A breve lanceremo una nuova versione di Siciliantagonista, rinnovata nella grafica e nei contenuti. Per questo motivo nei prossimi giorni il sito sarà temporaneamente off-line. Ci scusiamo per il disagio e vi aspettiamo presto nel nuovo portale:
CONTO ALLA ROVESCIA INIZIATO. PREPARARSI PER IL LANCIO.
CINQUE… come le candeline che abbiamo virtualmente spento lo scorso maggio. Cinque anni di articoli, recensioni, reportage fotografici, video e speciali che hanno reso Siciliantagonista uno dei principali siti di riferimento in materia di eventi antagonisti nell’isola.
QUATTRO… come gli amici che, riunitisi un giorno attorno a un tavolo, progettarono quella che si sarebbe rivelata un’idea apprezzata e condivisa da molti, costituendo di fatto la prima “redazione” di Siciliantagonista.
E come i nuovi e preziosi amici recentemente entrati a far parte della crew. Dopo vari ingressi e abbandoni, ai cinque “sopravvissuti” componenti della redazione si affiancano oggi Rosario e Valentina, attivi già da qualche mese, e Francesco e Angelo, di cui avrete modo di apprezzare presto i contributi.
TRE... come le nuove sezioni che a partire da quest’anno arricchiranno i contenuti del sito.
Accade in Sicilia rappresenta l’intenzione, finora rimasta in incubatrice, ma che da tempo ci accompagna, di valicare i confini degli “eventi”, e provare ad affrontare, analizzare, approfondire e commentare i “fatti” siciliani. Giornalismo d’inchiesta dunque, ma anche spazio per dar voce a tutti i movimenti di protesta di cui vi abbiamo parzialmente raccontato in questi anni.
A ricordarci che si può vivere in armonia con l’ambiente che ci circonda, che si può frenare, se non invertire, il processo di sfruttamento delle risorse energetiche ed economiche, e che tutti noi possiamo e siamo chiamati a fare la nostra parte ci penserà la rubrica Buen vivir. Osservatorio privilegiato sul mondo, sarà soprattutto l’occasione per confrontarsi con stili di vita alternativi.
E infine una rubrica tutta siciliana nel nome, ma dai contenuti imprevedibili. Una stupida rubrica, così la definisce il suo curatore che, lasciato letteralmente a briglie sciolte, vi condurrà in un flusso di pensieri e parole che vi strapperà qualche risata, o forse qualche seria riflessione. Definirla di satira sarebbe alquanto riduttivo, vi basti il nome: MINCHIA! - La rubrica dissociata.
Accanto alle novità non mancheremo ovviamente di aggiornarvi su tutti gli appuntamenti da non perdere, ma in una apposita sezione. Sarà Eventi Antagonisti che racchiuderà la vecchia anima di Siciliantagonista, quella dedicata a tutte le interessanti iniziative di carattere culturale, artistico e sociale che hanno luogo in Sicilia, o nelle quali la nostra terra è protagonista.
DUE… come i colori della Sicilia e di Siciliantagonista: il giallo e il rosso. I colori della Trinacria continueranno a caratterizzare il nostro sito anche nella sua nuova veste. Nello spirito di rinnovamento generale non poteva mancare infatti un restyling grafico, per ottimizzare la fruizione, la ricerca e l’accesso ai vecchi e ai nuovi contenuti .
UNO… come lo spirito che cinque anni fa ha portato alla creazione di Siciliantagonista e che oggi rimane caposaldo della nuova versione: la voglia di creare uno spazio aperto, accessibile e fruibile per tutti, in cui informare e informarsi.
SIAMO PRONTI A LANCIARE IL NUOVO SICILIANTAGONISTA!
