lunedì, 29 giugno 2009
KUMUNIKATU STAMPA FNS - COMUNICATO STAMPA F.N.S. L'FNS HA COMMEMORATO, A RANDAZZO IN CONTRADA MURAZZU RUTTU, IL PROFESSOR ANTONIO CANEPA E GLI ALTRI CADUTI DELL'ESERCITO VOLONTARIO PER L'INDIPENDENZA DELLA SICILIA. Il tradizionale "RADUNO", organizzato da lu Frunti Nazziunali Sicilianu Sicilia Indipinnenti, in contrada Murazzu Ruttu del Comune di Randazzo, si è concluso ieri a tarda sera, presso il Cippo dedicato ai Caduti dell'EVIS (Esercito Volontario per l'Indipendenza della Sicilia). La manifestazione si è svolta nello stesso luogo dove, il 17 giugno del 1945, ad un posto di blocco dei Carabinieri, trovarono la morte tre militanti dell'EVIS. Si trattava di figure di eccezionale valore, come il trentasettenne Professor Antonio CANEPA, docente dell'Università di Catania, che, con lo pseudonimo di MARIO TURI, fu il Comandante dell'EVIS; come il giovane Carmelo ROSANO, Vice Comandante, laureando in Scienze Economiche, che proprio quel giorno aveva compiuto 22 anni, e come il giovanissimo volontario Giuseppe LO GIUDICE, diciottenne, da poco inserito nei "quadri" dell'EVIS, che era studente presso il liceo-ginnasio di Caltagirone. La manifestazione, particolarmente affollata, ha visto, com'è nella tradizione, anche la partecipazione di singoli cittadini, di esponenti di altri movimenti politici e culturali sicilianisti e di numerosi giovani. Il Professor Corrado MIRTO, Presidente dell'FNS, che guidava la delegazione FNS, è stato accolto con grandi esternazioni di affetto e di simpatia. Peraltro, in molti dei presenti aveva suscitato una certa emozione la notizia, diffusa in un comunicato stampa dell'FNS ed ai più, fino a quel momento, ignota, che il futuro professore MIRTO aveva frequentato da ragazzo lo stesso Istituto di Caltagirone nel quale era ancora iscritto, alla data del 17 giugno 1945, il giovanissimo Giuseppe LO GIUDICE. Preside del liceo-ginnasio calatino era il padre di Mirto. Le lacrime non sono mancate. Impossibile, in questa sede, fare i nomi di tutti i presenti o quelli di coloro che si sono alternati al microfono. Li faremo in successivi documenti e servizi giornalistici. Possiamo dire, intanto, che il pensiero politico e la ricostruzione dei tragici fatti del 1945/1946 e dell'Eccidio di Randazzo, da parte dell'FNS, sono stati curati, nei rispettivi interventi ufficiali, dal Segretario Politico, Giuseppe SCIANO', dal Vice Segretario, Fabio CANNIZZARO, e dall'Architetto Leonardo D'ANGELO, responsabile FNS di Trapani. Al termine degli interventi e dell'ampio dibattito, l'On.Salvatore NATOLI, oltre che svolgere una propria specifica relazione, ha tratto le conclusioni finali e, considerata l'ora tarda, ha dichiarato sciolta la manifestazione. Palermo, 29 giugno 2009 L'Addetto alla Comunicazione e alle P.R. (Giovanni Basile) FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU "SICILIA INDIPINNENTI" FRONTE NAZIONALE SICILIANO "SICILIA INDIPENDENTE" Via Brunetto Latini, 26 - 90141 PALERMO Tel. 091 329456 - 091 7815664
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venerdì, 26 giugno 2009
KUMUNIKATU STAMPA FNS - COMUNICATO STAMPA FNS 64° ANNIVERSARIO DELL'ECCIDIO DI RANDAZZO. Il mese di giugno del 2009 è stato dedicato dall'FNS alla " riscoperta" delle circostanze storico-politiche, dei valori e delle ragioni che - , nel drammatico dopoguerra del secolo scorso, costrinsero il Popolo Siciliano ad intraprendere la lotta armata,che tante vittime avrebbe provocato dall'una e dall'altra parte. Il tutto avvenne, - come molti ben sanno,- dopo che il Comitato per l'Indipendenza della Sicilia, guidato da Andrea Finocchiaro Aprile e da altri Patrioti, saggi e dotati di alto senso di responsabilità, avevano inutilmente tentato la via del dialogo sull'applicazione in Sicilia del Diritto all'AUTODETERMINAZIONE dei POPOLI, sancito dalla Società delle Nazioni e dalla successiva Carta Atlantica. Diritto, quello all'AUTODETERMINAZIONE), ribadito sostanzialmente ed autorevolmente soprattutto nella Sede anche dell'ONU, unitamente agli altri Diritti fondamentali dell'Umanità , sul finire della Seconda Guerra Mondiale. Con alcune iniziative culturali, mirate e partecipate, l' FNS ha potuto svolgere un lavoro approfondito che ha consentito di portare alla luce aspetti, pressochè sconosciuti ma molto importanti e più significativi di quanto si potesse immaginare, delle varie fasi e delle varie vicende dell' EVIS (Esercito Volontario per l'Indipendenza della Sicilia). Ivi compreso il "FATTO", che apparve miracoloso, delle diverse migliaia di giovani incensurati, in armi e disposti a morire, che nella prima metà dell'anno 1946 "pullulavano" (com'è stato giustamente scritto) sui monti, nelle campagne e nelle Città della Sicilia.. Certamente non poteva mancare un omaggio alla Tomba Monumentale dove , nel Cimitero di Catania, riposano i resti mortali di CANEPA, di LO GIUDICE, di ROSANO e di ILARDI. Ai QUALI abbiamo offerto, in spirito di racoglimento, alcuni FIORI GIALLI ,simbolo da oltre due secoli dell'INDIPENDENTISMO FORTE E PURO. E ai QUALI ( perchè non ammetterlo? ) abbiamo lasciato fraternamente qualche lacrima e qualche preghiera...Nonchè la silenziosa manifestazione dei nostri sinceri sentimenti di gratitudine, di affetto , di solidarietà . E di FEDELTA' agli Ideali che ci accomunano. In proposito ci siamo permessi di ricordare a Tutti gli Indipendentisti ed a Tutti i Siciliani consapevoli, che via via abbiamo incontrato, di fare,a loro volta, ogni tanto, una visita a quel Sepolcro. Quando possono, - ovviamente,-ma senza bisogno di aspettare le ricorrenze. Andandovi capiranno il motivo della nostra umile ed affettuosa raccomandazione. A Randazzo in contrada Murazzu Ruttu, Domenica 28 giugno alle ore 17 , tutti assieme questa volta, ci incontreremo in un altro LUOGO SACRO dell'Indipendentismo Siciliano . Ci ritroveremo cioè presso il Cippo dedicato ai CADUTI dell'EVIS e nel posto esatto nel quale, il 17 giugno del 1945, trovarono la morte tre Eroi e Martiri Siciliani: ANTONIO CANEPA ( MARIO TURRI ) che fu il PRIMO COMANDANTE DELL'EVIS CARMELO ROSANO, Vice Comandante,Studente Universitario GIUSEPPE LO GIUDICE, giovanissimo Volontario,Studente Ginnasiale. Ricorderemo gli altri Combattenti dell'EVIS e Coloro che, in ogni tempo ed in ogni altro luogo, hanno sacrificato la loro esistenza al trionfo della CAUSA DELLA LIBERTA' E DEL PROGRESSO DEL POPOLO SICILIANO. Con LORO E grazie a LORO parleremo del PASSATO, del PRESENTE E DEL FUTURO del POPOLO SICILIANO,DELLA NAZIONE SICILIANA. La cerimonia commemorativa sarà coordinata dal Prof. CORRADO MIRTO, Presidente di lu Frunti Nazziunali Sicilianu. Di Corrado MIRTO mi permetto di ricordare che il 17 Giugno del 1945 era un ragazzo studiava nello stesso Istituto di CALTAGIRONE,nel quale aveva studiato fino a poco tempo prima - ed era ancora iscritto- Peppino Lo Giudice . Il Preside di quell' Istituto era il Papà di Corrado Mirto. Non aggiungo altro. Arrivederci a MURAZZU RUTTU ! A N T U D U ! ONORE AI CADUTI DELL' EVIS ! VIVA LA SICILIA INDIPENDENTE ! VIVA L'AMICIZIA E LA COLLABORAZIONE FRA TUTTI I POPOLI DEL MONDO |. . Pippu Scianò, Sikritariu FNS (scianogiuseppe@libero.it) Si ringrazia per la cortese attenzione. L'Addetto alla Comunicazione e alle P.R. (Giovanni Basile) IL PRESENTE VALE DA INVITO. FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU "SICILIA INDIPENDENTE" FRONTE NZIONALE SICILIANO "SICILIA INDIPENDENTE" Via Brunetto Latini, 26 90141 PALERMO Tel. 091 329456 - 091 7815664
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giovedì, 25 giugno 2009

