne vicino dove sfociava. Erano dei grandi magazzini di deposito dei cereali utilizzati fino nell’ultima guerra, dove il regime fascista distribuiva alla gente il grano per sostenersi. Oggi non esistono più, non vi è proprio traccia. Al suo posto vi è un piccolo villaggio privato.

-        La casa matta, si trova sotto la ex caserma della guardia di finanza, versante sud, costruita prima dello sbarco degli Alleati della seconda guerra mondiale. Vorrei aggiungere che anche questa struttura è un bene storico da valorizzare e segnalarlo con una segnaletica.Free Image Hosting at www.ImageShack.us3]

Altre caratteristiche:

-        I murales,  per le stradine della frazione s’incontrano, ormai attaccati dalla salsedine marina, questi dipinti a muro, opere di Provenzano, Tedesco, Siracusa ed altri. Rappresentano personaggi locali, come u zzu Angiliddu mentre costruisce le sue ceste di vinile, scene e paesaggi locali. Attribuiscono un caratteristico e armonioso con l’ambiente tutto un senso di trasporto estetico aggiungendo colori. Lodevole iniziativa della Pro Loco Siculiana preseduta da Alfonso Siracusa, pittore locale affermato in campo nazionale.

-        Il litorale: possiamo affermare che in gran parte ha conservato la sua naturale verginità. Per fortuna è stato aggredito solo in parte dall’uomo e che il territorio a ponente è uno degli ultimi lembi della costa integra, anche perché il nostro mare non subisce un inquinamento di carattere chimico industriale, ma solo quello generato dai rifiuti liquidi urbani. Di seguito Monte Stella vi è la riserva naturale WWF Torre Salsa. Una spiaggia fossile colore oro, un mare pulito. Attrezzato con stabilimenti balneari di grande esperienza come: Lido Sabbia d’Oro, Lustru di Luna, La Sirinetta. Attrezzata per l’accesso ai disabili e di una postazione di bagnini. Vi sono ambi parcheggi privati e pubblici. Ora l’impegno politico è sostenere questo stato di cose, permettendo uno sviluppo possibile, per un turismo fattivo.

-        Il porto, è protetto dal molo di levante e dal molo di ponente; vi possono accedere solo piccole imbarcazioni. L'approdo risulta essere in gran parte insabbiato. Realmente l’utilizzo di tale porto è un ambio parcheggio d’auto. E’ nato un Comitato Pro Marina di Siculiana e l’ultima iniziativa, che io sappia, è un convegno il 2 aprile 2005 a Siculiana Marina dal tema: IL PORTO DI SICULIANA MARINA: TEMPI E MODI DELLA SUA REALIZZAZIONE. I partecipanti e relatori ai lavori di questo convegno sono stati tanti e illustri come: il presidente della Regione Cuffaro, il presidente della Provincia Fontana, l’On. Capodicasa, l’On. Cimino, l’Amministratore delegato Italia Navigando SpA ing. Marconi, il dott. Mira e il Sindaco Sinaguglia. I temi: adempimenti e tempi certi per iniziare i lavori; tempi di consegna e frizione; le possibilità di sviluppo e il porto come volano turistico. A questo punto ci chiediamo come sia andata a finire? Forse questa foto scattata personalmente il 14 agosto 2007 darà un idea.

-         



[1] Tratto da: UN SUGGESTIVO BORGO MARINO di Gaetano Alotta rivista AGRIGENTO: Nuove Ipotesi n°2 1994

[2] Tratto da: UN SUGGESTIVO BORGO MARINO di Gaetano Alotta rivista AGRIGENTO: Nuove Ipotesi n°2 1994

 

[3] Foto del 14.08.2007 (Alphonse Doria)

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[i]

[ii]CARLO AZEGLIO CIAMPI: “ la cultura è l'anima di un paese, la sua linfa vitale: è coscienza e conoscenza di sé e dell'ambiente in cui si vive, la cultura è la prima identità di un popolo; che la  cultura è memoria, ma deve vivere nel presente perché non basta avere un patrimonio prezioso, se non c'è l'impegno, la passione, la competenza di chi, nel custodirlo, lo alimenta e lo tramanda. La famiglia, la scuola e l'università hanno il compito di trasmettere ai giovani il senso della continuità fra le generazioni: se gli anziani non ricordano e i ragazzi non sanno, non c'è futuro».”

