lunedì, 27 aprile 2009

Nella riunione svoltasi a Firenze il 14 marzo scorso, l’Associazione per una Rivoluzione Democratica, ha discusso delle prossime elezioni europee proponendo una posizione astensionista. È stato dunque approvato un Appello, il cui testo pubblichiamo qui sotto. Chiediamo a chiunque lo condivida di sottoscriverlo scrivendo a mi-astengo@tiscali.it. Strada facendo verificheremo la possibilità di  organizzare un incontro nazionale aperto a tutti gli astensionisti.
A chi volesse aiutarci nella campagna astensionista segnaliamo il nostro blog : http://www.questavoltano.splinder.com/. Il nostro sito web è in allestimento.


Appello di Rivoluzione Democratica per l'astensione alle elezioni europee


«Tra circa due mesi si terranno le elezioni per il rinnovo del parlamento europeo, un organismo puramente ornamentale e consultivo, del tutto subordinato alla Commissione Europea e alla Banca Centrale, i veri titolari della sovranità politica, che dovrebbe invece spettare ai popoli dei diversi paesi.

I partiti politici si accingono a chiederci di votare tacendo sulla natura oligarchica ed antidemocratica dell’Unione Europea, nata per altro come ombrello politico della NATO, per la semplice ragione che dalle elezioni, quali esse siano, ricavano le le risorse per tirare a campare e giustificare la loro esistenza.

Tutte le principali decisioni europee sono prese al di fuori del parlamento, comprese quelle che riguardano la politica internazionale e la partecipazione alle guerre in corso. L’Unione Europea, nata storicamente come strumento degli Stati Uniti nell’ambito della guerra fredda (da qui lo strettissimo rapporto tra UE e Nato), è ora parte della Guerra infinita scatenata da Bush ed ancora oggi guidata, seppure più astutamente, dagli Usa, il cui caso più evidente è rappresentato dall’attuale escalation in Afghanistan.
Noi respingiamo con forza questa Europa dei banchieri e dei tecnocrati, corresponsabile della gravissima crisi sociale che viviamo, e diciamo che è necessario dire di no alle sue istituzioni ed ai politicanti che la abitano.

Il modo più efficace per delegittimare queste istituzioni e con esse i comitati d’affari delle oligarchie finanziarie che si spacciano per partiti, è il rifiuto di andara a votare dato che il voto in nessun caso potrebbe cambiare le politiche economiche, sociali ed internazionali dell’Unione.

Decisamente convinta che la sovranità spetti ai popoli e che occorrano istituzione realmente democratiche e non asservite alla Banca centrale ed ai pescecani della finanza globale, l’Associazione per una Rivoluzione Democratica (ARD) promuove una campagna astensionista in vista delle prossime elezioni di giugno, con lo scopo di denunciare la deriva antidemocratica del continente, accentuata in Italia dalle profonde spinte autoritarie in corso, alimentate dal governo Berlusconi e non contrastate seriamente dall’attuale “opposizione” parlamentare, che anzi ha condiviso la nuova legge elettorale truffa per le europee.

E’ ora di dire no all’Europa di Maastricht, all’Europa antisociale ed autoritaria del Trattato di Lisbona.

Non siamo soli! Vogliamo infatti ricordare che i cittadini di Francia ed Olanda hanno sonoramente respinto con dei referendum la Costituzione europea e che anche il Trattato di Lisbona, il quale ripropone la concezione mercatista, tecnocratica ed antidemocratica dell’Unione, nella sola occasione in cui sia stato chiesto ai cittadini la loro opinione (Irlanda), è stata sonoramente bocciata. Ma i vertici della UE, spalleggiati da tutto l’arco partitocratico silente, non si arrendono e si apprestano ad ottenere ora il sì di Dublino con pressioni e minacce di tutti i tipi. Questa è la “democrazia” che le oligarchie europee vogliono imporci e che possiamo contrastare solo con una forte delegittimazione di massa.

Quello per le europee è più d’ogni altro un “voto inutile”. Non recarsi a votare è in queste circostanze la sola maniera di fare una cosa utile.

Per tutti questi motivi l’Associazione per una Rivoluzione Democratica (ARD) indica la strada dell’astensionismo di massa, come unico strumento a disposizione per far risuonare in tutta Europa il NO ad una Unione dominata dalle oligarchie finanziarie, un’ Unione mercatista, antisociale ed atlantica.

- No all’Europa delle  banche e degli oligarchi.

- Per la sovranità popolare e la democrazia partecipativa

- Per la riconquista della sovranità nazionale in un’Europa sociale e federale

- Per l’annullamento di tutti i trattati europei, a partire da quello di Maastricht

- Per l’uscita dalla NATO e la chiusura di tutte e basi USA in Europa

- Per una neutralità attiva e il ritiro delle truppe europee da tutti i fronti di guerra.»

Firma l’appello scrivendo a: mi-astengo@tiscali.it

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lunedì, 27 aprile 2009
 KOMUNIKATU STAMPA FNS - COMUNICATO STAMPA FNS
 
REGIONE SICILIANA. L'FNS DICE "NO" ALL'ELEFANTIASI BUROCRATICA. "NO" AD UN ESERCITO DI DIRIGENTI. "NO" ALLO SPERPERO DI RISORSE FINANZIARIE DA DESTINARE AGLI INVESTIMENTI PRODUTTIVI.
 