A breve lanceremo una nuova versione di Siciliantagonista, rinnovata nella grafica e nei contenuti. Per questo motivo nei prossimi giorni il sito sarà temporaneamente off-line. Ci scusiamo per il disagio e vi aspettiamo presto nel nuovo portale:

CONTO ALLA ROVESCIA INIZIATO. PREPARARSI PER IL LANCIO.
CINQUE… come le candeline che abbiamo virtualmente spento lo scorso maggio. Cinque anni di articoli, recensioni, reportage fotografici, video e speciali che hanno reso Siciliantagonista uno dei principali siti di riferimento in materia di eventi antagonisti nell’isola.
QUATTRO… come gli amici che, riunitisi un giorno attorno a un tavolo, progettarono quella che si sarebbe rivelata un’idea apprezzata e condivisa da molti, costituendo di fatto la prima “redazione” di Siciliantagonista.
E come i nuovi e preziosi amici recentemente entrati a far parte della crew. Dopo vari ingressi e abbandoni, ai cinque “sopravvissuti” componenti della redazione si affiancano oggi Rosario e Valentina, attivi già da qualche mese, e Francesco e Angelo, di cui avrete modo di apprezzare presto i contributi.
TRE... come le nuove sezioni che a partire da quest’anno arricchiranno i contenuti del sito.
Accade in Sicilia rappresenta l’intenzione, finora rimasta in incubatrice, ma che da tempo ci accompagna, di valicare i confini degli “eventi”, e provare ad affrontare, analizzare, approfondire e commentare i “fatti” siciliani. Giornalismo d’inchiesta dunque, ma anche spazio per dar voce a tutti i movimenti di protesta di cui vi abbiamo parzialmente raccontato in questi anni.
A ricordarci che si può vivere in armonia con l’ambiente che ci circonda, che si può frenare, se non invertire, il processo di sfruttamento delle risorse energetiche ed economiche, e che tutti noi possiamo e siamo chiamati a fare la nostra parte ci penserà la rubrica Buen vivir. Osservatorio privilegiato sul mondo, sarà soprattutto l’occasione per confrontarsi con stili di vita alternativi.
E infine una rubrica tutta siciliana nel nome, ma dai contenuti imprevedibili. Una stupida rubrica, così la definisce il suo curatore che, lasciato letteralmente a briglie sciolte, vi condurrà in un flusso di pensieri e parole che vi strapperà qualche risata, o forse qualche seria riflessione. Definirla di satira sarebbe alquanto riduttivo, vi basti il nome: MINCHIA! - La rubrica dissociata.
Accanto alle novità non mancheremo ovviamente di aggiornarvi su tutti gli appuntamenti da non perdere, ma in una apposita sezione. Sarà Eventi Antagonisti che racchiuderà la vecchia anima di Siciliantagonista, quella dedicata a tutte le interessanti iniziative di carattere culturale, artistico e sociale che hanno luogo in Sicilia, o nelle quali la nostra terra è protagonista.
DUE… come i colori della Sicilia e di Siciliantagonista: il giallo e il rosso. I colori della Trinacria continueranno a caratterizzare il nostro sito anche nella sua nuova veste. Nello spirito di rinnovamento generale non poteva mancare infatti un restyling grafico, per ottimizzare la fruizione, la ricerca e l’accesso ai vecchi e ai nuovi contenuti .
UNO… come lo spirito che cinque anni fa ha portato alla creazione di Siciliantagonista e che oggi rimane caposaldo della nuova versione: la voglia di creare uno spazio aperto, accessibile e fruibile per tutti, in cui informare e informarsi.
SIAMO PRONTI A LANCIARE IL NUOVO SICILIANTAGONISTA!

www.siciliantagonista.org

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giovedì, 25 giugno 2009
FOCUS TRINAKRIA
‘ppi la kultura siciliana ‘nto lu Munnu
 
Via Brunetto Latini, 26 - 90141 Palermo
Tel 091329456 - fax 091329456
e-mail: focustrinakria@yahoo.it
 
 
 
COMUNICATO STAMPA – PRESS RELEASE
 
FOCUS TRINAKRIA
PARTECIPERA’ ALLA MANIFESTAZIONE
DU F.N.S.
A MURAZZU RUTTU, RANDAZZO
DEL 28 GIUGNO 2009
 
Focus Trinakria, think tank del Sicilianismo e dell’Indipendentismo democratico siciliano anche quest’anno rivolge alle Siciliane ed ai Siciliani il suo invito a partecipare alla manifestazione organizzata da ‘u Frunti Nazziunali Sicilianu – “Sicilia Indipinnenti” per Domenica prossima, 28 giugno, presso il Cippo di Contrada Murazzu Ruttu a Randazzo in occasione del 64° Anniversario dell’Eccidio di Antonio Canepa, Carmelo Rosano e Giuseppe Lo Giudice ivi appunto perpetrato il 17 giugno del 1945.
Per Focus Trinakria, infatti, si tratta di un momento importante che non va disertato da parte di tutti i Siciliani coscienti e dotati di spirito critico.
E’ questo un evento dal valore etico e simbolico enorme, che negli anni grazie anche all’ostinazione du F.N.S., è divenuto per i Siciliani, in Patria come nella “DIASPORA”, un appuntamento non solo commemorativo ma di riflessione e attualizzazione di quell’esperienza e di quel sacrificio.
E Ciò anche se a Noi è ben chiaro che i tempi chiedono, per la SICILIA, per la NAZIONE SICILIANA soluzioni pacifiche e democratiche diverse,rispetto a quelle di allora,  originali e legate alla realtà siciliana d’oggi.
Appuntamento, quindi, a Murazzu Ruttu questo 28 giugno alle ore 17 per  fare qualcosa di utile ed importante per la Sicilia, per Noi stessi e per la Nazione Siciliana.
 
