sabato, 05 dicembre 2009
KUMMUNIKATU STAMPA FNS - COMUNICATO STAMPA FNS
FIAT DI TERMINI IMERESE. SE LA FIAT SARA' CONTRO LA SICILIA,
LA SICILIA DOVRA' ESSERE CONTRO LA FIAT.
Nel momento in cui in Sicilia si aggravano e si incancreniscono i problemi ed i disagi della disoccupazione, dell'emigrazione, della deindustrializzazione, del divario fra NORD e SUD, del controllo mafioso del territorio e via dicendo, gli Indipendentisti di lu FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU ritengono che la ventilata chiusura dello Stablimento FIAT di TERMINI IMERESE non possa e non debba essere classificata come un problema di carattere esclusivamente sindacale (comunque inderogabile per l'FNS).
Un problema, però, importante quanto si voglia, ma sostanzialmente "sindacale". Forse estensibile ai lavoratori dell'INDOTTO. Ma, per la verità, non a tutti e non a tutti quelli del POLO economico che ha ruotato attorno alla FIAT.
L'FNS, infatti, teme che l'eventuale ritirata della FIAT sia un vero e proprio attentato alla Sicilia produttiva, finalizzato a quella politica di deindustrializzazione, per la quale la Sicilia DEVE essere soltanto mercato di assorbimento di ciò che si produce altrove. E deve restare oggetto di speculazioni, di "scambi" e di strumentalizzazioni, che - gira e rigira - fanno il gioco dei gruppi di potere forti del NORD-ITALIA.
L'FNS vuole essere ancora più chiaro e ribadisce che, se la FIAT abbandonasse (anzichè potenziare, modernizzare, puntare sull'ecologico, e rendere più competitivo) lo Stabilimento di Termini Imerese, farebbe un gravissimo errore, anche nei confronti di quel MERCATO GLOBALE E GLOBALIZZANTE che tanto adora. Un "mercato" dal quale la Sicilia, - soprattutto nell'ultimo scorcio del secolo scorso ed in questo, - è stata esclusa per il tradimento e/o l'insipienza della Classe Politica qui dominante ed asservita, politicamente e culturalmente, appunto, agli interessi egemoni delle industrie continentali, FIAT compresa.
La corda si potrebbe spezzare e la vera Sicilia (e cioè il Popolo Siciliano, la Nazione Siciliana) riprenderebbe la propria libertà d'azione, ritirando la delega agli uomini ed ai partiti che ne hanno tradito gli interessi, le aspettative, le speranze.
Insomma: se si spezzerà la corda e se la FIAT sarà contro la Sicilia, la Sicilia si prenderà la libertà e si farà il dovere di essere contro la FIAT. Sempre nella legalità e nel rispetto delle regole. Anche delle regole del mercato. Ovviamente.
Palermo, 5 Dicimmaru 2009
GIUSEPPE SCIANO'
Segretario Nazionale FNS
domenica, 29 novembre 2009
FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU – “SICILIA INDIPINNENTI”
FRONTE NAZIONALE SICILIANO –“SICILIA INDIPENDENTE”
- SIKRITARÌA NAZZIUNALI-
KUMMUNIKATU STAMPA FNS - COMUNICATO STAMPA FNS
BALOTELLI SICILIANO E' !
GLI INDIPENDENTISTI FNS GLI ESPRIMONO SOLIDARIETA' E CONDANNANO IL RAZZISMO ED I RAZZISTI.
Gli Indipendentisti di lu FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU – “SICILIA INDIPINNENTI” ricordano con orgoglio che Mario BALOTELLI è "SICILIANO".
E rinnovano il loro apprezzamento per il valore e per la trasparenza della carriera calcistica del giovane atleta dalla pelle scura.
L'FNS ammira, altresì, la signorilità e l'equilibrio con i quali Mario risponde ai cori dei razzisti. Ai cori e agli insulti meschini dei "VASTASI" che disonorano le tifoserie di appartenenza.
Un motivo in più, questo, per condannare, ancora una volta, il RAZZISMO e la INCIVILTA' di quanti si sgolano per propagandare il RAZZISMO nell'ambito dello Stato italiano ed all'Estero.