          L'FNS "Sicilia Indipendente" esprime la propria protesta ed una forte indignazione per la decisione del Governo Regionale Siciliano di procedere alla nomina di ALTRI 500 DIRIGENTI nell'ambito della propria pletorica burocrazia, come ha denunziato, in questi giorni, Gian Antonio STELLA. Solo ai "BENI CULTURALI" i DIRIGENTI arriveranno ad essere 770. Nell'"ESERCITO" della burocrazia (che, stando ai dati della Corte dei Conti, nel 2008 contava 21.104 unità di dipendenti a carico della Regione), avremo, cioè, un "COLONNELLO" ogni 7,8 "SOLDATI". Ma, in realtà, nelle qualifiche diverse da quelle dei "dirigenti", di "soldati semplici" se ne contano ben pochi, in quanto si sprecano i "GRADI" e le "QUALIFICHE SUPERIORI".
          Va anche detto che i soldati semplici (i "marmittoni", come dice lo STELLA) per ogni "colonnello" sono 7,8 se si calcolano i PRECARI. Tolti i precari, avremmo un "colonnello" ogni 5,9 "soldati". VERGOGNA! Sprechi, parassitismo, lottizzazioni, compromessi (sindacali e non), compiacenze e complicità, ferreo CORPORATIVISMO, coinvolgimento dei "moralisti", eccetera, eccetera,  non riescono a fermare le logiche del grande STIPENDIFICIO che si chiama Regione.
          La proposta di legge sarà portata, infatti, in questi giorni (oggi stesso?), alla approvazione dell'A.R.S.. Si vocifera che su di essa vi sarebbe già una MAGGIORANZA TRASVERSALE, anche se ufficialmente non dichiarata.
          E' un ennesimo esempio di malcostume politico e, nello stesso tempo, è un esempio di quegli "ABUSI" operati dalla PARTITOCRAZIA che si ritenevano SPECIFICI della "prima Repubblica" e della "prima Regione".
          Al danno, però, si aggiunge la beffa. Questo enorme SCEMPIO, economico, politico e finanziario, secondo i mass media più importanti e, purtroppo, anche secondo i non pochi operatori dell'informazione, - che  pure hanno avuto il merito di mettere il dito sulla piaga, - sarebbe principalmente, se non del tutto, da attribuire alla "SPECIALITA'" dello Statuto Siciliano!
          Ci sia consentito, ancora una volta, di protestare e di smentire un'affermazione del genere che, di fatto, assolverebbe la classe politica ed i partiti politici che hanno governato e governano la Sicilia, condannando, invece, lo STATUTO SPECIALE, mai applicato integralmente.
          Sarebbe più corretto AMMETTERE che, in materia di SPRECHI di denaro pubblico e di regalìe, di compensi e di gratificanti qualifiche, le Regioni a Statuto Ordinario non sono da meno, fatte, ovviamente, le dovute proporzioni. La Lombardia e qualche altra Regione "virtuosa" costituiscono ECCEZIONI alla regola generale del BENGODI. Bisogna, altresì, ammettere che esistono Regioni a Statuto Speciale molto più VIRTUOSE di quelle a Statuto Ordinario. Regioni, queste ultime, nelle quali, peraltro, lo Statuto Speciale è applicato integralmente. E' opportuno e giusto, però, fare i paragoni che INCHIODANO alle proprie responsabilità la CLASSE POLITICA SICILIANA.
          Torniamo alla iniziativa del Governo Regionale Siciliano in questione. AVANZIAMO, AL RIGUARDO, UNA IMPORTANTE PREGIUDIZIALE: L'ELEFANTIASI BUROCRATICA E L'"ESERCITO" REGIONALE, COMPOSTO DA TANTI COLONNELLI, DA TANTI GENERALI E DA TANTA GENTE COLLOCATA SEMPRE NELLA QUALIFICA SUPERIORE, SONO FATTI SCANDALOSI E CONTROPRODUCENTI. OLTRE CHE SOSTANZIALMENTE INCOSTITUZIONALI PERCHE' ILLOGICI.
          Ci sembra che sia necessario - pertanto - bocciare e/o BLOCCARE subito questa leggina, come parte essenziale di un SISTEMA di promozioni e di assunzioni nella Regione (ed in genere nella Pubblica Amministrazione) che prescindono dagli interessi di carattere generale del Popolo Siciliano, dall'esosità dei costi, alle esigenze di efficienza e da tante altre condizioni.
           I partiti politici, i deputati, i Sindacati, che sono rappresentati o comunque PRESENTI nell'Assemblea Regionale, nel Governo Regionale, nelle Commissioni Parlamentari e negli Organi collegiali istituzionali, dicano, con chiarezza e ad alta voce (all'interno e all'esterno del Palazzo), se sono favorevoli o contrari alla proposta di Legge del Governo LOMBARDO. Ciò a prescindere dal fatto che facciano parte della MAGGIORANZA o dell'OPPOSIZIONE. Trasformiamo la polemica in corso, che sa tanto di gioco delle parti, in un banco di prova, su cui misurarsi per dare un SEGNALE di BUON GOVERNO alla Sicilia tutta.
          L'FNS, pur non essendo presente in alcuna stanza dei bottoni, si batte da sempre contro l'ELEFANTIASI BUROCRATICA e contro i PRIVILEGI di CASTA. E si dichiara nettamente contrario alla prassi delle promozioni a tappeto  e a tutte quelle leggi che provocano SPRECHI di RISORSE ECONOMICHE e che rispondono ad interessi corporativi e clientelari. E che - di contro - trascurano gli interessi generali del Popolo Siciliano.
          Insomma: è ora di finirla di destinare alla BUROCRAZIA ELEFANTIACA le risorse finanziarie che dovrebbero essere meglio utilizzate in investimenti produttivi.
 