Il priore, tornato a sedere a canto a Monsignore, nel gruppo delle tonache nere, deplorava anch’egli, a bassa voce, l’iniquità dei tempi per via della legge piemontese contro le corporazioni religiose; e don Blasco, nel crocchio opposto:-Adesso fanno la guerra senza denari! Rubando la Chiesa di Cristo! E quel celebre d’Azeglio? Avete letto il suo sproloquio?.. Già vi è un senso compiuto che queste leggi hanno avuto la loro luce grazie alla tendenza e influenza politica della massoneria. Ormai è in piena simbiosi la politica di Cavour e quella massonica. Il 7 marzo del 1850 Cavour pronunzia alla Camera sul progetto di legge per l’abolizione del foro ecclesiastico e sul diritto d’esilio, fu un grande successo. LE LEGGI SICCARDI n°1013 del 9 aprile 1850 proposta dal Guardasigilli Giuseppe Siccardi[1] sotto il governo di D’azeglio miravano a quell’ammodernamento appoggiato da Vittorio Emanuele II nel creare uno stato laico, pertanto tali leggi miravano soprattutto all'abolizione di tre grandi privilegi (foro ecclesiastico, diritto di asilo, la manomorta[2]) che il clero godeva nel Regno di Sardegna. Pertanto si voleva condurre gli uomini della Chiesa alla Giustizia laica, togliere l’impunità giuridica di coloro che chiedendo rifugio nelle chiese si sottraevano alla giustizia laica. L’interesse politico di allargare lo stato di polizia, soprattutto in quell’aria sempre più avversa dei cattolici. In ultima analisi togliere l'inalienabilità dei possedimenti ecclesiastici, la cosiddetta manomorta. E fin qui può considerarsi un ammodernamento dello Stato. Questo, a mio avviso, fu la preparazione al disegno politico di Cavour ispirati dalla massoneria internazionale di Francia e Inghilterra ma, principalmente, il modo come trovare i finanziamenti per risanare sia il bilancio dello Stato sia per le opere di ammodernamento del Piemonte, che non bastarono e solo con la colonizzazione del Regno delle due Sicilie riuscì inseguito, e, infine per le strategie di politica estera e finanziarsi così la guerra di Crimea. In questo contesto viene concepita l’asserzione di Don Blasco che adesso fanno la guerra … rubando la Chiesa di Cristo
E quel celebre D’Azeglio? Avete letto il suo sproloquio?...
Riporto qui una parte centrale del discorso di D’Azeglio che ha sconvolto la Chiesa tutta:
"Se il papa è divenuto principe per le donazioni di Pipino e di Carlo Magno, della contessa Matilde e d’altri, perché è stato tenuto perciò principe legittimo? Perché l’universale consentiva nel creder legittimo questo modo d’acquistare, nel credere quelli che donavano legittimi possessori della cosa donata; e si comprende che se l’universale avesse creduto tutto l’opposto, non solamente questo acquisto, questo principato, non sarebbe potuto durare, ma neppure sarebbe venuto in mente né agli uni di concederlo né agli altri di accettarlo. Ma le età sono mutate [...]. Si deve dunque riconoscere che l’idea sulla quale posava la legittimità del principato ecclesiastico, come di tant’altri, più non esiste [...]. Le nuove fondamenta, le sole, sulle quali ormai egli possa reggersi, sono nel diritto ammesso dal consenso universale, nel diritto comune"[3] L’impegno di D’Azeglio per l’approvazione della Legge Siccardi è stato totale in parlamento e anche fuori, pertanto sono stati tanti gli interventi scritti a tale proposito considerati dei “sproloqui” da parte degli uomini di chiesa. Il Regno di Sardegna (Cavour), non voleva incidere sulla tassazione dei beni ecclesiastici, la cosiddetta manomorta nella sua sostanza intrinseca, ma all’esproprio dei beni ecclesiastici, è questa la differenza sostanziale e le varie critiche piovute da molte parti anche non prettamente del clero. Come successivamente, Cavour (1851) nell’avvio alle riforme in campo economico riorganizzò il sistema delle imposte indirette allo scopo di accrescere il loro gettito. Ormai ispiratori della sua logica di stato erano la Francia e la Gran Bretagna e loro modello istituì una moderna imposta fondiaria, che colpiva indiscriminatamente i possedimenti terrieri: aristocratici, borghesi e non tralasciando nemmeno i poveri contadini. Fece approvare in tale pacchetto un’addizionale speciale per quei possedimenti delle associazioni religiose detta appunto manomorta.