Identità e futuro (CRICD 2005- Regione Siciliana): La questione della "centralità" della memoria storica non consiste nella riproposizione del passato, ma nella consapevolezza che l'identità può costituire un progetto per il futuro.

La Cultura può essere definita come "la trasmissione da una generazione all'altra, attraverso l'insegnamento ed altri

processi di imitazione di conoscenze, valori ed altri fattori che influiscono sui comportamenti" (Douglass C. North)

Le società sono dunque contesti di orientamento e di memoria che vengono trasmessi alle generazioni successive.

La Cultura è esercizio di facoltà spirituali ed intellettuali; per svilupparsi ha bisogno di un adeguato e proprio contesto di memoria storica.

Qui sta il vero problema dell'ora presente: l'Europa attraversa oggi una fase di profonda crisi d'identità. L'identità è

qualcosa di più della Cultura di una società: Jan Assman paragona la Cultura a una sorta di "sistema di identità" del

gruppo sociale, analogo al sistema immunitario biologico. Se c'è un punto in cui lo slogan "uniti nella diversità" è specialmente vero, questo è il campo culturale. Aggiungiamo, con Eliot: "Perché la cultura europea fiorisca si richiedono due condizioni: che la cultura di ogni paese sia unica, e che le diverse culture riconoscano la reciproca relazione, cosicché ciascuna sia in grado di riaccogliere le altre".

L'identità europea nasce infatti dalle identità nazionali e regionali, le deve favorire e non sovrapporsi ad esse.

In questo specifico contesto va riaffermata la nostra "sicilianità".

Diodoro Siculo, venti secoli fa, scriveva: "L'uomo passa e il tempo resta. Mentre gli altri monumenti diventano preda del tempo, la storia incatena, con la sua onnipotenza, questo tempo che logora tante cose, e lo costringe, in una qualsiasi maniera, a trasmettere le sue testimonianze alle generazioni che verranno".

GIUSEPPE GARRETTO: Quando si vuole opprimere e sfruttare compiutamente un popolo, il metodo più sicuro è appunto di a cancellare dalla sua mente ogni ricordo di grandezza e di lotte sostenute per la libertà, segno inconfondibile di una civiltà superiore; e di far penetrare nel suo spirito la convinzione di essere sempre stato, nella storia, un miserabile, spregevole oggetto, e mai soggetto. Applicando questo metodo, si sono impegnati ad oscurare

a poco a poco la Coscienza Siciliana, una volta cosi fiera e gelosa delle istituzioni, dei costumi, delle tradizioni, della secolare autonomia e delle franchigie costituzionali isolane. Oscurare la coscienza fino a farle dimenticare la sua storia, che è storia stupenda.

 

 

[iii] LU PATRI DI LU CIUMI CANNI[iii]

 

Lu vidi quasi tutti li matini

Passari pi la strata provinciali

Pi jri a la so cratura a visitari,

Arrivata a lu ciumi ci sorridi

Vidennu l’acqua limpida scurriri,

Pirchì è na cosa bella da vidiri.

Un jornu ca si misi a taljari

Si qualche modifica si putja fari

Un vidaneddu si misi a parlari:

“Signuri, lei m’av’a scusari

si a vossia ci vogliu addumannari

ogni matina cà chi veni a fari?”

“Chi st’opira chi vidi mi appartieni,

pirchì è fruttu di lu me suduri

cu l’acchianari e scinniri li scali;

ma lu secunnu lottu s’av’a fari

pi rendiri stu cursu a navigari

pirchi Caronti vogliu addivintari!”

“Forsi è veru e nun lu pozzu smintiri,

ma cu la merda di li ‘Ngaglia c’am’a fari

c’ogni matina veni a galleggiari?”

“Tu amicu nun ti preoccupari

sugnu cà pi chistu studiari

pirchì na soluzioni debbu ju truvari.”

“Veru ca nun sugnu competenti

ma un consigliu ju ci vogliu dari:

facissi un antru ciumi artificiali

tagliannu di li ‘Ngaglia pi li terri

drittu a mari putissi arrivari

senza la so creatura duviri ‘nquinari!”

“E’ un bon consigliu, lu vogliu appruvari!

M’avviu pi la sedi comunali

Pi st’argomentu duviri affruntari.”