Grazie anche al fatto che la LEGALITA', in Italia, si predica ad ogni livello ma poi non si applica laddove occorrerebbe applicarla.
Palermu, 28 Nuvimmiri 2009
GIUSEPPE SCIANO'
Segretario Politico FNS
martedì, 27 ottobre 2009
KUMMUNIKATU STAMPA FNS - COMUNICATO STAMPA FNS
FESTIVITA' DEI MORTI. SALVAGUARDIAMONE I VALORI E LE TRADIZIONI. CONTRO OGNI TENTATIVO DI CANCELLAZIONE.
* * *
NON TEMIAMO LA CONCORRENZA DELLA FESTA AMERICANA DI HALLOWEEN. SIAMO PREOCCUPATI PER IL "COLONIALISMO CULTURALE" E PER L'INDIFFERENZA CHE PREVALGONO IN GRAN PARTE DELLA NOSTRA CLASSE POLITICA E NELLA QUASI TOTALITA' DELLE ISTITUZIONI RAPPRESENTATIVE IN SICILIA.
* * *
Gli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu ribadiscono la esigenza morale e culturale, oltre che politica, di considerare le TRADIZIONI siciliane, come quella della FESTIVITA' DEI MORTI, come VALORI. E come fenomeni di socialità, di solidarietà e di continuità di affetto e di gratitudine con le generazioni che ci hanno preceduto. Tradizioni, queste, ancora oggi vive e seguite dalla maggior parte dei Siciliani, compresi i Siciliani della DIASPORA. Fermi restando, ovviamente, i superiori, altissimi, significati religiosi che il Cristianesimo ha conferito a questa festività "PRE-CRISTIANA", le cui origini si perdono nella notte dei tempi. Significati religiosi che i Siciliani tutti rispettano e praticano. Insomma: quella dei MORTI è pur sempre una festività nella quale predomina l'amore.
In siffatto contesto (e non in termini dispregativi) va interpretata la specifica tradizione di regalare ai bambini i giocattoli. Una "testimonianza", quest'ultima, della delicatezza di sentimenti che contraddistingue la Festività. Unitamente all'altra tradizione di regalare e di regalarsi i DOLCI TIPICI, fra i quali dovrebbero trionfare i "PUPI" di zucchero.
Sono proprio queste tradizioni che hanno fatto della festività dei Morti, in Sicilia, un fenomeno culturale e religioso UNICO al Mondo. Una festività che va considerata PATRIMONIO CULTURALE IMMATERIALE DELL'UMANITA' e che, in quanto tale, va salvaguardata e tramandata.
L'FNS rivolge, quindi, l'invito - principalmente a tutte le Istituzioni, al Parlamento Siciliano ed ai singoli rappresentanti politici ai vari livelli - di isolare e di respingere i tentativi in corso di OMOLOGAZIONE e di annullamento di tutto ciò che contraddistingue la identità culturale del Popolo Siciliano.
La consapevolezza della propria identità e la consapevolezza di se stessi non devono essere considerate, infatti, come fenomeni di isolamento ma, al contrario, come momenti di impegno collettivo di tutti i Siciliani, per spezzare l'isolamento stesso e per guardare ai problemi del presente e del futuro con maggiore serenità.
L'FNS vuole, infine, "dichiarare" che non dobbiamo temere la concorrenza della festa americana e americanizzante di HALLOWEEN, che bene si può inserire nel multiculturismo di moda.
Ribadiamo che dobbiamo - innanzi tutto - preoccuparci piuttosto della MAFIA, dell'ALIENAZIONE CULTURALE, del COLONIALISMO culturale, dell'ANTI-SICILIANISMO, della MALA-POLITICA, della CORRUZIONE, del MANCATO SVILUPPO ECONOMICO e del DEGRADO. Sono proprio questi fenomeni, - locali e multi-nazionali - che dobbiamo combattere sempre ed ovunque. Con PRIORITA'. Ma, - per combattere meglio questi fenomeni,- la COSCIENZA CIVILE e la consapevolezza di noi stessi, della propria identità, dei propri problemi, sono CONDIZIONI necessarie ed indispensabili.