Si intensificano i trattati con la Gran Bretagna e il 22 luglio 1851 ottiene un importante prestito della Banca Hambro di Londra. Dopo l’alleanza anglo francese del Piemonte, Cavour pronuncia in parlamento il 17 febbraio 1855 il discorso sul progetto di legge relativo all’esproprio totale dei patrimoni degli enti ecclesiastici che non svolgessero funzioni di istruzione e di assistenza agli infermi. Ripete l’intervento il 23 dello stesso mese nella presentazione sotto forma della Legge Rattazzi. Il 26 aprile Cavour si dimette in contrapposizione alle direttive dell’episcopato capeggiata dal vescovo Luigi Nazari di Calabiana contro il suo progetto di legge, sapendo già che il re non era in grado di un valido sostituto. Il tentativo di Giacomo Durando[4] di formare un nuovo governo come previsto dallo statista, fallì, così Cavour rimasto in carica riprendeva la sua campagna contro le comunità religiose. Il 29 maggio 1855, superata la "crisi calabiana" il suo progetto divenne legge. Il Piemonte ha, così, la strada spianata per la piemontizzazione degli stati italici con il consenso di Francia e Gran Bretagna, la questione italiana. Il parlamento, di fatto ora ha più potere decisionale e più autonomia dalla Corona, nasce così, possiamo dire, il sistema parlamentare. Questo iter per mettere chiarezza sull’importanza politica dell’attacco alla Chiesa da parte del Cavour. Ho trovato di grandissimo interesse il libro Difesa dello statuto piemontese …,[5] dove avviene un ipotetico dibattimento tra un cittadino piemontese di fede cattolica e il ministro di grazia e giustizia e dell’interno Rattazzi,[6] ecco come a pagina 8 viene espresso un concetto molto moderno per l’epoca ed è attinente a mettere luce sulla nostra analisi (Il cittadino risponde a Ratazzi il quale asserisce che le ricchezze sottratte saranno distribuiti ai cittadini benemeriti in equità): “Ciò starebbe bene, qualora nel vostro progetto non si violasse la giustizia e gli altrui diritti, ne si venisse a togliere a questi per distribuire a quelli, ma daste loro del vostro. Chi prende senza giusto titolo l’altrui, quand’anche ne sia per farne un uso più utile, onesto e pio, non può sfuggire l’infame taccia di ladro; e se ciò è vero in un individuo, non lo è meno in un gran Corpo morale quale è lo Stato e la Nazione. La teoria dell’alto domino dello Stato sulle proprietà dei suoi cittadini, che certi giuristi s’argomentarono di sostenere, è un’utopia da pazzi. La nazione, che non è altro che un gran Corpo morale formato da altri Corpi minori che si compongono in un ultima analisi d’individui, non può invadere senza dispotismo i diritti delle parti di cui essenzialmente composta, e per conseguenza non può competere al suo Governo altro diritto fuor di quello di poter regolare con buone e savie leggi i diritti dei sudditi in ordine al benessere universale, e di reprimere collo stesso mezzo gli abusi, e coll’uso moderato e ragionevole della forza, che è in dovere di somministrargli la Nazione medesima.” Nella risposta, ipotetica o reale, del ministro, continuando, si legge: “Difatti i corpi religiosi in discorso non essendo corpi attivi ed utili, ne acconci all’indole del secolo più che mai industrie (pagina 9) e positiva vogliono perciò essere aboliti come enti morali, lasciando però loro l’esistenza e la sussistenza individua che vien amplissimamente dal nostro progetto guarentita.” Il dibattito va avanti per più di 250 pagine e il libro pubblicato da G. Amoso, mi sembra di una modernità sconvolgente sui temi della laicità dello Stato e sulla proprietà privata. Si menziona l’articolo 29[7] dello Statuto Albertino, dove per