 
 
W I MARTIRI DI MURAZZU RUTTU!
W LA SICILIA !
 
ANTUDU!
 
 
 Palermo, 24 Giugno (Jugnu ) 2009
 
 
 
 
Si ringrazia per la cortese attenzione.
L'Addetto alla Comunicazione e alle P.R.
 di FOCUS TRINAKRIA
 
 
 
 
<< Il rinnovamento della Sicilia ci sarà, quando i Siciliani si saranno rinnovati >>
 
Giuseppe Garretto, 1959
 
 
 
AVVERTENZA
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giovedì, 25 giugno 2009
 KUMUNIKATU STAMPA FNS- COMUNICATO STAMPA FNS
 
NEL 131° ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DI ANDREA FINOCCHIARO APRILE, L'FNS NE RICORDA L ' ATTUALITA' DEL PENSIERO FEDERALISTA, L'IMPEGNO PER LA MORALIZZAZIONE DELLA VITA PUBBLICA ,SIN DAL PRIMO ANNO  DI VITA DELLA REPUBBLICA ITALIANA, ED IL RUOLO DI LEADER CARISMATICO DELLA  LUNGA LOTTA PER L'INDIPENDENZA DELLA SICILIA; NONCHE' PER IL PROGRESSO, PER LA RINASCITA ED IL RISCATTO DEL POPOLO SICILIANO.
 
 
      I molteplici impegni, che, in questo particolare momento politico, noi, Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu, siamo chiamati a svolgere, non devono farci dimenticare il dovere di indirizzare un grato pensiero alla memoria di Andrea Finocchiaro Aprile, della cui nascita , proprio oggi, ricorre il 131° anniversario. Il Leader del Separatismo Siciliano,- combattente e rivoluzionario, ma anche profondamente democratico,- degli anni "QUARANTA" del Secolo scorso era, infatti, nato a Lercara Friddi il 25 giugno del 1878.
     Andrea Finocchiaro Aprile era stato  più volte Deputato al Parlamento Italiano ed  anche  Sottosegretario di Stato alla Guerra con il Governo di Francesco Saverio Nitti.Era stato  Docente di Diritto nelle Università di Ferrara,di  Siena e di Camerino. Fu un notissimo Avvocato.
     Nel 1925 aveva abbracciato il  Meridionalismo più intransigente (come dimostrò il comizio antifascista ,tenuto a Termini Imerese contro il volere delle autorità di polizia dell'epoca, e nel  corso del quale A.F.A.  parlò della QUESTIONE MERIDIONALE come conseguenza dello sfruttamento al quale era stata sottoposta l'economia della Sicilia e del Mezzogiorno a tutto vantaggio  del Nord-Italia e dei gruppi di potere settentrionali).Quel suo Meridionalismo si sarebbe presto trasformato in Indipendentismo consapevole, al servizio del Popolo Siciliano,della Nazione Siciliana. Senza escludere prospettive confederaliste.
     Agli inizi della Seconda Guerra Mondiale e molto prima dello Sbarco degli Alleati, l'anziano Statista avrebbe quindi lavorato  febbrilmente ed in semi-clandestinità al grande  progetto di costituire una Repubblica Siciliana libera e indipendente. A tale scopo formerà prima il C.I.S. (Comitato per l'Indipendenza della Sicilia) e poi sarà il più autorevole promotore del Movimento per l'Indipendenza della Sicilia.
    Dal 1943 al 1948 A.F.A.   fu il Capo Carismatico dell'Indipendentismo Siciliano,che diventò un fenomeno dilagante e di proporzioni inimmaginabili. A questo suo progetto, che aveva profonde radici nella plurimillenaria storia della Sicilia, A.F.A. seppe dare programmi,motivazioni ed una capillare organizzazione su tutto il territorio della Sicilia.Il Leader ebbe un seguito popolare enorme.E seppe mantenere esemplare correttezza, equilibrio  e senso di responsabilità anche nei momenti drammatici della lotta armata e della lunga guerriglia separatista .E nel corso di tutte le vicende spesso drammatiche che caratterizzarono quella importante pagina di Storia Siciliana contemporanea. Della quale ancora oggi si vuole impedire ai Siciliani di prenderne  esatta conoscenza.
     Anche in campo internazionale il Separatismo Siciliano, per merito del suo Capo, ebbe riconoscimenti e successi "scomodi" per gli avversari.Ma indiscutibili per il peso politico e giuridico che andava ad assumere la QUESTIONE SICILIANA. Si pensi al Memorandum inviato alla Conferenza di San Francisco il 31 Marzo del 1945 e al successivo documento politico indirizzato ai Ministri degli Esteri degli Stati Vincitori della Seconda Guerra Mondiale.
    Con Varvaro e Restuccia, Finocchiaro Aprile fu "internato" nell'Isola di Ponza per tutto l'autunno del 1945 e per tutto l'inverno 1945/46. Un lungo peridiodo, questo, in cui furono anche intavolate trattative segrete(ma non troppo) per un PACTUM che desse una via di uscita alla sempre più incisiva  lotta armata in corso fra lo Stato Italiano e la  guerriglia separatista, sempre più incisiva e partecipata nonostante la morte di Antonio CANEPA e l'arresto di Concetto GALLO. E nonostante la violenza della repressione posta in atto dalle Forze Armate e dalle Forze di Polizia dello Stato. Si arrivò,così,allo Statuto promulgato il 15 maggio 1946 dal Re d'Italia, Umberto 2° di Savoia.
   Andrea Finocchiaro Aprile fu Deputato alla Costituente e fu anche Deputato alla prima Legislatura dell'Assemblea Regionale Siciliana  E "fu, - come ricorda Santi Corrente,- l'unico uomo politico in Italia a rifiutare la nomina a Senatore di Diritto, preferendo affrontare le urne,che gli furono avverse."
 Nel 1957 fu nominato Giudice dell'ALTA CORTE PER LA REGIONE SICILIANA.
  Affrontò maldicenze ed amarezze. Ma ne uscì a testa alta.
  L'illustre Statista Siciliano morì a Palermo il 15 gennaio del 1964. Di lui, fra i  tanti documenti interessanti che ci ha lasciato, evidenziamo in modo particolare il testo di quello che possiamo definire un originale e significativo "  TESTAMENTO MORALE E POLITICO ",registrato, dalla sua viva voce, da Luigi Cudia nel giugno del 1963,  qualche mese prima della morte, e nel quale A.F.A. infonde coraggio ai suoi amici indipendentisti che erano andati a trovarlo e ribadisce la propria immutabile fede nella INDIPENDENZA DELLA SICILIA.-
 