Sono questi i nostri punti di vista e non amiamo essere fraintesi da alcuno. Ed a maggior ragione da coloro che praticano l'"ANTI-SICILIA" come professione principale.
Palermu, 27 Ottuviru 2009
GIUSEPPE SCIANO'
Sikritariu FNS
venerdì, 23 ottobre 2009
KUMUNIKATU STAMPA FNS - COMUNICATO STAMPA FNS
PER IL RILANCIO DELL'ECONOMIA SICILIANA, URGONO PROVVEDIMENTI ECCEZIONALI. ED OCCORRE IL CORAGGIO DI DIRE "NO" AL PONTE-IMBUTO SULLO STRETTO DI MESSINA.
I provvedimenti di politica economica per la Sicilia, messi in moto dal Governo Italiano, non vanno al di là dell'ordinaria distribuzione di fondi, piuttosto modesta e sterile, niente affatto in grado di promuovere progressi adeguati in quanto a produttività, in quanto ad OCCUPAZIONE (con veri posti di lavoro) ed in quanto alla fornitura dei servizi essenziali dei quali la nostra Società (imprenditoria compresa) ha estremo bisogno.
L'ultimo "ARGOMENTO-ARIETE", tutt'altro che originale, è rappresentato dalla notizia (funesta per i Siciliani e per l'opinione pubblica internazionale) del prossimo inizio dei lavori di realizzazione del PONTE sullo Stretto. A giudizio dell'FNS, in piena illegalità politica e morale (ed anche giuridica).
Non si vuole, infatti, consentire al Popolo Siciliano di esprimere un proprio parere, dal momento che al PONTE (PONTE-IMBUTO) sarà, fra l'altro, sacrificata la identità geografica della stessa Sicilia, che da ISOLA diventerà PENISOLA e certamente SOTTOSUOLA dello STIVALE. Non parliamo, poi, dell'IMPATTO AMBIENTALE con il territorio siciliano già vittima designata del DISSESTO IDRO-GEOLOGICO e ZONA SISMICA d'eccellenza.
E allora?
Innanzi tutto: NO AL PONTE-IMBUTO!
Occorre, poi, qualche INIZIATIVA ECCEZIONALE, ma concreta. In tempi brevissimi si potrebbero adottare - ad esempio - alcuni particolari provvedimenti, AGGIUNTIVI alle proposte governative in corso. E che attirerebbero investimenti e direbbero BASTA alla rassegnazione, dando respiro e rilancio all'economia siciliana. Provvedimenti che sarebbero di facile attuazione e di immediato effetto positivo e propulsivo.
Il PRIMO dei quali è quello di dare un rigoroso taglio alle imposte dirette ed indirette in Sicilia. Deve finire un sistema fiscale che colpisce pure i disoccupati ed i nulla-tenenti e che PUNISCE chi lavora e produce.
Il SECONDO è quello di defiscalizzare in Sicilia il prezzo della BENZINA e degli altri derivati del PETROLIO.
Il TERZO è costituito dalla difesa rigorosa dell'ambiente, del prodotto tipico, dell'agricoltura biologica.
Si tratta di alcune iniziative che trovano precedenti ed analogie con provvedimenti già realizzati nelle aree svantaggiate in Europa.
Provvedimenti ai quali la Sicilia ha DIRITTO per tante motivazioni che sono state già esposte in tante sedi e che trovano ragion d'essere soprattutto nell'essenza e nella storia della QUESTIONE SICILIANA.
Palermo, 23 ottobre 2009
GIUSEPPE SCIANO'
Segretario Politico FNS
sabato, 17 ottobre 2009
Lettera dei siciliani della Diaspora a Silvio Berlusconi
Una tragica notte di piogge, pur torrenziali, ha messo in ginocchio le
contrade piu' vicine a Messina seminando lutti e distruzione. E' stato
come se la natura si fosse improvvisamente ribellata allo scempio delle
montagne, dei torrenti, dei greti dei fiumi che l'uomo continua a
programmare ed abbia deciso di interrompere - per una notte - la magia
dell'autunno infinito che, come succede da sempre in Sicilia, protrae i
caldi aneliti dell'estate isolana per affidarci un avanzo d'inverno
nell'apocalisse di pietre e fango.