Palermo, 27 Aprile 2009
 
                                                            Il Segretario Politico FNS
                                                                 (Giuseppe Scianò)
                                                           (scianogiuseppe@libero.it)
 
Si ringrazia per la cortese attenzione.
L'Addetto alla Comunicazione e alle P.R.
             (Giovanni Basile)
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lunedì, 27 aprile 2009

GRAFRICA giornale dir.resp. Claudio Fava 1983-86
http://www.messinacity.it    dal 1997
http://www.siciliapaisi.org  dal 2003
http://www.siciliapaisi.com
giornali dal 1995
AUTODETERMINAZIONE, ELEUTERIA, AUTOCEFALIA, 50° ann. fine II guerra mond.
http://www.siciliapaisi.net
giornali dal 1997
CAMICO giornale murale reg.Trib.Messina dir resp. G. Restifo
http://www.messinacity.com   dal 2000
giornale murale e via internet reg.Trib.Messina
http://www.messinacity.com/News/index_news.htm dal 2001
http://www.taorminacity.com  dal 2003
http://www.youtube.com/user/ONIR56  dal 10/2007
http://www.siciliapaisi.blogspot.com/
1)Lettera inviata nel BLOG di Antonello Caporale
PALMIRO TOGLIATTI SI E' FERMATO A MESSINA
prima parte
Ero studente di ingegneria a Roma quando arrivò la notizia del terremoto in Irpinia. La Facoltà organizzò gruppi di studenti volontari che partirono a turno e continuativamente.
Io ero di Messina, non volevo far spaventare i miei andai volontario senza dire nulla. La FLM di Brescia forniva tutto il materiale, noi facevamo gli elettricisti, i carpentieri gli spalatori. La popolazione, dopo diverse settimane dall’evento, era ancora frastornata. 7 gradi sotto zero, le condutture dell’acqua congelate, le strade coperte di ghiaccio, ogni notte si rischiava di morire assiderati. Ho visto genitori che avevano perso i figli, pazzi di dolore, guardarci come se fossimo marziani mentre collegavamo l’energia elettrica. Ho visto Calabritto spaccata come una panettone tagliato in due, mezzo paese un metro sopra lungo la piazza principale. Molte case erano costruite con sistemi arcaici, si erano sbriciolate in un cumulo di sassi. Molti dei volontari finirono in lacrime isteriche. La mappa geologica di Eboli è un’esplosione di colori vermigli e un groviglio di faglie incrociate. Nessuno andò via prima della scadenza del periodo di ricambio dei volontari.
PALMIRO TOGLIATTI SI E' FERMATO A MESSINA on 22 Apr 2009 at 12:37 am
seconda parte
Era l’aprile del 1947. Il 10 febbraio a Parigi era stato firmato il Trattato di Pace della seconda guerra mondiale,
art.50 l’Italia si impegna a tenere smilitarizzata la Sicilia.
27 giorni dopo, il 7 marzo 1947 i reali carabinieri sparano sul Popolo Siciliano rappresentato da 50.000 cittadini di Messina nella piazza del Palazzo del Governo(ex fascista). 3 morti. I carabinieri sparano e caricano al grido di “avanti savoia”, la Repubblica Italiana esisteva già da 8 mesi e lo Statuto del Parlamento Siciliano da 9 mesi. Palmiro Togliatti arrivò a Messina pochi giorni prima delle elezioni del primo Parlamento Siciliano Repubblicano. Nel suo comizio disse “accontentatevi dello Statuto di Autonomia altrimenti rischiate di diventare una colonia degli USA (leggi mafia)”.
Togliatti non disse nulla dell’Irlanda, della Finlandia, dell’Algeria e della Tunisia. Nonostante tutto vinse il Blocco del Popolo (le sinistre dovevano governare). Dieci giorni dopo a Portella delle Ginestre i contadini volevano spartirsi le terre dei padroni, neanche Togliatti aveva potuto fermarli. Li fermò il piombo “amico”. Governarono i democristiani, Palmiro controllava, Andreotti studiava, il tempo per la Sicilia si fermava. Finchè a Messina non si farà giustizia di quella strage del 7 marzo 1947 nessuna Repubblica potrà dare lezioni di civiltà al Popolo Siciliano, nessun terremoto sarà più rumoroso del saluto di quei 100.000 siciliani che parteciparono ai funerali dei 3 operai vittime dei fedeli secolari servitori della monarchia deposta dalla democrazia.

2)Due banche denunciate per USURA in Sicilia i giudici italiani archiviano.
interessi del 28% sul totale e del 70% in soli 10 mesi, i giudici italiani archiviano. Interessi pari al 100% del capitale più il 60% degli stessi interessi, i giudici italiani archiviano senza neanche una perizia.
Il costo dei soldi è del 5% a Milano, in Sicilia è del 20%, i giudici italiani non vedono nulla, archiviano, archiviano, archiviano....
Il singolo cittadino si rivolge alle associazioni dei consumatori?
invece di aiutare ci offrono un caffè.
Da quando gli eserciti romani invasero la Sicilia il Popolo Siciliano ha conosciuto l'USURA, i padroni romani prestavano soldi con interessi al 20%,
come oggi uguale, poi i contadini non riuscivano a pagare e diventavano sciavi dei padroni, come oggi uguale. Finchè il Popolo Siciliano non si scrollerà di dosso il "modello italia" per la Sicilia non c'è futuro. Nussuno si illuda di essere meno schiavo dell'altro paesano, l'aria che si respira è la stessa. Il cancro , il tumore, è lo stesso. Chi spera di lucrare più degli interessi da pagare in realtà sta divorando se stesso. Chi calpesta i paesani per sopravvivere meglio in realtà sta uccidendo la sua stessa famiglia.
3) L'Esercito Italiano festeggia il 25 aprile
http://www.youtube.com/watch?v=gJDjwaFDDj4&feature=channel_page
la Sicilia ricorda i suoi morti
Canepa, Via Maqueda, la strage del distretto militare a Catania, il 7 marzo 1947 a Messina, decine di morti per mano del regio esercito anche dopo la Repubblica. Ancora oggi la Sicilia è trattata come un campo di battaglia. Soldati in tuta mimetica scorazzato per le città siciliane a bordo di veicoli da guerra. Cannoni semoventi cingolati da 28 tonellate, lanciati a tutta velocità sull'asfalto, fanno tremare Messina ogni volta che vanno a sparare un colpo in Sardegna. Neanche i nomi cambiano, la sostanza è sempre la stessa: Savoia-Aosta.