Palermo, 25 giugno 2009.
                                                                      
                                                                       IL SEGRETARIO POLITICO FNS
                                                                                    (Giuseppe Scianò)
                                                                           << scianogiuseppe@libero.it >>
 
 
 
Si ringrazia per la cortese attenzione.
L'Addetto alla Comunicazione e alle P.R.
           (Giovanni Basile)
                                              
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domenica, 21 giugno 2009
ALITALIA: L'ISOLA CHE NON C'E'

Bruxelles- 18/06/2009- www.laltrasicilia.org - Non ci è mai piaciuto
soffiare sul fuoco nè tantomeno fare i pompieri, ma quando si tocca il
fondo è necessario spingersi via con forza per non rischiare di rimanerci
perennemente e senza speranza.
Per questo da tempo vogliamo spingere con forza i siciliani a scrostarsi
dalla melma del fondo e a riguadagnare quella dignità della superficie che
tanti, forse troppi hanno sempre dimostrato di non volerci fare
raggiungere.
Oggi il motivo può apparire pretestuoso, quasi banale, ma il ripetersi
delle storie - Erodoto ci insegna - può non essere casuale.
La patinata rivista denominata Ulisse, che gli utenti Alitalia trovano
periodicamente nelle bisacce dei sedili degli aerei, e che molti hanno
ritenuto responsabile di una grossa fetta dei disavanzi di bilancio che
hanno azzerato la vecchia compagnia di bandiera, riporta nella sua
edizione di maggio una gaffe grande come una casa, indegna, aggiungiamo
noi, di una rivista che conta 30 anni di esistenza e ben 296 numeri
pubblicati.
La Sicilia è scomparsa dalla carta geografica dell'Italia così come da
alcune mappe mediorientali è sempre stato cancellato il territorio di
Israele.
Ora, in questo caso si tratta, di un atto di ostilità in un conflitto
latente tra arabi ed israeliani, ma nel caso della Sicilia?
Non ci risulta di essere, come siciliani, in guerra con chicchessia -
anche se a partire dai fatti di Bronte, ad esempio, qualche diritto lo
potremmo pure accampare - nè di aver dimostrato mai ostilità per lo
scempio del nostro territorio e delle nostre coste ad opera di affaristi e
aziende del nord nè aneliti di rivolta per il pervicace rifiuto dei nostri
diritti sanciti dallo Statuto di Autonomia ad opera dei politicanti
romani, ma essere cancellati dal mediterraneo per una svista tipografica
non ci piace proprio e ci puzza di bruciato.
Certo si affanneranno ora a portare mille giustificazioni, invocheranno
l'errore di stampa che la logica vuole però abbastanza incomprensibile per
una rivista che costa una grossa fetta del biglietto che paghiamo e che si
è già distinta per l'alta qualità (e il prezzo ) degli interventi di
giornalisti di grido chiamati a scriverci.
In defintiva, che la Sicilia non fosse Italia non ci ha mai sorpreso - ed
in fondo ha sempre costituito per noi motivo di approfondimento - convinti
come siamo che la ricerca di un'identità siciliana appaia oggi oltremodo
necessaria per rivendicare quel ruolo nel mare interno che le autorità
repubblicane di Roma si sforzano di negare e si adoperano sempre di
minimizzare.
Non vogliamo quindi gridare al complotto, ma parlare di scandalo, questo
sì, quando ci tolgono un pur miserevole sussidio per la stampa all'estero
adducendo come scusa il fatto che parlando di sola Sicilia ne saremmo
rimasti esclusi, quando subiamo i brogli elettorali che per ben due volte,
nelle elezioni 2006 e 2008, ci hanno rifilato gli agitpop dei partiti
romani senza che a Roma succedesse alcunchè (a differenza di quei governi
che diciamo antidemocratici e che in Zimbabwe o Iran decidono almeno il
riconto delle schede elettorali) quando per ben due volte il presidente
del consiglio dichiara che la Sicilia non è l'Italia e che soprattutto per
questo bisogna costruire il ponte dei suoi amici Impregilo, Ligresti & Co.
Così oggi che la rivista dell'Alitalia fa scomparire la Sicilia dalla
carta geografica ci chiediamo: fino a quando i siciliani potranno
sopportare i soprusi?
Non sarà certo un banale e (non ?) voluto errore di stampa a risvegliare
le coscienze; ma cosa dovrà accadere prima che i politicanti siciliani, ed
i sicilaini tutti al di quà e al di là del faro, prendano finalmente atto
di aver toccato il fondo?

Ufficio Stampa
L'Altra Sicilia - Antudo
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domenica, 21 giugno 2009
Roman Henry Clarke ha inviato un messaggio ai membri di Indipendenza della Sicilia.

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Oggetto: PERCHÉ NON ANDRÒ A VOTARE - di R.H.Clarke

Nel 1923, venne approvata la famigerata "legge Acerbo", dal nome dell'omonimo deputato che la redasse. Era una legge elettorale che, dietro lo schermo della "democrazia" e della "stabilità di governo", si sostanziò in un cavallo di Troia che spalancò le porte dell'Italia (comprese le colonie) al regime fascista.
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domenica, 21 giugno 2009
KOMUNIKATU STAMPA FNS - COMUNICATO STAMPA FNS
 
STRATEGIA INDUSTRIALE DELLA FIAT:   SOLTANTO LO STABILIMENTO
DI TERMINI IMERESE NON PRODURRA' PIU' AUTOMOBILI.  L'F.N.S. NON
CI STA!
 
          Gli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu ritengono che la "sorte" che risulta oggi riservata allo Stabilimento FIAT di Termini Imerese sia quella peggiore e più densa di preoccupazioni. L'unica certezza, stando alle parole dell'attuale SIGNOR FIAT (Sergio Marchionne), è che dal 2011 non si produrranno più automobili (nè del modello Lancia Ypsilon nè di altro modello).
          Lo Stabilimento siciliano sarà, quindi, destinato ad altro tipo di produzioni. Quale? Si fanno centinaia di ipotesi. Ma nel concreto non è stato ancora presentato alcun piano operativo specifico, nè da parte della FIAT, nè da parte dei Sindacati, nè da parte della Regione, nè da parte del Governo Centrale, nè da parte degli Enti Locali, nè da altri.
          Gli auspici e le parole si sprecano, mentre i FATTI restano quelli che sono. Il Popolo Siciliano sembra dover pagare, ancora una volta, il prezzo della SUBORDINAZIONE degli interessi siciliani a quelli del Nord Italia e dei Gruppi di potere dominanti. La classe politica, i partiti ed i Parlamentari che in Sicilia rastrellano suffragi, a loro volta, si dimostrano incapaci di formulare controproposte, ed ovviamente altrettanto incapaci di adottare contromosse.
          E, peraltro, si tratta di "SOGGETTI" che non hanno mai avuto il coraggio nè la cultura (e forse neppure la libertà) di adottare una STRATEGIA SICILIANA per l'ECONOMIA SICILIANA. Queste sono le conseguenze! Non è escluso che, in una siffatta panoramica, possano esservi alcune rare eccezioni, ma, come si vede, il MONDO FIAT va avanti anche senza di loro. E la Sicilia si arretra, anche per colpa loro.
          L'FNS ritiene - al contrario - che la FIAT, prima di smantellare il Polo automobilistico di Termini Imerese, - piuttosto che potenziarlo e rilanciarlo sull'ECOLOGICO,- dovrebbe pensarci due volte.
          Ai lavoratori, alla Nazione Siciliana, al Popolo Siciliano, infatti, non piace essere presi in giro. Ed il Popolo Siciliano,- se tradito dopo essere stato USATO,- è capacissimo di restituire pan per focaccia ai Signori del LINGOTTO, nel rispetto della legalità e delle leggi di mercato.
          Ci sia consentito di esprimere solidarietà sincera (e non elettoralistica) ai dipendenti, ad ogni livello, dello Stabilimento FIAT di Termini Imerese, agli operatori ed ai lavoratori dell'INDOTTO. Le cui energie, le cui esperienze e le cui professionalità vanno pure inserite in un più grande "PROGETTO" di rinascita industriale, eco-compatibile ed ecologica della Sicilia.
 