Poi il rincorrersi dell'attualità, i momenti di fervida attesa, le
elucubrazioni delle autorità, gli anatemi delle coscienze, in un Paese,
l'Italia, che continua la sua ricreazione senza sentire il dovere di
tributare onore (come avevano fatto invece persino per Mike Bongiorno!)
alle vittime innocenti di una tragedia annunciata nelle concessioni
edilizie, nelle aree agricole diventate urbane per grazia (e voti)
ricevuta, nello stravolgimento della natura e per questo una tragedia
addebitata agli stessi messinesi.
Oggi il fango si è solidificato e la costruzione di case "abruzzesi"
diventa promessa e gli italici pensano di aver addormentato ancora per una
volta, l'ennesima, le coscienze dei siciliani che vogliono continuare ad
aspettare senza ribellarsi e senza dignità
Autunno in Sicilia e' stagione impareggiabile, uno stato di grazia della
natura che si pone tra il sole ancora caldo, il mare scintillante e i
vigneti di zibbibbo e uva da venire e protrae le giornate come se cosi'
ritardasse infine l'arrivo dell'inverno, lui si', negazione della vita,
negazione della Sicilia.
Autunno sulle rive dello Stretto è fenomeno e magia. La costa calabra
sembra potersi toccare quando il vento insedia Fatamorgana e solleva in
bolle e onde spumeggianti i vortici di Scillaecariddi, mentre luntri e
feluche cercano per le ultime battute di pesca pescispada e tonnacchioli
che ritardano la partenza da queste acque senza uguali.
La notte poi le due coste scintillano di luci e voli di falene e
pesciluna, disturbati solo dalla scia di pochi ferryboat.
Ma Ieri, a proposito della reiterata attitudine dell'uomo a voler
violentare la natura e mutare il corso delle cose, il presidente del
consiglio ha annunciato "urbis et orbis" di voler regalare ai siciliani un
manufatto per l'attraversamento di questo stretto di magie; un ponte per
collegare Sicilia e continente, un Ponte per faci sentire italiani....
Fino a quando dovremo sentire queste scelleratezze? Fino a quando
lasceremo che altri decidano a nome nostro? Che cosa c'entra il signore di
Arcore, pianura padana, con lo Stretto degli incantesimi? Ma che cosa ne
sa lui della nostra isola, lui che il Paradiso se lo deve costruire e non
lo ha trovato dietro la porta come abbiamo fatto noi?
E che cosa ne puo' sapere il suo ministro dei trasporti, uomo senza voti e
che vive di listini bloccati per fondare la sua carriera di transfuga e
ministro? Ma quale Italia vuole regalare alla Sicilia il signor Berlusca?
Quella che rifiuta i funerali solenni ai suoi figli migliori? quella che
ci regala Lombardo e Miccichè? Si rende conto che sarebbe piu' consono
dire che è proprio l'Isola, la Sicilia, che non vuole regalarsi
all'Italia?
Una patria la si riconosce dal rispetto per tutti i suoi territori, dalla
eguaglianza di trattamento per tutti i suoi cittadini, dalla cura
nell'amministrazione della cosa pubblica.
Ora, quale rispetto per la Sicilia ha mai mostrato questa patria lontana
se tutti i territori sono sventrati e sconvolti? quale eguaglianza se i
figli migliori dell'Isola devono trovare altrove le possibilità di lavoro
e di futuro che la "Roma ladrona" di leghista memoria nega all'Isola?
quale cura dell'amministrazione pubblica se in ogni confronto elettorale i
partiti romani piombano sull'Isola come feroci saladini per
accapparrarsene i tesori attraverso i loro paria e i loro schiavi?
Oggi Berlusconi, e troppi con lui, continuano a parlare di un Ponte sullo
Stretto.
Ma lo sa Belrusconi che in Sicilia per andare da Agrigento a Messina
bisogna impiegare almeno 4 ore di strade statali per arrivare a quella
bretella autostradale, quella autostrada Palermo-Messina che il Presidente
aveva tanto prosaicamente inaugurato quando era operativa solo a corsia
unica?