“Ma lei è amministratori comunali?

Ca si po permettiri di sti cosi fari?

O su l’antri c’hann’a deliberari?”

“Tu amicu allura nun mi canusci,

sugnu n’amministraturi comunali

pirchì senza di mia nenti si po’ fari”

“Si chissu chi dici fussi veramenti

a sinnacu lu duvissuru purtari

mentri è nenti, mancu consiglieri!”

“La prossima campagna elettorali

a capu lista mi devu prisintari,

pirchì tutti chisti pir mia hann’a vutari,

pirchì sugnu valenti prontu a consigliari

si qualcunu voli addiviniri”

“Lei signuri nun voli capiri

ca chissu ca si misi a puitari

dissi ca lei nenti sapi fari!”

 

TRADUZIONE

IL PADRE DEL FIUME CANNE

Lo vedi quasi tutte le mattine, passare per la strada provinciale, per andare a visitare la sua creatura, arrivato al fiume ci sorride vedendo scorrere l’acqua limpida, perché è una cosa bella da vedere. Un giorno che era intento a guardare se qualche modifica si poteva fare un campagnolo si mise a parlare: “Signore lei mi deve scusare, se ci voglio chiedere ogni mattina qui che viene a fare?” “Quest’opera che vedi mi appartiene, perché è frutto del mio sudore con il sale e scendi delle scale; ma il secondo lotto si deve ancora fare per rendere questo corso navigabile, perché Caronte voglio diventare!” “Forse è vero, non lo posso smentire, ma con la melma degli Incaglia che dobbiamo fare che ogni mattina viene a galleggiare?” “Tu amico non ti preoccupare, sono qui per studiare questo, perché una soluzione io la devo trovare.” “Vero che non sono competente, ma un consiglio io glielo voglio dare: faccia un altro fiume artificiale tagliando da gli Incaglia per i terreni potrà arrivare dritto a mare, senza inquinare così la sua creatura!” “E’ un buon consiglio, lo voglio approvare! Mi avvio per la sede comunale per affrontare questo argomento.” “Ma lei è amministratore comunale? Che si può permettere di fare queste cose? O sono gli altri che debbono deliberare?” “Tu amico allora non mi conosci, sono un amministratore comunale, perché senza di me niente si può fare.” “Se quello che dice fosse veramente a sindaco lo dovrebbero candidare, mentre è niente, neanche consigliere!” “Alla prossima campagna elettorale come capo lista mi devo presentare, perché tutti questi per me devono votare, perché sono valente pronto a consigliare se qualcuno vuole addivenire” “Lei signore non vuole capire che questo che si è messo a poetare ha detto che lei non sa fare niente!”

 

 

 

[iv] LA'TONNARA (Antonino Casatuto LA COASTA SICULIANESE)

Anticamente il tonno si pescava con grossi ami, e solo nel periodo del massimo splendore della civiltà greca si impiegò qualche piccola rete, con bassi risultati. L'introduzione delle tonnare, clic resero più agevole la pesca del tonno, si deve agli Arabi. Infatti, moltissimi nomi usati per identificare la funzione dei tonnaroti, della lavorazione del tonno e delle camere della tonnara sono di origine saracena.

Proprietario della tonnara, cioè dello stabilimento di lavorazione, degli attrezzi e delle barche, fu per primo Don Calogero Indelicato da Sciacca, successivamente sarebbe stata rilevata dal Dott. Serraino che l'avrebbe ceduta alla ditta Florio di Genova (famiglia Parodi) con la quale la tonnara avrebbe chiuso definitivamente

i battenti. La Curia Vescovile d i Agrigento l'ha rilevata col proposito di istituirvi ima colonia marina che mai fu realizzata. Nel  1961,  Padre  Silvio Morosini, per conto della Curia, perfezionò le operazioni di vendita dello stabilimento. Esso fu acquistato dalle Suore Francescane Missionarie del Cuore Immacolato di Maria (dette d'Egitto) della Casa del Fanciullo "Cuore Immacolato di Maria" di San Leone (Agrigento), dalle Suore Figlie della Carità di S. Vincenzo de' Paoli dell'Istituto "Immacolata Concezione" di Naro, e dai Padri Vocazionisti dell'ordine religioso

fondato da Don Giustino Russolillo. Abbattuta la vecchia struttura i suddetti istituti provvidero a fare costruire dei nuovi edifìci, nei quali rispettivamente istituirono: la Colonia estiva prò orfani M. Concetta Sciasela ahimdessa e bene/attrice, la Colonia S. Vincenzo de' Paoli e la Casa dell'accoglienza Don Giustino.