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lunedì, 27 aprile 2009

Marcello Io ha inviato un messaggio ai membri di Storia e cultura Siciliana.

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Oggetto: 19 ottobre 1944

Questo è il durissimo manifesto separatista affisso dopo il massacro del 19 ottobre 1944, quando a Palermo l'esercito italiano sparò sulla folla, causando 30 morti, 150 feriti e arrestando numerose persone
http://www.facebook.com/l.php?u=http://www.facebook.com%2Fext%2Fshare.php%3Fsid%3D90636354771%26h%3DxV-O4%26u%3Du9y2i

ANTUDO

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lunedì, 27 aprile 2009

Sicilia cristiana in Europa cristiana
Aggiornamenti

Alla cortese attenzione di alphonsedoria@gmail.com,
All'indirizzo http://www.siciliacristiana.eu i seguenti aggiornamenti
Medjugorie - Messaggio del 25 aprile 2009
Cari figli, oggi vi invito tutti a pregare per la pace e a testimoniarla nelle vostre famiglie affinché la pace diventi il più grande tesoro su questa terra senza pace. Io sono la vostra Regina della Pace e la vostra madre. Desidero guidarvi sulla via della pace che viene solo da Dio. Per questo pregate, pregate, pregate. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Un Sì per Benedetto XVI - Dichiarazione di Solidarietà al Santo Padre
Dichiariamo la nostra totale solidarietà al Santo Padre Benedetto XVI.
Respingiamo con forza gli attacchi che i mezzi di comunicazione di massa hanno indirizzato alla persona del Santo Padre in occasione del suo pellegrinaggio in Africa. Le sue parole di verità sono servite come pretesto per avversare ancora una volta l’insegnamento della Chiesa e in particolare L’Enciclica Humanae Vitae.
Esprimiamo la nostra gratitudine al Santo Padre per la sua proclamazione della Verità che non scende a compromessi, e di cui il mondo moderno ha tanto bisogno andando sul seguente link e compilando e inviando il modulo che vi si trova
http://yes-for-benedict.net/?lang_un=it 
Nella homepage di Sicilia cristiana un sondaggio sulle vostre opinioni riguardo alla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina
Dialogo con l'Islam Figli di un Dio diverso.
Davvero ebrei, cristiani e musulmani possono pregare insieme? È da qui che dobbiamo partire per affrontare la piaga del relativismo che mette sullo stesso piano differenti religioni, culture e valori.di di Magdi Cristiano Allam
Panorama 23 aprile 2009
I TAGLIALINGUE E IL SUICIDIO DELL’EUROPA. Tra qualche mese si rinnoverà il Parlamento Europeo, chissà se la campagna elettorale affronterà quei temi che più volte Benedetto XVI ha affrontato, come quello dell’Europa prossima a congedarsi dalla storia.
La Turchia nella Ue? No, grazie. ANTIDOTI di Rino Cammilleri
Morigi
Comunicato della Segreteria di Stato sull'inaudito attacco al Papa del Parlamento belga
DIMENTICATA LA GUERRA DEL COMUNISMO ALLA RELIGIONE. A vent’anni di distanza dall’abbattimento del Muro di Berlino, il mensile cattolico di informazione e formazione apologetica Il Timone, nel numero di Marzo propone un Dossier, dal titolo, Chiesa perseguitata nell’Europa dell’Est, per ricordare le persecuzioni che la Chiesa Cattolica ha subito in Urss e in tutti i Paesi dell’est, dalla fine della seconda guerra mondiale fino al 1989.
SPAGNA, IN ANDALUSIA PRIMO UOMO UCCISO DA MARITO (ANSA) - MADRID, 15 APR - Primo episodio di omicidio coniugale in una coppia gay in Spagna, a quattro anni dall'adozione della legge sui matrimoni omosessuali.
L'inverno dell'Europa Dai dati demografici degli anni 2000 in Europa risulta che è ormai generale il calo della fecondità al di sotto della soglia di rimpiazzo delle generazioni. Di conseguenza, l’invecchiamento della popolazione aumenta. In alcuni paesi e in molte regioni si può già constatare un effetto di "depopolazione", nonostante gli apporti migratori. Tali evoluzioni avranno ripercussioni geopolitiche in termini di influenza del vecchio continente.
La manipolazione attraverso il linguaggio Attraverso il linguaggio si possono manipolare le coscienze. Basta nascondere o cambiare il significato delle parole, per modificare la percezione della realtà. È un pericolo concreto del nostro tempo. Che ha creato addirittura un'anti-lingua. Qualche esempio...
di Laura Boccenti
Obiezione di coscienza e leggi ingiuste: Il caso di re Baldovino di fronte alle legge belga sull'interruzione di gravidanza
La testimonianza di re Baldovino, che qui presentiamo, ci porta ad occuparci di una tematica, quella relativa all'aborto, che interpella le coscienze nel loro intimo e che ancora oggi provoca forti discussioni e dure contrapposizioni
di Anselmo Palmi
Quell'integralismo che uccide le donne. (O meglio, quell'islam che uccide le donne)
Sitara, consigliera provinciale di Kandahar, freddata dai talebani
di Cecilia Moretti
Gli inglesi hanno incominciato a sfatare tutti i luoghi comuni sull'eutanasia Un clamoroso studio inglese uscito nei giorni scorsi smentisce tanti luoghi comuni: i medici non vogliono la legalizzazione dell’eutanasia, e anche la popolazione, secondo la ricerca, è molto cauta al riguardo.
di Carlo Bellieni
Il massacro di Katyn? Fu solo l’inizio Mosca si preparava a far guerra al Terzo Reich sognando di giungere sino alle sponde dell’Atlantico. Berlino l’anticipò di un soffio e il disastro che ne seguì fu pagato a caro prezzo da polacchi, baltici, ucraini e finlandesi
di Augusto Zuliani
Joe l’idraulico e il Papa. La crisi economica mondiale e la Chiesa di Massimo Introvigne e Pier Marco Ferraresi
1. Perché la crisi
2. La risposta della Chiesa: come ripartire (per davvero) dai poveri
3. Riflessioni conclusive: la crisi economica e il messaggio del Papa
Riferimenti
Le false insurrezioni risorgimentali e Garibaldi Ecco la lezione che Angela Pellicciari ha tenuto dai microfoni di Radio Maria lunedì 19 dicembre 2005. Poiché Papa Benedetto XVI ha titolato il suo messaggio per la pace: “Nella verità la pace”, da questa analisi storica documentata possiamo vedere i guasti gravissimi causati dalla menzogna che si fa sistema.
"L'errore dell'islam" di Dom Gérard Calvet O.S.B., Abate di Le Barroux
(Traduzione di Massimo Introvigne)
IN MEZZO ALLA TEMPESTA RENDERE PRESENTE DIO. Dalla lettera ai vescovi scritta per spiegare le ragioni che lo hanno portato a revocare la scomunica ai quattro vescovi ordinati da mons. Lefebvre, fino al recente viaggio in Africa, Benedetto XVI ci indica quali sono le priorità per i cristiani. In mezzo alla tempesta il nostro compito è sempre quello di rendere Dio presente in questo mondo.
di DOMENICO BONVEGNA
Le scuole cattoliche di Hong Kong a rischio Hong Kong (AsiaNews/Agenzie) - La diocesi di Hong Kong è in apprensione per il futuro della scuole cattoliche sull’isola. A preoccupare sono le conseguenze dell’Ordinanza sull’educazione varata nel 2004 secondo cui ogni scuola sostenuta economicamente dal governo deve approntare un comitato organizzativo interno (School Management Committee, Smc) con valore legale separato da quello delle istituzioni educative (Sponsoring bodies, Sb).
I Vescovi Italiani con il Papa “sempre e incondizionamente” Il Cardinale Angelo Bagnasco respinge le critiche al Pontefice
ROMA, lunedì, 23 marzo 2009 (ZENIT.org).- A nome e per conto dei Vescovi italiani, il Cardinale Angelo Bagnasco ha aperto a Roma i lavori del Consiglio Episcopale Permanente sottolineando che “la migliore tradizione del nostro cattolicesimo” è quella di “stare con il Papa, sempre e incondizionatamente”.
 