E le ferrovie, conosce Berlusconi e il signor Moretti, Amministratore
delegato, lo stato delle ferrovie siciliane? la frequenza delle tratte che
lavorano ancora a scartamento ridotto, la vetustà delle carrozze destinate
al servizio dell'Isola?
Prima di costruire un Ponte, signor Berlusconi, la ragione ci impone un
semplice doppio paradigma: cosa trasferire da una parte all'altra e come
arrivare ai piedi di questo ponte.
Ora potremmo trasportare al di là del faro le nostre arance; ma perchè non
pensiamo a costruire industrie di trasformazione e trasportare poi al di
là le essenze e le deterpenate, costruendo prima del ponte possibilità di
occupazione e un indotto che prenda dall'agricoltura linfa vitale per
creare benessere?
Perchè non mettere mano finalmente alla costruzione di una rete
autostradale che serva tutta la Trinacria, i tre punti da capo Passero a
capo Peloro, a capo Lilibeo senza dover affrontare veri e propri peripli
per dovere, ad esempio, prendere un aereo in uno dei tre aeroporti isolani
Punta Raisi, Fontanarossa e Birgi?
Non sarebbe piu' utile impiegare quei fondi, altrimenti destinati, alla
costruzione di aeroporti settoriali per evitare le lunghe file e le lunghe
veglie?
Per non parlare poi dello scempio del territorio che verrebbe stravolto
dai terminali di quest'opera, che non sono limitati come la costruzione di
un raccordo autostradale, ma cambierebbero in toto la morfologia di luoghi
che vanno dalla periferia sud di Messina, quindi Giampilieri, Tremestieri,
Scaletta Zanclea, le zone tristemente alla ribalta della cronaca per
l'alluvione, ai siti magici dei laghi di Ganzirri, di Mortelle e oltre
Casa Bianca che scomparirebbero letteralmente sotto cemento e malaffare.
Isola siamo ma continuiamo sempre a prendere in considerazione solo il
trasporto gommato senza invece immagginarci il potenziamento dei tanti
porti isolani, vere e proprie porte per le autostrade del mare, metodo di
trasporto efficace, a costi ridotti e ad impatto ambientale nullo.
Potremmo continuare con l'elencazione di altre opere pubbliche che
servirebbero in maniera prioritaria alla Sicilia invece di quel manufatto
per l'attraversamento dello Stretto, finora servito ad arricchire Impresit
e compartecipate rigorosamente statali per gli studi di fattibilità,
sempre ricominciabili da zero.
Un ponte sinonimo di futuro nella mente delle autorità (ma chi sono?)
paradigma poi della tendenza di ogni governo italico che nei confronti
della Sicilia ha sempre voluto apparire piu' che realmente fare,
accaparrandosene, a piene mani, i tesori millenari.
Eugenio Preta
Presidente confederazione giornalisti e dei media siciliani nel mondo
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L'ALTRA SICILIA - Antudo
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sabato, 17 ottobre 2009
KUMUNIKATU STAMPA FNS - COMUNICATO STAMPA FNS
PALERMO, 65° ANNIVERSARIO DELLA STRAGE DI VIA MAQUEDA, AVVENUTA IL 19 OTTOBRE DEL 1944. LA SICILIA VUOLE VERITA'
E GIUSTIZIA.
Nella ricorrenza del 65° Anniversario della Strage di Via Maqueda, avvenuta, appunto, a Palermo il 19 Ottobre del 1944 e nella quale vi furono ufficialmente 22 morti e centinaia di feriti, gli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu ricordano i valori di quell'OLOCAUSTO e sollecitano gli Organi di Informazione, i Mass Media e soprattutto le Istituzioni, a pubblicizzare e a tramandare la memoria di quel tragico fatto di sangue.
Non si trattò, infatti, soltanto di un - pur gravissimo - incidente di percorso, come vasti settori della Cultura ufficiale tendono a far credere. Si trattò, piuttosto, di una pagina insanguinata, drammatica ed importantissima di STORIA NEGATA. Storia negata da chi non vorrebbe che il Popolo Siciliano rivendicasse i propri diritti fondamentali ed, in particolare, i diritti alla verità, alla giustizia, al progresso e alla libertà.