La pesca del tornio fu un'attività fìorentissima di Iu Scaru e tale sarebbe continuata finché proprietario della tonnara fu Indelicato, dopo di che sarebbe iniziata la fase di decadenza.

 

,

[v]  Foto di Matteo Cumbo

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lunedì, 18 giugno 2007

COMUNICATO STAMPA

SICULIANA - INDAGINE TURISTICA 2007

 

L’Associazione Pro Loco Siculiana, in collaborazione con l’Assessorato al Turismo del Comune anche questo anno ha avviato l’Indagine Turistica del proprio territorio. La Pro Loco ha individualizzato alcune postazioni di osservazione tra gli attori del settore, nella loro diversità di servizi per un campione eterogeneo dove sono stati posizionati dei BOX (sigillati per garantire la privacy) che invitano l’Ospite in quattro lingue con la seguente dicitura: Caro Ospite di Siculiana Aiutaci a migliorare la nostra offerta turistica. Richiedi il modulo prestampato e riempilo, oppure liberamente segnalaci dei consigli o delle anomalie. Buona Permanenza. I moduli anche se già erano pronti in tutte e quattro le lingue sono stati distribuiti solo in italiano e inglese per semplificare il compito a gli Operatori. Ecco l’elenco:

-                                 Pizzeria Mizzika Piazza Umberto tel:0922817686;
- Bed & Breakfast “Casale vacanze Via Concezione, 20 Tel.0922817266;
- Villa Sikania park Hotel Sala trattenimenti ristorante S.S.115 tel.0922817818;
- Balera Pizzeria Camping Canne Siculiana Marina cell: 3387476660;
- Pizzeria Stella Marina Siculiana Marina;
- Agriturismo Villa Capo c.da Capo tel:0922817186;
- Ristorante La Scogliera Siculiana Marina Tel: 0922817532;
- Hotel Paguro Siculiana Marina tel:0922815510;
- Ristorante Scacciapensieri S.S.115 tel. 0922818490;
- Don Giustino Casa per ferie Siculiana Marina tel:0922815210;
- Lido Sabbia d’Oro di Dimora Natale Siculiana Marina tel:0922815174;
- Lustru di Luna Ristorante Bar Siculiana Marina tel:0922815198;
e l’Ufficio Informazione ed Accoglienza Turistica

-                                 Pro loco Siculiana telefono 0922815408 .-

Questo anno per gli Operatori più attivi vi sarà anche un riconoscimento, intanto il ringraziamento per la loro disponibilità va a tutti quanti. La necessità di studiare la nostra offerta turistica e il nostro stato attuale, nasce dalla presa di coscienza che il turismo non si inventa dall’oggi al domani e non s’improvvisa se si vogliono avere risultati. E il nostro sviluppo economico è in stretta relazione al turismo. L’anno scorso l’indagine turistica metteva in evidenza la mancanza di un ufficio informazione turistica, questo anno già è operante sia per gli Ospiti che per gli Attori tutti del turismo. Siculiana è una realtà turistica con una accoglienza  di 400 posti letto circa, pochi in alta stagione, ma con una grande disponibilità tra case in affitto e altro genere. Siculiana può migliorare enormemente la propria offerta turistica, ha una grande potenzialità, ed è ciò che è risultato dall’Indagine Turistica 2006, basta solo crederci e attivarsi. Noi della Pro Loco Siculiana già siamo in cammino con ottimismo e volontà.