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domenica, 26 aprile 2009

FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU – “SICILIA INDIPINNENTI”

FRONTE NAZIONALE SICILIANO –“SICILIA INDIPENDENTE”

 

 

- SIKRITARIA NAZZIUNALI-

 

 

NOTA STAMPA & DI RICORDO UMANO E POLITICO

 

RAIMONDO CUSIMANO, IL FILOSOFO

CHE PREDICAVA L'INDIPENDENTISMO

 IN LINGUA SICILIANA

 

 

    Raimondo Cusimano è morto il 23  aprile del 1988 a circa 56 anni, nel pieno della sua maturità politica , culturale e professionale.

     Si era iscritto al Fronte Nazionale Siciliano – “ Sicilia Indipendente” fin dai primissimi giorni della sua fondazione. Allora era uno dei sarti più famosi di Palermo,  e fra i suoi clienti annoverava esponenti dell'aristocrazia palermitana, intellettuali, professionisti e gente comune.

Aveva, fra le tante,  una caratteristica del tutto particolare.: dialogava con i suoi clienti su tutti gli argomenti di attualità, dai grandi eventi internazionali , ai fatti di cronaca minori.

Dava la sua opinione e ascoltava con interesse le opinioni altrui. Non mancava di dilungarsi su questa o su quella teoria filosofica; non trascurava di addentrarsi in analisi politiche ed economiche. Non dimenticava mai al momento opportuno di affrontare la QUESTIONE SICILIANA e di tentare di convincere il proprio cliente ad aderire all 'F.N.S.. Sì perchè  per lui il "cliente", a prescindere da ogni interesse professionale e commerciale, era soprattutto un  FRATELLO SICILIANO , che doveva essere consapevole ed orgoglioso della propria identità nazionale.E doveva anche essere UN CITTADINO CON IL DOVERE MORALE DI OCCUPARSI DI POLITICA, nel senso più alto del significato del termine: ED era il" suo" INTERLOCUTORE, a prescindere dal tempo che il dialogo si portava via e a prescindere dall'abito di volta in volta commissionatogli.

Nessun complesso d'inferiorità,nessuna pietà per le idee che fino a quel momento il cliente-interlocutore aveva professato, o per il partito nel quale quest'ultimo militava o aveva incarichi di responsabilità....quasi mai il cliente se ne andava.

E comunque gli interlocutori restavano affascinati dalla eloquenza e dalla ricchezza culturale, dallo spirito umanitario, dalla forte ed onesta SICILIANITA' che coglievano  dalle parole di quel simpatico "filosofo- rompiscatole" che dimostrava di avere una cultura profonda,paragonabile soltanto a quella dei grandi Filosofi della Magna Grecia.

E tutti, -anche gli Addetti ai lavori della materia di volta in volta affrontata,- restavano affascinati dal fatto che RAIMONDO si esprimesse quasi totalmente in LINGUA SICILIANA.

Ed in Siciliano traduceva anche la terminologia scientifica, per la quale, allora come oggi, si usava l'Inglese.

Questo particolare linguistico e le grandi qualità umane che possedeva, consentiva a Raimondo di parlare degli stessi argomenti con la gente più semplice e priva di cultura scolastica.Nelle piazze, nelle strade ,nei vicoli,nei mercati,nei posti di lavoro nelle grandi e piccole CITTA' della Sicilia. Sempre con successo.