Palermo, 20 giugno 2009
 
                                                                         Il Segretario Politico FNS
                                                                                (Giuseppe Scianò)
                                                                         << scianogiuseppe@libero.it >>
Si ringrazia per la cortese attenzione.
L'Addetto alla Comunicazione e alle P.R.
           (Giovanni Basile)
 
 
FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU "SICILIA INDIPINNENTI"
FRONTE NAZIONALE SICILIANO "SICILIA INDIPENDENTE"
Via Brunetto Latini, 26   -   90141  PALERMO
Tel.   091 329456  -  091 7815664
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martedì, 16 giugno 2009

Il priore, tornato a sedere a canto a Monsignore, nel gruppo delle tonache nere, deplorava anch’egli, a bassa voce, l’iniquità dei tempi per via della legge piemontese contro le corporazioni religiose; e don Blasco, nel crocchio opposto:-Adesso fanno la guerra senza denari! Rubando la Chiesa di Cristo! E quel celebre d’Azeglio? Avete letto il suo sproloquio?..  Già vi è un senso compiuto che queste leggi hanno avuto la loro luce grazie alla tendenza e influenza politica della massoneria. Ormai è in piena simbiosi la politica di Cavour e quella massonica. Il 7 marzo del 1850 Cavour pronunzia alla Camera sul progetto di legge per l’abolizione del foro ecclesiastico e sul diritto d’esilio, fu un grande successo. LE LEGGI SICCARDI  n°1013 del 9 aprile 1850 proposta dal Guardasigilli Giuseppe Siccardi[1] sotto il governo di D’azeglio miravano a quell’ammodernamento appoggiato da Vittorio Emanuele II nel creare uno stato laico, pertanto tali leggi miravano soprattutto all'abolizione di tre grandi privilegi (foro ecclesiastico, diritto di asilo, la manomorta[2])  che il clero godeva nel Regno di Sardegna. Pertanto si voleva condurre gli uomini della Chiesa alla Giustizia laica, togliere l’impunità giuridica di coloro che chiedendo rifugio nelle chiese si sottraevano alla giustizia laica. L’interesse politico di allargare lo stato di polizia, soprattutto in quell’aria sempre più avversa dei cattolici. In ultima analisi togliere l'inalienabilità dei possedimenti ecclesiastici, la cosiddetta manomorta. E fin qui può considerarsi un ammodernamento dello Stato. Questo, a mio avviso,  fu la preparazione al disegno politico di Cavour  ispirati dalla massoneria internazionale di Francia e Inghilterra ma, principalmente, il modo come  trovare i finanziamenti per risanare sia il bilancio dello Stato sia per le opere di ammodernamento del Piemonte, che non bastarono e solo con la colonizzazione del Regno delle due Sicilie riuscì inseguito, e, infine per le strategie di politica estera e finanziarsi così la guerra di Crimea.   In questo contesto viene concepita l’asserzione di Don Blasco che adesso fanno la guerra … rubando la Chiesa di Cristo

E quel celebre D’Azeglio? Avete letto il suo sproloquio?...

Riporto qui una parte centrale del discorso di D’Azeglio che ha sconvolto la Chiesa tutta:

"Se il papa è divenuto principe per le donazioni di Pipino e di Carlo Magno, della contessa Matilde e d’altri, perché è stato tenuto perciò principe legittimo? Perché l’universale consentiva nel creder legittimo questo modo d’acquistare, nel credere quelli che donavano legittimi possessori della cosa donata; e si comprende che se l’universale avesse creduto tutto l’opposto, non solamente questo acquisto, questo principato, non sarebbe potuto durare, ma neppure sarebbe venuto in mente né agli uni di concederlo né agli altri di accettarlo. Ma le età sono mutate [...]. Si deve dunque riconoscere che l’idea sulla quale posava la legittimità del principato ecclesiastico, come di tant’altri, più non esiste [...]. Le nuove fondamenta, le sole, sulle quali ormai egli possa reggersi, sono nel diritto ammesso dal consenso universale, nel diritto comune"[3] L’impegno di D’Azeglio per l’approvazione della Legge Siccardi è stato totale in parlamento e anche fuori, pertanto sono stati tanti gli interventi scritti a tale proposito considerati dei “sproloqui” da parte degli uomini di chiesa. Il Regno di Sardegna (Cavour), non voleva incidere sulla tassazione dei beni ecclesiastici, la cosiddetta manomorta nella sua sostanza intrinseca, ma all’esproprio dei beni ecclesiastici, è questa la differenza sostanziale e le varie critiche piovute da molte parti anche non prettamente del clero. Come successivamente, Cavour (1851) nell’avvio alle riforme in campo economico riorganizzò il sistema delle imposte indirette allo scopo di accrescere il loro gettito. Ormai ispiratori della sua logica di stato erano la Francia e la Gran Bretagna e loro modello istituì una moderna imposta fondiaria, che colpiva indiscriminatamente i possedimenti terrieri: aristocratici, borghesi e non tralasciando nemmeno i poveri contadini. Fece approvare in tale pacchetto un’addizionale speciale per quei possedimenti delle associazioni religiose detta appunto  manomorta.