L'FNS, a prescindere da ogni altra considerazione, riconosce alla Amministrazione Provinciale di Palermo il merito di avere collocato, nel 1994, una lapide con i nomi delle 22 vittime, nell'atrio del Palazzo Comitini, interrompendo, così, la "CONGIURA" del silenzio istituzionale, che era durata mezzo secolo. A questo merito si aggiunge quello del ricordo che ogni anno viene celebrato.
Analogo riconoscimento va dato ai pochi Deputati che, a Sala d'Ercole, hanno avuto il "coraggio" di ricordare quel tragico evento, che ci fa meglio comprendere le ragioni della SPECIALITA' dello Statuto Siciliano.
L'FNS auspica, infine, che le "lapidi" vengano collocate anche all'esterno del Palazzo e che alle vittime vengano intitolate strade e piazze a Palermo, innanzitutto, ed anche nelle altre Città della Sicilia.
Palermo, 17 Ottobre 2009
GIUSEPPE SCIANO'
Segretario Nazionale FNS
lunedì, 05 ottobre 2009
KUMUNIKATU STAMPA FNS - COMUNICATO STAMPA FNS
LA REGIONE SICILIANA RACCOLGA L'ESORTAZIONE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA, GIORGIO NAPOLITANO, A DARE PRIORITA'
E FINANZIAMENTO ALLE OPERE NECESSARIE ED URGENTI.
* * *
NO ALLE OPERE FARAONICHE. NO AL PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA. DIROTTIAMONE I FONDI PER LA SISTEMAZIONE IDRO-GEOLOGICA E IDRAULICO-FORESTALE DEL TERRITORIO.
* * *
Gli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu esprimono apprezzamento per la recente esternazione del Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio NAPOLITANO, il quale ha esortato le Istituzioni ad
<<INVESTIRE IN SICUREZZA, PIUTTOSTO CHE IN OPERE FARAONICHE >>.
E, quando si parla di OPERE FARAONICHE, il riferimento al PONTE-IMBUTO sullo STRETTO DI MESSINA è doveroso, opportuno e necessario.
Il DISASTRO che si è verificato a GIAMPILERI, a SCALETTA ZANCLEA ed in altri Centri abitati, nel Messinese ed in altre Province della SICILIA, costituisce, infatti, ANCHE la dimostrazione di come la classe politica, i partiti, le forze economiche e sociali (sindacati compresi) e poteri forti e deboli di ogni tipo, che, comunque, dagli scranni delle maggioranze e dagli scranni delle minoranze, (che si sono anche alternate nei rispettivi ruoli), non abbiano realizzato quella SISTEMAZIONE ottimale, idro-geologica ed idraulico-forestale, per la quale sono stati spesi ingentissme somme e sono stati pagati, direttamente ed indirettamente (sempre da parte della Regione), un esercito di dipendenti.
No, quindi, all'altro disastro annunciato che è costituito all'opera faraonica del PONTE sullo Stretto di Messina.
E "TOLLERANZA ZERO" verso i responsabili di una politica per il territorio semplicemente DISSENNATA.
Palermo, 4 Ottobre 2009
GIUSEPPE SCIANO'
Sikritariu FNS
venerdì, 02 ottobre 2009
KUMUNIKATU STAMPA FNS - COMUNICATO STAMPA FNS
F.N.S. : OCCORRE UNA BANCA SICILIANA A SOSTEGNO DELLO SVILUPPO ECONOMICO SICILIANO E AL SERVIZIO DELLE ESIGENZE DELLE FAMIGLIE.
Non possiamo non condividere la indignazione del Ministro Giulio TREMONTI, allorchè questi fa rilevare, spesso ad alta voce, che il SUD-ITALIA è l'unica "Regione" d'Europa di grandi dimensioni a non disporre di una banca PROPRIA, al servizio del PROPRIO sviluppo e della PROPRIA economia. Anche la Maggioranza politica ed il Governo, dei quali il Ministro fa parte, non è esente da colpe e da responsabilità in materia.
Comunque, è vero che tutte le grandi Banche del Sud e della Sicilia, - con la complicità delle classi PSEUDO-DIRIGENTI locali, - sono state FAGOCITATE dai grossi gruppi finanziari del NORD.