 In Siciliano faceva persino i comizi per le campagne elettrali dell'FNS.In queste occasioni sfoderava una forte grinta ed anche, quando coglieva qualche occasione propizia, una grande VIS COMICA, non priva di AUTOIRONIA.-

                                        ****

 

I giovani indipendentisti dell'FNS lo stimavano e lo volevano bene. Lo consideravano uno di loro.

Raimondo accettava volentieri che si instaurasse con lui un clima cameratesco e goliardico anche.

Alla condizione però che il tutto fosse inquadrato in un più ampio discorso di attivismo e di attivismo militante.

    Fra i Giovani militanti dell'FNS , Raimondo privilegiava la collaborazione e lo scambio di idee, il dialogo, con un giovane intellettuale , Fabio Cannizzaro, studioso, serio  ed impegnato,anche al di fuori del Partito.

Non furono poche le iniziative di carattere culturale , politico o sindacale nelle quali RAIMONDO si avvaleva dell'aiuto e della collaborazione di Fabio. E viceversa.

                           ****

Fra le benemerenze di Raimondo Cusimano va ricordata la costituzione di una grande Cooperativa sartoriale, che diede lavoro a diversi , qualificati,operatori del settore.

  Per portare a compimento questa iniziativa di grande respiro sociale Raimondo, con il fratello Benedetto, rinunciarono a gran parte del guadagno che la loro sartoria privata aveva fin a quel momento assicurato agli stessi perchè basata su quel rapporto personale cui ho fatto cenno. Ma Raimondo non viveva per il denaro. Si sentiva appagato diaver realizzato, seppure a costo di grandi sacrifici, una iniziativa produttiva a carattere sociale. Nonostante le difficoltà e la sorte avversa.

                           ******

 

Non aggiungo altro, anche perchè è intenzione di Fabio Cannizzaro di ricordare più ampiamente in un incontro seminariale di FOCUS TRINAKRIA la figura e l'opera di Raimondo CUSIMANO.

<< CUSIMANO è stato il nostro piccolo SOCRATE ed è stato anche un tenace e valido attivista dell'FNS. Abbiamo il dovere di raccoglierne e salvare le idee espresse nelle varie circostanze e di tramandarne la memoria alle giovani generazioni.>>

Ed è questo un dovere al quale tanto FOCUS TRINAKRIA che 'u FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU – “SICILIA INDIPINNENTI” adempiranno con lo spirito di servizio e con l'entusiasmo, dei quali Raimondo CUSIMANO  ci ha dato prova ed esempio.

 

Palermu 26 Aprile 2009

                                    

 

 Giuseppe Scianò

Segretario Politico F.N.S.

 

FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU- “SICILIA INDIPINNENTI”

FRONTE NAZIONALE SICILIANO - “SICILIA INDIPENDENTE”

 

Via Brunetto Latini n° 26 – 90141 Palermo

Tel. 091 329456 – 091 7815664 -

 

 

Internet: www.fns.it - E-mail: fnsnews@alice.itfnsme@yahoo.it

 

Blog: http://siciliaindipendentefns.blogspot.com

 

 

 

 

<< Nella lotta che abbiamo iniziato che sarà dura perché – certamente – i corruttori ed i corrotti scaglieranno tutto il loro livore contro di noi, saremo sorretti dalla collaborazione degli uomini onesti.

Il nostro cammino sarà lungo, ma la vittoria non potrà non arriderci. L’indipendenza della Sicilia, diritto indiscutibile del nostro Popolo, sarà il punto di arrivo della nostra azione ma, nel contempo, costituirà il punto iniziale dell’elevazione economica morale e sociale della Sicilia tutta. >>

 

Antonino Scalisi

 

Citazione da un intervento del primo Segretario

du F.N.S. del 06 febbraio 1966

 

 

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domenica, 26 aprile 2009
FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU – “SICILIA INDIPINNENTI”
FRONTE NAZIONALE SICILIANO –“SICILIA INDIPENDENTE”
 
 
- CUMITATU MISSINISI-
 
 
UNA RIFLESSIONE CRITICA  SUL FUTURO SOCIALE E QUINDI POLITICO DELLA CITTA’ DI SANTA AGATA DI MILITELLO DEGLI INDIPENDENTISTI DU CUMITATU MISSINISI DU FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU – “SICILIA INDIPINNENTI”
 