 Si intensificano i trattati con la Gran Bretagna e il 22 luglio 1851 ottiene un importante prestito della Banca Hambro di Londra. Dopo l’alleanza anglo francese del Piemonte, Cavour pronuncia in parlamento il 17 febbraio 1855 il discorso sul progetto di legge relativo all’esproprio totale dei patrimoni degli enti ecclesiastici che non svolgessero funzioni di istruzione e di assistenza agli infermi.    Ripete l’intervento il 23 dello stesso mese nella presentazione sotto forma della Legge Rattazzi. Il 26 aprile Cavour si dimette in contrapposizione alle direttive dell’episcopato capeggiata dal vescovo Luigi Nazari di Calabiana contro il suo progetto di legge, sapendo già che il re non era in grado di un valido sostituto. Il tentativo di Giacomo Durando[4] di formare un nuovo governo come previsto dallo statista, fallì, così Cavour rimasto in carica riprendeva la sua campagna contro le comunità religiose. Il 29 maggio 1855, superata la "crisi calabiana" il suo progetto divenne legge. Il Piemonte ha, così, la strada spianata per la piemontizzazione degli stati italici con il consenso di Francia e Gran Bretagna, la questione italiana. Il parlamento, di fatto ora ha più potere decisionale e più autonomia dalla Corona, nasce così, possiamo dire, il sistema parlamentare.  Questo iter per mettere chiarezza sull’importanza politica dell’attacco alla Chiesa da parte del Cavour. Ho trovato di grandissimo interesse il libro Difesa dello statuto piemontese …,[5] dove avviene un ipotetico dibattimento  tra un cittadino piemontese di fede cattolica e il ministro di grazia e giustizia e dell’interno Rattazzi,[6] ecco come a pagina 8 viene espresso un concetto molto moderno per l’epoca ed è attinente a mettere luce sulla nostra analisi (Il cittadino risponde a Ratazzi il quale asserisce che le ricchezze sottratte saranno distribuiti ai cittadini benemeriti in equità): “Ciò starebbe bene, qualora nel vostro progetto non si violasse la giustizia e gli altrui diritti, ne si venisse a togliere a questi per distribuire a quelli, ma daste loro del vostro. Chi prende senza giusto titolo l’altrui, quand’anche ne sia per farne un uso più utile, onesto e pio, non può sfuggire l’infame taccia di ladro; e se ciò è vero in un individuo, non lo è meno in un gran Corpo morale quale è lo Stato e la Nazione. La teoria dell’alto domino dello Stato sulle proprietà dei suoi cittadini, che certi giuristi s’argomentarono di sostenere, è un’utopia da pazzi. La nazione, che non è altro che un gran Corpo morale formato da altri Corpi minori che si compongono in un ultima analisi d’individui, non può invadere senza dispotismo i diritti delle parti di cui essenzialmente composta, e per conseguenza non può competere al suo Governo altro diritto fuor di quello di poter regolare con buone e savie leggi i diritti dei sudditi in ordine al benessere universale, e di reprimere collo stesso mezzo gli abusi, e coll’uso moderato e ragionevole della forza, che è in dovere di somministrargli la Nazione medesima.”  Nella risposta, ipotetica o reale, del ministro, continuando, si legge: “Difatti i corpi religiosi in discorso non essendo corpi attivi ed utili, ne acconci  all’indole del secolo più che mai industrie (pagina 9)  e positiva vogliono perciò essere aboliti come enti morali, lasciando però loro l’esistenza e la sussistenza individua che vien amplissimamente dal nostro progetto guarentita.”  Il dibattito va avanti per più di 250 pagine e il libro pubblicato da G. Amoso, mi sembra di una modernità sconvolgente sui temi della laicità dello Stato e sulla proprietà privata. Si menziona l’articolo 29[7] dello Statuto Albertino, dove per l’appunto esplicita che tutte le proprietà, senza alcuna eccezione, sono inviolabili.  Ma l’esigenza di Cavour, oltre a quella di cassa, è pure un esigenza politica di patto occulto con la Massoneria internazionale, più che nella visione di uno stato moderno e laico, un attacco alla Chiesa come istituzione. Per il concetto liberale e laico dello stato sicuramente vi era una conversione di idee anche da parte della stessa Chiesa. Ma sicuramente la Chiesa doveva chiudersi a riccio in forma di autodifesa nell’attacco alla sua istituzione stessa. Ed è questo l’intento di Cavour il quale preparò la stessa camera nello scegliere i deputati da eleggere. A questo proposito Una lettera scritta dal fratello  D’Azeglio Roberto al figlio Emanuele, diplomatico: [8]Da informazioni sicure siam fatti certi come a Busca e Caraglio per allettare i paesani a votare Brofferio si faceva loro credere che era un uomo eminentemente religioso, assiduo ai sacramenti, amico della pace e dell’ordine, nemico della repubblica e il più perfetto onest’uomo del paese perseguitato per causa della sua pietà e del suo realismo” Realmente Angelo Brofferio[9] era un poeta e politico anticlericale, scrittore di casa Savoia, già dal 1831 faceva parte dei Franchi Muratori della Massoneria. Questo caso è emblematico ma abbastanza chiarificatore, come asserisce anche in Risorgimento massonico[10]? Di  Angela Pellicciari[11], per capire come tramite l’inganno la massoneria riuscì a mettere i suoi uomini e a sostituire il fondamento culturale del risorgimento da religioso ad ateo da unista (confederale) a unitario (piemontizzazione). Nel saggio della Pellicciari vi è il percorso della massoneria nell’influenza politica della fase unitaria dei politici italiani. Ecco un significativo contributo: “Dal momento che la massoneria ritiene suo compito specifico tracciare la distinzione tra bene e male, quale ruolo attribuisce alle religioni positive? Praticamente nessuno. Le ritiene tutte superstizioni locali buone per il volgo, utili solo ancora per qualche tempo: il tempo necessario perché tutti gli uomini imparino a usare la ragione e cioè diventino massoni. Il luminare della massoneria francese J. M. Ragon che scrive con l’esplicita approvazione del Grande Oriente di Francia, sostiene che la massoneria apre i suoi templi agli uomini "per liberarli dai pregiudizi dei loro paesi o dagli errori delle religioni dei loro padri" e afferma che l’Ordine "non riceve la legge ma la stabilisce (elle ne reçoit pas la loi, elle la donne) dal momento che la sua morale, una ed immutabile, è più estesa e più universale di quelle delle religioni native, sempre esclusive" [Cfr. Cours philosophique et interprétatif des initiations anciennes e modernes, Parigi 1853, pp. 18, 38]. La massoneria italiana è perfettamente allineata su questa posizione. La Costituente che si riunisce nel maggio del 1863, dopo aver precisato che la massoneria "non prescrive nessuna professione particolare di fede religiosa, e non esclude se non le credenze che imponessero l’intolleranza delle credenze altrui", precisa (art. 3) che i principi massonici debbono gradualmente divenire "legge effettiva e suprema di tutti gli atti della vita individuale, domestica e civile" e specifica (art. 8) che fine ultimo dell’Ordine è "raccogliere tutti gli uomini liberi in una gran famiglia, la quale possa e debba a poco a poco succedere a tutte le chiese, fondate sulla fede cieca e l’autorità teocratica, a tutti i culti superstiziosi, intolleranti e nemici tra loro, per costruire la vera e sola chiesa dell’Umanità" [Cfr L. PARASCANDOLO, La Framassoneria, IV, Napoli 1869, p. 120].