l’appunto esplicita che tutte le proprietà, senza alcuna eccezione, sono inviolabili. Ma l’esigenza di Cavour, oltre a quella di cassa, è pure un esigenza politica di patto occulto con la Massoneria internazionale, più che nella visione di uno stato moderno e laico, un attacco alla Chiesa come istituzione. Per il concetto liberale e laico dello stato sicuramente vi era una conversione di idee anche da parte della stessa Chiesa. Ma sicuramente la Chiesa doveva chiudersi a riccio in forma di autodifesa nell’attacco alla sua istituzione stessa. Ed è questo l’intento di Cavour il quale preparò la stessa camera nello scegliere i deputati da eleggere. A questo proposito Una lettera scritta dal fratello D’Azeglio Roberto al figlio Emanuele, diplomatico: [8]“Da informazioni sicure siam fatti certi come a Busca e Caraglio per allettare i paesani a votare Brofferio si faceva loro credere che era un uomo eminentemente religioso, assiduo ai sacramenti, amico della pace e dell’ordine, nemico della repubblica e il più perfetto onest’uomo del paese perseguitato per causa della sua pietà e del suo realismo” Realmente Angelo Brofferio[9] era un poeta e politico anticlericale, scrittore di casa Savoia, già dal 1831 faceva parte dei Franchi Muratori della Massoneria. Questo caso è emblematico ma abbastanza chiarificatore, come asserisce anche in Risorgimento massonico[10]? Di Angela Pellicciari[11], per capire come tramite l’inganno la massoneria riuscì a mettere i suoi uomini e a sostituire il fondamento culturale del risorgimento da religioso ad ateo da unista (confederale) a unitario (piemontizzazione). Nel saggio della Pellicciari vi è il percorso della massoneria nell’influenza politica della fase unitaria dei politici italiani. Ecco un significativo contributo: “Dal momento che la massoneria ritiene suo compito specifico tracciare la distinzione tra bene e male, quale ruolo attribuisce alle religioni positive? Praticamente nessuno. Le ritiene tutte superstizioni locali buone per il volgo, utili solo ancora per qualche tempo: il tempo necessario perché tutti gli uomini imparino a usare la ragione e cioè diventino massoni. Il luminare della massoneria francese J. M. Ragon che scrive con l’esplicita approvazione del Grande Oriente di Francia, sostiene che la massoneria apre i suoi templi agli uomini "per liberarli dai pregiudizi dei loro paesi o dagli errori delle religioni dei loro padri" e afferma che l’Ordine "non riceve la legge ma la stabilisce (elle ne reçoit pas la loi, elle la donne) dal momento che la sua morale, una ed immutabile, è più estesa e più universale di quelle delle religioni native, sempre esclusive" [Cfr. Cours philosophique et interprétatif des initiations anciennes e modernes, Parigi 1853, pp. 18, 38]. La massoneria italiana è perfettamente allineata su questa posizione. La Costituente che si riunisce nel maggio del 1863, dopo aver precisato che la massoneria "non prescrive nessuna professione particolare di fede religiosa, e non esclude se non le credenze che imponessero l’intolleranza delle credenze altrui", precisa (art. 3) che i principi massonici debbono gradualmente divenire "legge effettiva e suprema di tutti gli atti della vita individuale, domestica e civile" e specifica (art. 8) che fine ultimo dell’Ordine è "raccogliere tutti gli uomini liberi in una gran famiglia, la quale possa e debba a poco a poco succedere a tutte le chiese, fondate sulla fede cieca e l’autorità teocratica, a tutti i culti superstiziosi, intolleranti e nemici tra loro, per costruire la vera e sola chiesa dell’Umanità" [Cfr L. PARASCANDOLO, La Framassoneria, IV, Napoli 1869, p. 120].”