Il Presidente

Alphonse Doria

 

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lunedì, 18 giugno 2007

VISITA A BURGIO

10 giugno 2007

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Di

Alphonse Doria

 

 L’UNPLI della provincia di Agrigento è convocato per discutere sul Servizio Civile Nazionale 2007/08, procedure di avvio. Ma è l’occasione per incontrarci tutti noi Presidenti delle Pro loco. Innamorati pazzi dei propri paesi e della Sicilia tutta. Queste iniziativa di fare itinerante le riunioni provinciali dell’Unpli è nata a Siculiana. Perché la prima è stata organizzata nella sala consiliare del nostro Comune 11 aprile di questo anno. Lo scopo è di conoscere le nostre realtà associative, organizzative e di scoprire i mille tesori che nascondono ogni comune della nostra Terra. Così abbiamo visitato Bugio con il grande presidente Paolo Pendola, ottimo conoscitore di storia dell’arte. Mostrandoci i tesori di Bugio sia materiali che culturali. Abbiamo visitato dal cimitero monumentale alle botteghe artigianali di ceramica dove è facile notare la stagnatura tipica del luogo antichissima. Nell’ultima Indagine Archeologica, anche nel nostro territorio ho riscontrato qualcosa di molto simile, in alcuni frammenti. Una invetriatura trasparente su decorazione tracciata in bruno e campita in verde e giallo, probabilmente del periodo arabo-normanno (XI secolo). Il Presidente Pendola ci ricordava che i si dice in zona che i burgitani hannu i facci stagnati  per significare che non sono timidi.  Abbiamo visitato e l’unica fonderia di campane nel meridione d’Italia. Poi le chiese i portali, così tanti. La bellissima chiesa Madre, dove sono stato colpito in maniera particolare, oltre dalla Madonna delle Grazie di Vincenzo Gagini, anche dalla madonna dell’Itria, stucco di Antonio Ferrao. Questa Madonna è presente in quasi tutte le chiese della Sicilia, chiamata pure Madonna Odigidria, anche se dicono alcuni che sia un culto proveniente da oriente, la sua origine è da andare a riesumare dalla nostra storia di Sicilia sepolta da millenni di storia coloniale. La madonna dell’Itria è una cristianizzazione del culto matriarcale siculo paganizzato con il culto greco della Dea Hodigidria (in greco colei che conduce). I

monaci rappresentano le colonne del tempio di Adrano, la cassa, il contenitore del miele delle api (matriarcato) e della conservazione delle leggi. Noi di Siculiana siamo legati a Bugio tramite la leggenda del nostro SS. Crocifisso (Il Cristo Nero) dicesi trattenuto mentre veniva trasportato con destinazione Bugio.

Ai burgitanti non mancano crocifissi, anzi… E proprio nella chiesa Madre ho visto uil venerato Crocifisso di Rifesi, uno dei più antichi crocifissi lignei della Sicilia. La legenda burgitana vuole che la testa sia stata scolpita da un fulmine (dito di Dio). Ho pure apprezzato la bellissima chiesa di San Giuseppe dove con mia grande meraviglia ho notato che proprio sopra la Sacra  Famiglia vi era raffigurata Maria Maddalena, quasi a volere significare l’appartenenza alla famiglia.

Nel portale della stessa chiesa il presidente Pendola ci ha fatto notare i simboli massonici del compasso e della squadra. Ma Burgio ha tantissimi altri tesori e curiosità che valgono la penna andare a scoprire di persona.

            L’Assemblea nella Sala Consiliare del Comune di Bugio si è svolta con le indicazioni del Presidente regionale Antonio Spina, un giovane che ha saputo portare l’UNPLI Siciliana da gli ultimi posti dell’Italia ai vertici. Tanto che nei primi giorni di ottobre di quest’anno l’Assemblea Nazionale dell’UNPLI si terrà proprio in

Sicilia (Catania – Acireale il 5-6-7 ottobre 2007). Lo spirito organizzativo ci ha permesso di essere tra i primi posti del Servizio Civile sia pure per la validità dei progetti. Conversando tra di noi ci siamo accorti di non avere nessuno di noi degli indirizzi partitici accentuati. Questo rimarca maggiormente che le pro loco sono patrimonio del loro posto e cessano di attualità quando diventano proprietà di qualcuno o di un gruppo o di una fazione di persone. Pertanto le avversioni o le gelosie verso le Pro loco non hanno senso. Il dovere pregare a volte in ginocchio burocrati e politici per avere concesso un locale, un servizio, una compartecipazione, è mortificante e avvilente per noi presidenti in prima linea. Le Pro loco siamo in movimento verso un nuovo modo di pensare senza lacci e senza preconcetti, le parole le lasciamo alla cultura, a noi piace fare, senza secondi fini, per amore verso il nostro posto e verso la nostra gente. Dopo tanta fatica non ci andremo a candidare nelle liste elettorali. (Qualcuno di noi potrà essere coinvolto, ma sicuramente non è il nostro fine). Per questo motivo non capisco le riserve mentali a volere mettere in luce le Pro loco.    