Il D’Azeglio da cattolico parlava ai cattolici ma i contenuti erano deviati dalla massoneria, per questo suscita meraviglia nel don Blasco derobertiano. La Massoneria internazionale ormai ha deciso di cambiare ruolo non è solo di concetto ma di azione ed ha aperto la fase di condizionare i tempi è importante l’affermazione della Massoneria francese del 1853 "non riceve la legge ma la stabilisce”.  Per concludere, la Massoneria apre a tutti gli uomini liberi, per fondare una nuova chiesa che si contrappone a quella di Roma. Per fare ciò ci vuole creare nuovi miti e nuove verità, tramite una propaganda possibile solo tramite il potere, il controllo della cultura e dei mezzi di diffusione di massa. P2 apparte, l’Italia massonica quanto incide ancora oggi? A questa risposta metto solo la sigla finale di uno dei più popolari programmi della televisione: Striscia la notizia, del 2008-2009, la quale si pone al pubblico come paladina della giustizia:

 

 

PER CHI SUONA LA CAMPANELLA?

Grembiulino e vai - è un passepartout -
Ciao mammina Bye - corri in classe anche tu -
zitto che se no son guai
che goduria quante novità
obbedienza, tutto cambierà
viva il Gran Maestro che ci salverà - è unico -
cappuccini e babà - studia i numeri -
e l'abbiccì - agli esuberi -
gli Paghiamo il Taxì - tutti a casa signorsì -
quattro cinque sei e un sette più
ora è tutto ok
con i voti è un bijou
è la scuola take a way
col compasso un bel cerchio fa
sulla cattedra si è messo già
bravo il Gran Maestro che ci salverà - è unico -
cappuccini e babà
[12]

Non aggiungo altro per il momento solo che questa sigla quotidianamente è stata trasmessa con la visione di due belle donne e che in maniera occulta propaganda il messaggio massonico senza alcuna difesa degli ignari telespettatori. Questo sicuramente non è ispirato per ironizzare sulla massoneria, ma una passione da sempre da parte dei fratelli massoni di mettere in grande evidenza i loro segni per mostrare tra di loro la potenza dell’organizzazione segreta. Ma lo scopo principale è quello di immettere nella memoria collettiva i simboli della massoneria in un binomio positivo come la bellezza delle veline l’allegria dei comici e il senso di giustizia (apparente) della trasmissione. Dico apparente perché un mezzo così potente, a volte e spesso, viene utilizzato contro piccoli truffatori tralasciando i grandi. E’ lo stesso di sparare con un bazzuca ad una zanzara tralasciando l’attacco di un carro armato, facendo credere a tutti ad un atto di difesa. Per togliere ulteriori dubbi sulla volontà di propaganda da parte dell’ideatore e regista del programma Antonio Ricci[13] basta notare che la scenografia di un altro suo programma Veline in realtà è un altare massonico. Dove due colonne che simboleggiano la forza e la bellezza segnano la fiamma, che il Gabibbo[14] dice dell’arte, e che per i massoni è la fiamma di Prometeo[15]. Proprio all’ingresso, questo per togliere qualsiasi dubbio vi è una stella a cinque punti simbolo massonico per eccellenza.  Mi chiedo: per chi suona la campanella?



[1] Nato il 13.10.1802 a Verzuolo, Cuneo e morto a Torino il 29.10.1857. Conte non di nascita, di professione magistrato

[2] Manomorta proviene dal francese antico main morte. E’ un diritto feudale che indica un possesso inalienabile a terzi anche i servi della gleba, i quali erano considerati oggetto di un vero e proprio diritto dominicale di proprietà da parte del feudatario, da tale divieto si poteva essere esentati dietro pagamento di una tassa proporzionale al valore dei beni interessati da parte di chi si trovasse nel possesso dei beni stessi e fosse intenzionato ad alienarli a terzi; la tassa doveva essere ovviamente pagata al dominus da cui il vassallo o contadino dipendeva. La manomorta ecclesiastica non permetteva agli stati di ricavare nessuna tassa anche per secoli e secoli su le vaste proprietà degli enti ecclesiastici. Nella storia giuridica degli Stati Italici un primo intervento normativo è stato introdotto il primo ministro Bernardo Tanucci del Regno delle Due Sicilie tra il 1767 ed il 1776, delineando una riforma per definire meglio i rapporti  tra Stato ed enti ecclesiastici, con norme atti ad  eliminare tali privilegi feudali. Con maggiore attenzione a colpire con una tassazione gravosa le donazioni di privati ad enti ecclesiastici.  .

 

[3] Degli ultimi casi di Romagna, in Raccolta degli scritti politici, di Massimo D’Azeglio- Torino 1850, pp. 59-60

 

[4] Nato a Mondovì, il 4 febbraio 1807 – morto a Roma, 21 agosto 1894) è stato un generale e politico italiano. Fu Presidente del Senato dal 27 novembre 1884 al 16 novembre 1887. Famosa la riforma Durante sull’Ordine Militare Savoia approvata il 28 settembre del 1855.

[5] Difesa dello statuto piemontese contro il dispotismo del ministero Cavour dimostrato nel progetto, nella esposizione, nella relazione e nella discussione della legge per la soppressione delle comunità religiose ecc: dialogo fra un cittadino piemontese ed Urbano Ratazzi  Pubblicato da G. Amoso, 1855 (Originale disponibile presso la Harvard University)

[6] Nato ad Alessandria, il 30 giugno 1808 –  deceduto a Frosinone, il 5 giugno 1873 appoggiò il ministero d'Azeglio (di cui condivideva la politica ecclesiastica), avvicinandosi sempre più al Cavour dopo l'ingresso di questi nel gabinetto d'Azeglio (1850). Per sua inziativa fu varata la legge sulla soppressione delle corporazioni religiose. La sua posizione nel governo si andò però indebolendo dopo il tentativo insurrezionale mazziniano a Genova (giugno 1857) che egli non riuscì a impedire, e dopo il successo dei clericali nelle elezioni del novembre 1857.

[7] Difesa dello statuto piemontese contro il dispotismo del ministero Cavour dimostrato nel progetto, nella esposizione, nella relazione e nella discussione della legge per la soppressione delle comunità religiose ecc: dialogo fra un cittadino piemontese ed Urbano Ratazzi  Pubblicato da G. Amoso, 1855 (Originale disponibile presso la Harvard University) Pagina 16

 

[8]C. D’AZEGLIO, Souvenirs historiques de la marquise Costance D’Azeglio, Torino 1884, pagine. 380-381.

[9] Nato a Castelnuovo Calcea, 6 dicembre 1802  morto a Locarno, 25 maggio 1866.

[10] Apparso in Studi Cattolici, n. 440, Ottobre 1997

[11] Nata a Fabriano 1948. Laureata in Filosofia con dottorato in Storia ecclesiastica, insegna storia e filosofia in un liceo romano.Ha collaborato con la RAI, attualmente scrive su diverse testate e tiene una trasmissione sulla storia della Chiesa su Radio Maria.

[13] Nato ad Albenga il 26 giugno 1950.

[14] Il Gabibbo inventato da Antonio Ricci è una specie di terun genovese. Quando nasce questo termine? A chi riporta? Nasce con il navigatore e armatore genovese  Raffaele Rubattino, amico di Cavour e fornitore dei piroscafi Piemonte e Lombardo della spedizione dei mille di Garibaldi in gran segreto. Il Rubattino è tra i più grandi massoni italiani. Lo chiamiamo anche questo  un caso, e che caso!!