Il D’Azeglio da cattolico parlava ai cattolici ma i contenuti erano deviati dalla massoneria, per questo suscita meraviglia nel don Blasco derobertiano. La Massoneria internazionale ormai ha deciso di cambiare ruolo non è solo di concetto ma di azione ed ha aperto la fase di condizionare i tempi è importante l’affermazione della Massoneria francese del 1853 "non riceve la legge ma la stabilisce”. Per concludere, la Massoneria apre a tutti gli uomini liberi, per fondare una nuova chiesa che si contrappone a quella di Roma. Per fare ciò ci vuole creare nuovi miti e nuove verità, tramite una propaganda possibile solo tramite il potere, il controllo della cultura e dei mezzi di diffusione di massa. P2 apparte, l’Italia massonica quanto incide ancora oggi? A questa risposta metto solo la sigla finale di uno dei più popolari programmi della televisione: Striscia la notizia, del 2008-2009, la quale si pone al pubblico come paladina della giustizia:
PER CHI SUONA LA CAMPANELLA?
Grembiulino e vai - è un passepartout -
Ciao mammina Bye - corri in classe anche tu -
zitto che se no son guai
che goduria quante novità
obbedienza, tutto cambierà
viva il Gran Maestro che ci salverà - è unico -
cappuccini e babà - studia i numeri -
e l'abbiccì - agli esuberi -
gli Paghiamo il Taxì - tutti a casa signorsì -
quattro cinque sei e un sette più
ora è tutto ok
con i voti è un bijou
è la scuola take a way
col compasso un bel cerchio fa
sulla cattedra si è messo già
bravo il Gran Maestro che ci salverà - è unico -
cappuccini e babà[12]
Non aggiungo altro per il momento solo che questa sigla quotidianamente è stata trasmessa con la visione di due belle donne e che in maniera occulta propaganda il messaggio massonico senza alcuna difesa degli ignari telespettatori. Questo sicuramente non è ispirato per ironizzare sulla massoneria, ma una passione da sempre da parte dei fratelli massoni di mettere in grande evidenza i loro segni per mostrare tra di loro la potenza dell’organizzazione segreta. Ma lo scopo principale è quello di immettere nella memoria collettiva i simboli della massoneria in un binomio positivo come la bellezza delle veline l’allegria dei comici e il senso di giustizia (apparente) della trasmissione. Dico apparente perché un mezzo così potente, a volte e spesso, viene utilizzato contro piccoli truffatori tralasciando i grandi. E’ lo stesso di sparare con un bazzuca ad una zanzara tralasciando l’attacco di un carro armato, facendo credere a tutti ad un atto di difesa. Per togliere ulteriori dubbi sulla volontà di propaganda da parte dell’ideatore e regista del programma Antonio Ricci[13] basta notare che la scenografia di un altro suo programma Veline in realtà è un altare massonico. Dove due colonne che simboleggiano la forza e la bellezza segnano la fiamma, che il Gabibbo[14] dice dell’arte, e che per i massoni è la fiamma di Prometeo[15]. Proprio all’ingresso, questo per togliere qualsiasi dubbio vi è una stella a cinque punti simbolo massonico per eccellenza. Mi chiedo: per chi suona la campanella?
[1] Nato il 13.10.1802 a Verzuolo, Cuneo e morto a Torino il 29.10.1857. Conte non di nascita, di professione magistrato
[2] Manomorta proviene dal francese antico main morte. E’ un diritto feudale che indica un possesso inalienabile a terzi anche i servi della gleba, i quali erano considerati oggetto di un vero e proprio diritto dominicale di proprietà da parte del feudatario, da tale divieto si poteva essere esentati dietro pagamento di una tassa proporzionale al valore dei beni interessati da parte di chi si trovasse nel possesso dei beni stessi e fosse intenzionato ad alienarli a terzi; la tassa doveva essere ovviamente pagata al dominus da cui il vassallo o contadino dipendeva. La manomorta ecclesiastica non permetteva agli stati di ricavare nessuna tassa anche per secoli e secoli su le vaste proprietà degli enti ecclesiastici. Nella storia giuridica degli Stati Italici un primo intervento normativo è stato introdotto il primo ministro Bernardo Tanucci del Regno delle Due Sicilie tra il 1767 ed il 1776, delineando una riforma per definire meglio i rapporti tra Stato ed enti ecclesiastici, con norme atti ad eliminare tali privilegi feudali. Con maggiore attenzione a colpire con una tassazione gravosa le donazioni di privati ad enti ecclesiastici. .