 

La Sicilia pag. 22 12 giugno 2007

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domenica, 20 maggio 2007
CONVEGNO A SICULIANA
PERCORSI LETTERARI
LA POESIA DI GIUSEPPINA MIRA

Venerdì 18 maggio alle ore 19,00 nella Sala Consiliare “Ing. Antonino Consolo” della TORRE DELL’OROLOGIO di Siculiana, organizzato dalla Pro loco Siculiana e il patrocino del Comune di Siculiana si è tenuto il convegno per PERCORSI LETTERARI: LA POESIA DI GIUSEPPINA MIRA. Ha condotto i lavori sarà la professoressa PATRIZIA IACONO vice presidente dell’Associazione nonché responsabile del comitato targa di merito della Pro loco. A ruota sono intervenuti, il Sindaco dottor Giuseppe Sinaguglia e l’assessore alla pubblica istruzione, Maria Samaritano, il prof. Prof. Paolo Cilona Presidente del Premio Internazionale TELAMONE. I lavori sono continuati con l’incontro con la poetessa professoressa Giuseppina Mira che ha emozionato i presenti con le sue toccanti poesia dedicate alla sua famiglia. E’ stato segnato il percorso letterario con la recita di alcune significative poesie da: Anna Rita Gagliano, Sara Pacenzia, Maria Carmela Tavormina.
Durante l’incontro il presidente della Pro loco Alphonse DORIA ha assegnato una targa di merito alla poetessa Giuseppina Mira per essersi distinta nella sua opera letteraria contribuendo al buon nome di Siculiana. La targa è stata consegnata dall’insegnate Giuseppa MODICAAMORE. La Poetessa poi ha consegnato la sua ultima pubblicazione “PARABOLE DI EMOZIONI” al Direttore della biblioteca comunale Franco Caruana.
E’ stata una serata piena di emozioni e di sorprese, iniziata con il sottofondo del grande maestro Ennio Monricone, ai versi dedicati alla sua musica dalla poetessa MIRA. Questo servì da spunto per una anticipazione del dottore Cilona il quale ha informato i presenti che proprio il maestro Monricone, Oscar alla carriera, sarà il vincitore del premio Telamone “La musica induce alla pace.
La sorpresa finale è stata nell’assegnazione della Targa di Merito al Presidente Alphonse Doria, proposta dal Sindaco dott. Giuseppe Sinaguglia, il 10 marzo in occasione del convegno sull’Indagine Archeologica sul territorio di Siculiana effettuata appunto dal Doria, con la seguente motivazione: “per il pregevole impegno profuso nell’attività di ricerca, promozione e valorizzazione delle risorse culturali e sociali del nostro territorio”.

SALUTO

CONVEGNO A SICULIANA

PERCORSI LETTERARI

LA POESIA DI GIUSEPPINA MIRA

Siculiana 18 maggio 2007

 

L’appuntamento di questa sera è stato programmato da tanto tempo, dal nostro comitato targa di merito, finalmente si è compiuto. Vorrei ringraziare a tutti voi, a titolo personale e per conto della Pro loco Siculiana, di averci onorato con la vostra presenza. In particolare il Prof. Gerlando Cilona per averci pregiato della sua presenza. Ringrazio l’Assessore alla Cultura Maria Samaritano e il nostro Sindaco dottore Giuseppe Sinaguglia. Ma un abbraccio affettuoso e di riconoscimento va soprattutto a questa straordinaria persona che è la poetessa Giuseppina Mira. Lei riesce a coinvolgere a chi le sta a torno con una luce di positività e “bene”. Questo Bene si riscontra in ogni suo verso e non solo nella sua poesia, ma anche nella sua vita di tutti i giorni, dando luce a quei valori semplici e importanti come la famiglia, la fede, il dovere sociale. Noi della Pro loco abbiamo modo di conoscerla per la sua collaborazione, che con la sua squisitezza non ci ha mai negato, sia per alcuni convegni, sia per il Concorso di Lingua Siciliana la quale per il secondo anno consecutivo lo presiede. Quest’anno il nostro Concorso ha avuto molta più partecipazione e tra l’altro di un livello artistico altamente qualificato. Pertanto, cara Giuseppina sia le giurie che noi due sicuramente avremmo un duro compito, ma in fine, penso gratificante dal punto di vista culturale. Questo Concorso verte al recupero letterario e culturale della nostra lingua Siciliana, nelle diverse parlate e nell’universalità della lingua scritta. Ho promesso di essere breve, perciò accennerò all’attività della nostra Pro Loco che ha già raggiunto delle tappe importanti ed è lanciata in un progetto ben preciso che è lo sviluppo turistico e la propulsione all’avanzamento culturale di Siculiana. Ogni nostra tappa è stata raggiunta grazie anche al sostentamento dell’Amministrazione Comunale e al nostro Sindaco Sinaguglia lavorando in piena simbiosi.