 
‘U Cumitatu Missinisi du Frunti Nazziunali Sicilianu – “Sicilia Iindipinnenti” valuta politicamente in modo negativo quanto anche indicativo il trend che si può rilevare nelle forme di aggregazione politica venutesi a determinare, in prossimità delle prossime elezioni comunali, nella città di Santa Agata di Militello.
Premesso che i candidati alla carica di Primo Cittadino possono e sicuramente avranno, non ne dubitiamo, diverse ed anche inespresse virtù, tra cui non riteniamo però spicchino quelle della novità e neppure della discontinuità rispetto ai dati e noti modelli di riferimento politici.
Ragionando su ciò, senza livori, ci è capitato di dovere e potere constatare che questi “Orazi e Curiazi”, in realtà capofila di due schiere l’una contro l’altra armate , si scontreranno invocando ed evocando due concezioni amministrative apparentemente diverse. Ma a ben riflettere sarà davvero così?
Poste le premesse inestricabili dettate dalle storie politiche espresse personalmente dai candidati e analizzati, appunto, gli schieramenti in campo, crediamo di poter verosimilmente pensare che esistono realmente, concretamente meno differenze politiche di quelle che si vorrebbe far credere.
A ben vedere, anche i modelli sociali di riferimento hanno scarti minimi e minimali.
E’ inutile dunque tacere che i due  competitori lanciati alla carica di Sindaco di Santa Agata di Militello hanno più punti di contatto che di dissomiglianza.
E’ ciò un bene o un male? Noi du Cumitatu Missinisi du Frunti Nazziunali Sicilianu – “Sicilia Iindipinnenti” crediamo sia comunque un dato non virtuoso, specie in un momento sociale, economico e politico in cui la città sarà chiamata ad affrontare molte diverse sfide anche comprensoriali.
I dati, ad oggi, sembrano timidamente iniziare ad attestare che la sfida, elettorale ed elettoralistica, sarà dura ma che proprio in virtù di ciò il vero convitato di pietra sarà l’assenza di reale confronto tra diversi modelli etici e politici di sviluppo riguardo il futuro di Santa Agata di Militello.
E’ verosimile pensare che mancherà qualsivoglia probabile discontinuità che non sia legata ai fatti personali, personalistici tipici dell’elettoralismo più spicciolo.
Tutto ciò è il vero elemento che rischia di caratterizzare la competizione elettorale santagatese determinando come risultato una sorta di “appiattimento” che , anche involontariamente,priverà i Santagatesi, tutti i Santagatesi, della, di una possibile, talvolta auspicata, alternativa che non sia mera alternanza.
Và subito detto, scritto,a proposito, che tutto ciò oggi non è tanto o solo frutto dell’imprudenza di chi gestisce il potere civico o di chi ne condivide comunque, di fatto, le prassi quanto più e peggio di TUTTI COLORO che avevano e hanno l’onere e l’onore di essere opposizione a questi modelli e che ciò non hanno voluto o saputo fare, rendendosi incapaci anche di pensarsi e pensare alternative credibili e reali a questi modelli dati e vigenti.
E’ a tutti nota la scelta operata, ad esempio, dal Pd santagatese di operare un affinamento/apparentamento diremo eufemisticamente “originale”. Lasciamo poi ad ognuno, se ne ha tempo e voglia, di valutare quale possa essere e quale sarà di fatto l’impatto che scelte simili e similari possono avere su ampi settori dell’opinione pubblica cittadina.
Ma la critica non è rivolta solo al Pd, se infatti Atene piange, Sparta non ride.
Ovvero dove  si pongono o posizionano in questo quadro Socialisti, Verdi, Comunisti e altri possibili ramificazioni da questi discendenti? Chiediamo loro dove siete? Esistete ancora a Santa Agata di Militello?
Diciamo ciò senza livore né alcun indugio a sadica soddisfazione e soprattutto lo diciamo perché notiamo e constatiamo che la percezione è che a Santa Agata non esista più nulla che possa essere anche solo lontanamente paragonato ad una opposizione sociale e politica.
Scriviamo ciò non a cuor leggero, consci che è cosa ben triste da osservare.
Quanto a Noi indipendentisti, progressisti, du Cumitatu Missinisi F.N.S. non ci nascondiamo dietro un dito.
Attualmente Noi a Santa Agata di Militello rappresentiamo solo un punto di vista generoso quanto incerto. Non possiamo certo considerarci, al momento, forza elettorale ma possiamo, dobbiamo e dovremo sempre più, in futuro, se i nostri simpatizzanti cittadini vorranno, divenire , in “vacanza” altrui, l’espressione di quella reale, vera opposizione che in città manca.
Ci sottraimo, non ce ne vorrete, al mai come oggi tautologico TOTO-ELEZIONI e diciamo a tutti  che dal momento successivo alla proclamazione del “nuovo” Sindaco e del rinnovato Civico Consesso sarà il momento di cominciare a vigilare perché scenari come quello d’oggi siano a Santa Agata di Militello solo un ricordo speriamo presto sbiadito.
 
CUMITATU MISSINISI
DU F.N.S.
 
 
Missina, 26/04/2009
 
 
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<< Nella lotta che abbiamo iniziato che sarà dura perché – certamente – i corruttori ed i corrotti scaglieranno tutto il loro livore contro di noi, saremo sorretti dalla collaborazione degli uomini onesti.
Il nostro cammino sarà lungo, ma la vittoria non potrà non arriderci. L’indipendenza della Sicilia, diritto indiscutibile del nostro Popolo, sarà il punto di arrivo della nostra azione ma, nel contempo, costituirà il punto iniziale dell’elevazione economica morale e sociale della Sicilia tutta. >>
 
Antonino Scalisi
 
Citazione da un intervento del primo Segretario
du F.N.S. del 06 febbraio 1966
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sabato, 25 aprile 2009
FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU – “SICILIA INDIPINNENTI”
FRONTE NAZIONALE SICILIANO –“SICILIA INDIPENDENTE”
 
 
- SIKRITARIA NAZZIUNALI-
 
 
 
 
Komunikatu Stampa FNS - Comunicato Stampa FNS
 
25 APRILE 2009. RICORRE IL SESSANTAQUATTRESIMO ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE DELL'ITALIA DAL NAZIFASCISMO.
L'FNS SI RICONOSCE NEI VALORI DELLA RESISTENZA, MA PUNTUALIZZA CHE QUELLA DEL 1945 IN SICILIA E' UNA STORIA DEL TUTTO DIVERSA.
 