[3] Degli ultimi casi di Romagna, in Raccolta degli scritti politici, di Massimo D’Azeglio- Torino 1850, pp. 59-60
[4] Nato a Mondovì, il 4 febbraio 1807 – morto a Roma, 21 agosto 1894) è stato un generale e politico italiano. Fu Presidente del Senato dal 27 novembre 1884 al 16 novembre 1887. Famosa la riforma Durante sull’Ordine Militare Savoia approvata il 28 settembre del 1855.
[5] Difesa dello statuto piemontese contro il dispotismo del ministero Cavour dimostrato nel progetto, nella esposizione, nella relazione e nella discussione della legge per la soppressione delle comunità religiose ecc: dialogo fra un cittadino piemontese ed Urbano Ratazzi Pubblicato da G. Amoso, 1855 (Originale disponibile presso la Harvard University)
[6] Nato ad Alessandria, il 30 giugno 1808 – deceduto a Frosinone, il 5 giugno 1873 appoggiò il ministero d'Azeglio (di cui condivideva la politica ecclesiastica), avvicinandosi sempre più al Cavour dopo l'ingresso di questi nel gabinetto d'Azeglio (1850). Per sua inziativa fu varata la legge sulla soppressione delle corporazioni religiose. La sua posizione nel governo si andò però indebolendo dopo il tentativo insurrezionale mazziniano a Genova (giugno 1857) che egli non riuscì a impedire, e dopo il successo dei clericali nelle elezioni del novembre 1857.
[7] Difesa dello statuto piemontese contro il dispotismo del ministero Cavour dimostrato nel progetto, nella esposizione, nella relazione e nella discussione della legge per la soppressione delle comunità religiose ecc: dialogo fra un cittadino piemontese ed Urbano Ratazzi Pubblicato da G. Amoso, 1855 (Originale disponibile presso la Harvard University) Pagina 16
[8]C. D’AZEGLIO, Souvenirs historiques de la marquise Costance D’Azeglio, Torino 1884, pagine. 380-381.
[9] Nato a Castelnuovo Calcea, 6 dicembre 1802 morto a Locarno, 25 maggio 1866.
[10] Apparso in Studi Cattolici, n. 440, Ottobre 1997
[11] Nata a Fabriano 1948. Laureata in Filosofia con dottorato in Storia ecclesiastica, insegna storia e filosofia in un liceo romano.Ha collaborato con la RAI, attualmente scrive su diverse testate e tiene una trasmissione sulla storia della Chiesa su Radio Maria.
[12] http://santaruina.splinder.com/tag/massoneria del 14 giugno 2009 ore 20,37
[13] Nato ad Albenga il 26 giugno 1950.
[14] Il Gabibbo inventato da Antonio Ricci è una specie di terun genovese. Quando nasce questo termine? A chi riporta? Nasce con il navigatore e armatore genovese Raffaele Rubattino, amico di Cavour e fornitore dei piroscafi Piemonte e Lombardo della spedizione dei mille di Garibaldi in gran segreto. Il Rubattino è tra i più grandi massoni italiani. Lo chiamiamo anche questo un caso, e che caso!!
[15] Il mito greco di Prometeo a che vedere appunto con la fiaccola. La leggenda narra che si recò da Atena affinché lo facesse entrare di notte nell'Olimpo e appena giunto, accese una torcia dal carro di Elio e si dileguò senza che nessuno lo vedesse. Secondo altre leggende, egli ritrovò la torcia nella Fucina di Efesto, ne rubò qualche favilla e, incurante delle conseguenze, la riportò agli uomini. Venutolo a sapere, Zeus promise di fargliela pagare. Così ordinò ad Efesto di costruire una donna bellissima, la prima del genere umano, alla quale gli dei del vento infusero lo spirito vitale e tutte le dee dell'Olimpo la dotarono di doni meravigliosi. Un parallelismo si può fare con il frutto del bene e del male della Genesi e la nascita di Eva. Il fuoco divino considerato come la promessa del Serpente di essere simili a Dio. Quinti la fiaccola di Prometeo rappresenta il libero pensiero razionale dell’uomo.