-Finalmente abbiamo realizzato l’Ufficio Informazione e Assistenza Turistica, con numero telefonico, collegamento in internet, per potere dare risposte immediate a tutti gli Ospiti che arrivano o che voglio visitarci. Organizziamo itinerari turistici, ospitiamo gruppi, tutto a titolo gratuito. Speriamo in un futuro prossimo di realizzare delle guide turistiche tra i giovani che vogliono farne una loro occupazione magari di primo sostentamento.

-Abbiamo realizzato la prima indagine archeologia che ha censito ben 23 siti e speriamo di concretizzare delle sovrastrutture precarie per raggiungere alcune passerelle e divenire mete degli itinerari turistici.

-Abbiamo realizzato la prima indagine turistica e partirà fra breve la seconda. I nuovi moduli sono stati già realizzati. Come abbiamo visto è uno strumento importantissimo per lo sviluppo turistico di Siculiana, perché come abbiamo visto l’attività turistica non s’improvvisa ma si programma e si studia per dare giuste offerte a specifiche domande.

Tutto ciò e tantissimo altro che non vi tedierò questa sera, grazie alla tenacia delle collaborazioni come quella del vice presidente Patrizia Iacono e alle volontarie del Servizio Civile tre brillantissime giovani. Le voglio ringraziare pubblicamente per la loro solerzia e straordinaria collaborazione e servizio, mantenendo attivo l’ufficio informazioni, elaborando dati, studiando i vari moduli, ricevendo i vari gruppi di visitatori e tantissimo altro. Grazie a: Anna Rita Gagliano, a Maria Carmela Tavormina e a Rosaria Pacenzia.

                Questa sera leghiamo il nome di Siculiana ad un binomio sano SICULIANA E POESIA, SICULIANA E CULTURA    grazie all’opera di Giuseppina Mira, sperando di far dimenticare, almeno un po’ l’altro binomio che lega Siculiana con gli ultimi eventi incresciosi. Grazie Poetessa Mira, grazie a tutti voi.

 



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giovedì, 15 marzo 2007

Siculiana: un laboratorio di progettazione promosso dall’Università.

L’Università degli Studi di Palermo e il Comune di Siculiana avviano una inedita iniziativa per affrontare uno studio che interesserà la borgata marinara di Siculiana Marina. L’iniziativa intitolata “Nuovi confini urbani. Siculiana Marina” prende avvio dall’attività del 4° Laboratorio di progettazione - Corso di laurea in Architettura di Agrigento e vedrà coinvolti il prof. Giovanni Francesco Tuzzolino, gli archh. Luciana Caricato ed Emilia Orlando (docenti a contratto), l’ing. Pasquale Vella (dottorando di ricerca) e tutti gli studenti del laboratorio. I lavori inizieranno oggi e prevederanno un sopralluogo nelle aree oggetto di studio e una conferenza presso il Centro sociale del Comune di Siculiana ore 17,30 alla quale sarà presente il sindaco dott. Giuseppe Sinaguglia e una delegazione in rappresentanza dell’amministrazione comunale. L’invito è esteso a tutta la cittadinanza.

 

Pasquale Vella

 

 

SALUTO

di

Alphonse Doria

Convegno

NUOVI CONFINI URBANI

Siculiana Marina

Siculiana, 15 marzo 2007

 

 Ringrazio per l’invito a potere conferire con questa così illustre assemblea. Il mio saluto è da parte di tutta l’Associazione Pro Loco, la quale rappresento.