[15] Il mito  greco di Prometeo a che vedere appunto con la fiaccola. La leggenda narra che si recò da Atena affinché lo facesse entrare di notte nell'Olimpo e appena giunto, accese una torcia dal carro di Elio e si dileguò senza che nessuno lo vedesse. Secondo altre leggende, egli ritrovò la torcia nella Fucina di Efesto, ne rubò qualche favilla e, incurante delle conseguenze, la riportò agli uomini. Venutolo a sapere, Zeus promise di fargliela pagare. Così ordinò ad Efesto di costruire una donna bellissima, la prima del genere umano, alla quale gli dei del vento infusero lo spirito vitale e tutte le dee dell'Olimpo la dotarono di doni meravigliosi. Un parallelismo si può fare con il frutto del bene e del male della Genesi e la nascita di Eva. Il fuoco divino considerato come la promessa del Serpente di essere simili a Dio. Quinti la fiaccola di Prometeo rappresenta il libero pensiero razionale dell’uomo.

 

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domenica, 14 giugno 2009
FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU – “SICILIA INDIPINNENTI”
FRONTE NAZIONALE SICILIANO –“SICILIA INDIPENDENTE”
 
 
- SIKRITARIA NAZZIUNALI-
 
 
KOMUNICATU STAMPA FNS – COMUNICATO STAMPA FNS
 
 
 
 
17 giugno 1945 -17 giugno 2009.
 
 
NELLA RICORRENZA DEL SESSANTAQUATTRESIMO ANNIVERSARIO DELL' ECCIDIO DI RANDAZZO, L'FNS ORGANIZZA UN ATTIVO SEMINARIALE PER CHIARIRE QUALE SIA STATO  IL RUOLO DELL' E.V.I.S.  (ESERCITO VOLONTARIO PER L'INDIPENDENZA DELLA SICILIA)  NEI  CONTESTI DELLA  LUNGA E DRAMMATICA  GUERRIGLIA  INDIPENDENTISTA ; DELLA EROICA E PARTECIPATA MOBILITAZIONE POPOLARE, NONCHE' DELLE AGITAZIONI  A CARATTERE SICILIANISTA CHE CARATTERIZZARONO IL TORMENTATO DOPOGUERRA DEL SECOLO SCORSO IN SICILIA. SI PARLERA' ANCHE DEL SIGNIFICATO DELL'EVIS NEL DIRITTO INTERNAZIONALE.
 
 
 
Mercoledì 17 giugno 2009, alle ore 17, a Palermo ,nei locali di Via Brunetto Latini 26, si svolgerà, pertanto e su questo tema, un Attivo Seminariale dal "titolo":
 
“ IL RUOLO DELL'E.V.I.S. NELLA LOTTA, A GRANDE PARTECIPAZIONE  POPOLARE, PER L'INDIPENDENZA DELLA SICILIA E LE  RIPERCUSSIONI NEL DIRITTO INTERNAZIONALE.
UN RUOLO, QUESTO,RESO POSSIBILE DALLA LUNGIMIRANZA DI ANTONIO CANEPA E DEGLI ALTRI ESPONENTI DEL SEPARATISMO RIVOLUZIONARIO.” 
    
    La relazione introduttiva sarà svolta dal Segretario del Partito,Giuseppe SCIANO', che sul tema ha compiuto specifiche ricerche storiche, portando in luce nominativi,documentazioni,  fatti ed  avvenimenti ,spesso dimenticati o ignorati o "travisati" da buona parte della Storiografia ufficiale.
 
    Sono previsti altri  qualificati interventi di Relatori interni ed esterni all'FNS.
    Sarà altresì ricordato l'Eccidio avvenuto, appunto,  a Randazzo in contrada MurazzuRuttu il 17 giugno 1945 e nel quale rimasero uccisi : Antonio CANEPA (che con lo pseudonimo di MARIO TURRI ) era stato fino a quel momento il Comandante dell'EVIS; Carmelo ROSANO,studente universitario e Vice Comandante dell'EVIS, ed il giovanissimo Peppino LO GIUDICE , studente ginnasiale.
    Di tale ECCIDIO ricorre infatti il 64° Anniversario e l'FNS ha dedicato a tale ricorrenza tutto il mese di giugno dell'anno in corso ad iniziare dall'offerta significativa di FIORI GIALLI, effettuata Giovedì 11 giugno proprio sul  Sepolcro Monumentale sito nel Cimitero di Catania, all'interno del quale  riposano,com'è noto,  quattro Martiri dell'EVIS (Canepa,Rosano,Lo Giudice e Ilardi).
 
     Ci permettiamo di anticipare al riguardo  che, - a prescindere da ogni altra pur valida  iniziatiiva in corso,- DOMENICA 28 GIUGNO 2009, alle ore 17,organizzata dall'FNS, si svolgerà , come ogni anno , la manifestazione commemorativa  dell'ECCIDIO , proprio in contrada MURAZZU RUTTU, a RANDAZZO, presso il CIPPO DEDICATO AI CADUTI dell'EVIS.
 
    Nell'ambito dell'iniziativa  dell'ATTIVO SEMINARIALE in oggetto - (che si svolgerà a Palermo giovedì 17 c.m , alle ore 17 )-  come modesto contributo al recupero della memoria storica, sarà distribuita ai presenti una riproduzione in fotocopia del " manifesto" che ricorda appunto il 64° anniversario dell'Eccidio.
  
Palermo ,13 GIUGNO 2009
 
 
 
 
 IL PRESIDENTE DELL'FNS
                                                                                  ( Prof.Corrado MIRTO )
 
                                                                                                                                                               &nbsp ;                                                                           
 
 
 
Si ringrazia per la cortese attenzione.
L'Addetto alla Comunicazione e alle P.R.
     ( Giovanni BASILE )
 
 
 
FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU  "SICILIA INDIPINNENTI"
FRONTE NAZIONALE SICILIANO "SICILIA INDIPENDENTE"
 
Via Brunetto Latini, 26    -    90141  PALERMO
Tel.    091 329456    -    091 7815664
Blog: http://siciliaindipendentefns.blogspot.com
http://siciliaindipendentefnstrapani.blogspot.com
http://indipendenzasicilia-fns.ilcannocchiale.it
 
fnsme@yahoo.it - fnsnews@alice.it
 
 
<< Nella lotta che abbiamo iniziato che sarà dura perché – certamente – i corruttori ed i corrotti scaglieranno tutto il loro livore contro di noi, saremo sorretti dalla collaborazione degli uomini onesti.
Il nostro cammino sarà lungo, ma la vittoria non potrà non arriderci. L’indipendenza della Sicilia, diritto indiscutibile del nostro Popolo, sarà il punto di arrivo della nostra azione ma, nel contempo, costituirà il punto iniziale dell’elevazione economica morale e sociale della Sicilia tutta. >>
 
Antonino Scalisi
 
Citazione da un intervento del primo Segretario
du F.N.S. del 06 febbraio 1966
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