Abbiamo assistito, così, ad uno strangolamento più razionale e scientifico della nostra economia.
Gli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu ritengono che, piuttosto che piangersi addosso, il Governo e l'Assemblea Regionale Siciliana debbano procedere a dare un'inversione di tendenza alla politica della "RESA SENZA CONDIZIONI" ai poteri forti che hanno interessi contrastanti con quelli del Popolo Siciliano.
Una ignobile politica, questa, della quale la Regione Siciliana è responsabile da sessant'anni a questa parte.
Occorre, adesso, una rivoluzione culturale, morale e politica, che consenta di coinvolgere l'imprenditoria sana, le forze sociali, le forze politiche e tutto il Popolo Siciliano in una grande iniziativa per ricostituire, in tempi brevi, un grande Istituto di Credito Nazionale, che cammini con le proprie gambe, che sappia stare sul mercato e che sia al servizio dell'economia siciliana. E che, soprattutto, tenga fuori della porta i mafiosi, i parassiti, i traditori della Sicilia, i "LOTTIZZATI" ed i fannulloni.
Analogo invito ed analogo augurio rivolgiamo ai nostri fratelli meridionali che con noi dividono la vergognosa condanna ad essere una colonia di sfruttamento, asservita agli interessi settentrionali.
Palermu, 2 Ottuviru 2009
GIUSEPPE SCIANO'
Sikritariu FNS
martedì, 29 settembre 2009
Che imparino anche dalla Scozia...
Bruxelles, 25/09/2009 - Quante gite turistiche i nostri rappresentanti
siciliani hanno fatto per il mondo... Ma che cosa poi, dopo i baccanali e
le spese folli, hanno riportato nella memoria?
Hanno visitato i continenti, hanno visto le città del mondo (con i nostri
soldi) ma che cosa poi ne ha ricevuto la Sicilia?
Se avessero almeno fatto esperienza di quanto vedevano, avrebbero
riportato in patria il sentire degli altri popoli e non solo i conti da
pagare.
Andare domandando avevamo scritto in un editoriale - e questo per
ricordarvi quanto siamo in vantaggio rispetto a quanto poi avviene -
andare domandando il vero essere di gente fiera della loro appartenenza,
la natura di costruzioni e istituzioni, il senso del dover rappresentare,
se chiamati a cariche elettive, gli interessi della propria gente, le
aspettative del proprio popolo.
Siamo andati chiedendo in Catalogna, e abbiamo riportato l'identità di un
popolo che riesce ad imporsi alle autorità centrali, un popolo che esige
rispetto per le proprie istanze e lo fa attrraverso gente seria che
interpeta il ruolo pubblico come missione identitaria.
Siamo andati chiedendo in Scozia, e riportiamo negli occhi il blu intenso
e la croce bianca di quelle bandiere sventolate su tutti gli edifici,
negli androni dell'aeroporto, nelle piazze, nei pub, fieri di
un'appartenenza, del coraggio di quell'appartenenza che aveva portato
William Wallace ad immolarsi contro gli inglesi e che porta oggi,"i tempi
canciunu", Sean Connery a girare con il tatuaggio "Scotland forever" sulla
spalla destra, che porta, oggi, il partito indipendentista ad avere
restituita, dopo centinaia di annni, la Pietra del destino, tenuta
impropriamente dagli inglesi, a governare il paese, interprete della
fierezza di quel popolo ritenuto barbaro.
Siamo andati chiedendo nelle fattorie e nelle campagne il perchè del
fiorire da ogni finestra di queste bandiere con la croce di sant'Andrea,
come spiegavamo in una nostra cartolina che illustrava il valore di un
simbolo come la bandiera della Trinacria e ci siamo immaginati le campagne
siciliane, nelle masserie, nei bagli, nei palmenti sventolare il nostro
simbolo.
La realtà purtroppo ci rimanda campagne abbandonate, frutti marciti sugli
alberi che nessuno vuole cogliere, sterpi che invadono i sentieri,
carragiani e cassonetti di immondizie che nessuno vuole più raccogliere
(fineru i soddi) tanto che tutti quelli che visitano ormai la Sicilia,
riportano la memoria di luoghi bellissimi ma anche il ricordo di
sporcizia, abbandono e degrado.