La Pro Loco è impegnata sul territorio sia come studio sia come promozione turistica. E per l’appunto ogni iniziativa che verte a questo scopo non può che aiutare la nostra opera. Perciò ben venga una iniziativa come questa. Pertanto ringrazio l’Università di Palermo, il professore Francesco Tuzzolino, la prof. Luciana Caricato e la prof. Emilia Orlando nonché con particolare affetto l’ingegnere Pasquale Vella.

Non entrerò in merito sullo studio affrontato su Siculiana Marina dell’attività del 4° Laboratorio di progettazione - Corso di laurea in Architettura di Agrigento. Posso semplicemente illustrare che il nostro sforzo promozionale è relativo al luogo. Il luogo è un insieme di beni materiali e immateriali. I beni materiali sono le bellezze naturali come la bellissima spiaggia fossile di Siculiana Marina, il suo suggestivo Monte Stella;  i beni culturali come la necropoli tardo romano antica sul ciglio della strada con ben nove archeosole in un discreto stato di conservazione; i silos nel Monte Caricatore chiamato pure Monte San Giuliano (ancora in tempo per salvare quelli rimasti). Beni materiali sono le risorse imprenditoriali, alberghi, ristoranti, servizi vari e stabilimenti balneari che sorgono in quel luogo ed è nostro dovere promuovere. Poi vi sono i beni immateriali come: la nostra storia, le nostre tradizioni, la nostra cultura, la nostra lingua, il nostro modo di pensare, il nostro modo di mangiare. Questo perché come abbiamo potuto scoprire dalla nostra ultima Indagine Turistica l’ospite è sempre più un viaggiatore che vuole assorbire il luogo in maniera  integrale. Pertanto nell’ultimo convegno sulla nostra indagine archeologica, abbiamo chiesto  la possibilità di accedere a questi luoghi archeologici tramite delle strutture precarie come gradinate e passerelle, per potere dare la possibilità all’ospite di toccare con mano le archeosole, dargli la possibilità di percepire come queste cavità diventano il ventre della dea Madre per rinascere a nuova vita nel ciclico divenire. Oppure entrare in un silos e fare parte della nostra storia più antica legata alla fertilità della terra e al grano. Per poi portarlo a gustare tutti i derivati del frumento: come un bel piatto di pasta cu i sardi, la pizza o il pane caldo con l’olio di casa.    Tutto in conformità alla: La Dichiarazione Euromediterranea sul turismo e lo sviluppo compatibile del 1993 “impegna i Paesi firmatari facenti parte dell’area mediterranea ad orientare il futuro del turismo nella prospettiva della conservazione delle risorse naturali e di quelli culturali.” Ora il punto d’incontro tra i beni materiali e immateriali è il paesaggio. Sembra però che questo sia sempre meno all’attenzione politica, perché ormai sta subendo l’inquinamento più atroce in nome di un falso moralismo sull’energia pulita come l’eolica. Ormai sorgono centrale eoliche in ogni dove deturpando paesaggi in maniera irrevocabile. Mi dico è possibile questa miopia? Capisco che c’è un Decreto Assessoriale regionale gazzetta ufficiale VENERDÌ 13 MAGGIO 2005 - N. 20 prima parte  che da le direttive con esclusione delle zone interessate all’articolo dove apparentemente sembra abbastanza esauriente, in difesa pure degli uccelli, ma in realtà concede la deturpazione del paesaggio, lasciando la desolazione dell’artificio sostituendo la ricchezza del naturale. Qui chiedo a questo tavolo così importante: E’ giusto fare della Sicilia la terra dei mulini a vento?

Capisco bene che il paesaggio è un tema scottante per i progettisti che non rinunziano al proprio senso estetico. Alcuni dicono: Per tanti anni gli architetti hanno cercato di governare la crescita delle metropoli, ma oggi che questa battaglia sembra essere definitivamente persa, molti si consolano pensando che l'ambiente nella sua totalità possa diventare terreno di conquista. Insisto nell’affermare che il paesaggio è il manifesto principale di un luogo e la sua gente. Ora magari noi del posto possiamo abituarci a queste strutture gigantesche che limitano l’orizzonte, a me ancora non è capitato, ma il viaggiatore sicuramente non proverà il valore della nostra cultura in simbiosi con la natura. A malapena siamo resistiti all’impatto dell’industrializzazione, sterminando solo alcuni posti nel siracusano, resisteremo all’invasine di questi mulini?   

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