Perchè ci siamo meritati questi rappresentanti?
La rabbia maggiore è che li abbimo scelti noi (voi) e che se domani
tornassero a chiederci il voto, con un senso di assoluta superiorità, che
è disinteresse, saremmo anche disposti a concederglielo questo voto, tanto
piccola è la stima e tanto piccolo è il senso del dover essere
rappresentati da gente degna che ci sostiene.
Se riuscissmo a investire di responsabilità il senso del nostro voto,
sicuramente daremmo vita ad una nuova maniera di fare politica, per la
gente e con la gente, per la Sicilia e con la Sicilia.
v Invece continuiamo a concedere il diritto di rappresentarsci a gente che
sembra non avere alcuno scatto di orgoglio, a non avere reazioni, come
malati giunti all'encefalogramma piatto.
Da tempo chiediamo la possibilità di rappresentare la Sicilia e i
Siciliani con la proposta di elettorato passivo e attivo per le comunità
siciliane all'estero, convinti come siamo che soltanto i siciliani che
vivono all'estero, confrontati quaotidianamente ai problemi della
disopccupazione, dell'identità, aumentati dal fatto di essre noi, ospiti
in paesi stranieri e quindi i primi a pagare le recessioni, i
licenziamenti, le crisi economiche, possono effettivamente portare nei
centri decisionali le esigenze e le aspettative del popolo della diaspora.
Quanto tempo sprecato ! Già nel lontano 1999, insieme all'USS (Unione
Siciliana Svizzera) proponevamo l'istituzione, in parallelo al voto degli
italiani all'estero, del voto dei siciliani all'estero, creando una
circoscrizione italia, visto che i sicilaini costituiscono più del 70%
delle comunità regionali emigrate nel mondo.
Possa Santa Maria Odigitria, patrona della Sicilia e dei Siciliani, aprire
le coscienze di un popolo che langue....
Ufficio stampa
L'Altra Sicilia -
martedì, 29 settembre 2009
KUMUNIKATU STAMPA FNS - COMUNICATO STAMPA FNS
NON DOBBIAMO FARE CADERE NELLE FAUCI DEGLI INCIUCI E DEI COMPROMESSI POLITICI LA RICHIESTA DI DEFISCALIZZARE, IN SICILIA,
IL PREZZO DELLA BENZINA.
Gli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu ritengono che sia opportuno e necessario DEFISCALIZZARE in Sicilia il prezzo della BENZINA e quello degli altri derivati del PETROLIO.
Oltre che un atto di giustizia nei confronti del Popolo Siciliano che, negli ultimi sessant'anni, ha pagato i costi altissimi della politica energetica italiana e della devastazione del territorio in corso, la defiscalizzazione del prezzo della benzina darebbe un impulso generale e consistente all'economia siciliana a tutti i livelli. E contribuirebbe al contenimento dell'inflazione strisciante e non dichiarata che affligge le famiglie, gli imprenditori e lo stesso mercato del lavoro.
E' appena il caso di fare rilevare che, nell'ambito del territorio della Repubblica Italiana, esistono già numerosi precedenti in materia di riduzione del prezzo della benzina, con vari meccanismi e varie motivazioni. Alcune delle quali valide anche per la Sicilia.
La richiesta dell'FNS mira ad affrontare la questione di fondo delle accise e dei balzelli e chiama direttamente in causa il prezzo eccessivo dei carburanti, che consente allo Stato di percepire un gettito fiscale superiore al valore del prodotto cui si riferisce. E che è ingiustificato ed ingiustificabile. Il costo del carburante è, in sostanza, regolamentato dalle esigenze del FISCO italiano e prescinde dalle leggi di mercato e dal principio della "giustizia" contributiva.
A ciò si aggiunga il fatto che, con quel gettito fiscale, lo Stato italiano ha finanziato una politica economica che, sostanzialmente, ha tutelato e tutela gli interessi settentrionali.
Palermu, 29 Sittimmaru 2009
GIUSEPPE SCIANO'
Sikritariu FNS