     Gli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu si riconoscono nei valori e negli ideali più nobili che ,- in occasione della ricorrenza del 25 APRILE, - da più parti si vogliono celebrare. Meglio se senza retorica e senza reticenze. E nello spirito più  sincero di concordia e di fraternità.Nel rispetto- ovviamente -  della memoria di TUTTI I MARTIRI E DI TUTTE LE VITTIME.
      Sono tuttavia doverose ed opportune, da parte siciliana, alcune puntualizzazioni, che peraltro nulla tolgono ai contenuti ed alle finalità delle celebrazioni in corso.
      Si tratta infatti di precisazioni mirate al ripristino  della VERITA' e al recupero della MEMORIA STORICA  interessanti gli ACCADIMENTI SPECIFICI che in quel periodo coinvolsero il POPOLO SICILIANO. E SOLTANTO il POPOLO SICILIANO.
      Innanzi tutto va ricordato che la lotta armata contro  la Repubblica Sociale Italiana (Repubblica di Salò) e contro le formazioni e le strutture  nazi-fasciste, nonchè contro l'Esercito Tedersco , da parte dei Partigiani Italiani,era avvenuta ed avveniva in quel periodo (anni 1944 e 1945) quasi esclusivamente nel Centro e nel Nord Italia. Nell' ALTA ITALIA, come si diceva. Ciò ovviamente non significa che numerosi Siciliani, portando con sè le doti di umanità che li avevano contraddistinti e che li contraddistinguono, non  venissero pure coinvolti, dall'una e dall'altra parte, per il fatto stesso che si trovassero in quei luoghi, quasi mai per propria volontà. Contro l'occupazione tedesca e contro il Nazifascismo tutto, fu fondamentale, in quella lotta, l'intervento, non sempre esaltato come avrebbe meritato, dell'Esercito Italiano di Liberazione.
     In Sicilia-accennavamo- le cose andarono in modo nettamente diverso .Diverse pure le parti in causa. E non solo nel 1945. Anche prima. La STORIA è lunga. Cerchiamo di semplificarla al massimo.
     Qui,infatti,alle prime luci dell'alba del 10 luglio 1943, due fra le più grandi flotte militari dell'epoca, la Britannica e la Statunitense, conversero sulle coste siciliane nell'ambito dell'operazione HUSKY e vi sbarcarono due armate rispettivamente comandate dai generali MONTGOMERY e PATTON. Fu il più grande sbarco"anfibio" del secolo ventesimo. Vi fu qualche reparto dell'Esercito italiano che tentò di contrastare l'invasione. Anche l'esercito tedesco fece del suo meglio per ostacolare l'avanzata dei "Liberatori". Vi furono vittime civili uccise dagli Alleati in entrata e vittime civili uccise per rappresaglia dai soldati tedeschi in ritirata. Le vere battaglie - come abbiamo accennato, - furono combattute dagli Eserciti regolari in campo. L'invasione della Sicilia non fu per alcuno una passeggiata. Fu un'impresa ardua con migliaia di morti e di feriti. E con migliaia di prigionieri.
   Il tutto si compì però in trentotto giorni complessivamente. Ed esattamente dal 10 luglio al 17 agosto 1943. Data,questa,nella quale l'ultimo soldato dell'esercito tedesco, peraltro in ottimo ordine, aveva già lasciato la Sicilia.
   Ci permettiamo di ricordare,non senza emozione, che fino a pochi giorni prima dello "sbarco" delle Truppe Alleate (Anglo-Americane) le città, i paesi, i centri abitati della Sicilia erano stati quasi tutti letteralmente massacrati dai bombardamenti a tappetto delle flotte aeree dei "Liberatori", che avevano seminato morte e distruzione ovunque anche per agevolare il loro sbarco, programmato da tempo.
I danni di quei bombardamenti sono in gran parte visibili ancora oggi. Mentre si è tentato e si tenta di ignorare e talvolta di  dimenticare le  migliaia e migliaia di vittime dei bombardamenti. Anche per non oscurare l'immagine complessiva  dei Liberatori-Vincitori della Seconda Guerra Mondiale.
     Il Popolo Siciliano- ancora prima dello Sbarco- aveva ritrovato, dignità, progettualità politica e speranza di Riscatto e di Rinascita nella LOTTA DEMOCRATICA e POPOLARE per l'INDIPENDENZA della SICILIA.  Il Movimento Separatista, guidato soprattutto da ANDREA FINOCCHIARO APRILE, fu  forse l'UNICO a "lanciare" messaggi e documenti politici di grande spessore, a rimboccarsi le maniche  e a fare ai Dirigenti dell'AMGOT richieste adeguate ai bisogni del Popolo Siciliano.
  Non ebbe vita facile, soprattutto dopo l'ARMISTIZIO di CASSINO e dopo che il REGNO D'ITALIA guidato da BADOGLIO era diventato COBELLIGERANTE degli ALLEATI e dei LIBERATORI.
      Il 19 ottobre del 1944 era avvenuta a PALERMO la STRAGE DI VIA MAQUEDA ; il 31 Marzo del 1945 il COMITATO PER LA INDIPENDENZA DELLA SICILIA, presieduto sempre da Andrea Finocchiaro Aprile ( che peraltro aveva già dichiarato la decadenza della Monarchia Sabauda, spiazzando tutti) aveva inviato un MEMORANDUM alla CONFERENZA DI SAN FRANCISCO con cui si reclamava il Diritto del Popolo Siciliano a pronunziarsi in un REFERENDUM sulla Indipendenza della Sicilia . Nelle piazze e nelle strade di Sicilia la stragrande maggioranza dei Siciliani si era mobilitata per reclamare l'Indipendenza della Sicilia. Nei Boschi di Cesarò e di Bronte si era già formato il primo embrione dell'Esercito Volontario per l'Indipendenza della Sicilia,comandato da MARIO TURRI (pseudonimo del Prof.Antonio CANEPA, ex dirigente partigiano e docente dell' Università di CATANIA). Ed il cui "CAMPO" era indicato pure nella segnaletica stradale.
    Insomma ,alla data del 25 aprile 1945, il Popolo Siciliano , perseguitato ed oppresso, continuava a battersi fra mille difficoltà, ma in modo determinato , per ottenere che in Sicilia si applicassero i principi proclamati dalla SOCIETA' DELLE NAZIONI agli inizi della guerra contro Hitler ed i suoi alleati, e  che coincidevano perfettamente con alcune importanti  rivendicazioni, tipiche del Sicilianismo forte e puro (fra i quali quelli all'AUTODETERMINAZIONE, alla INDIPENDENZA,alla GIUSTIZIA, alla LIBERTA',al PROGRESSO,alla MIGLIORE QUALITA' DELLA VITA, alla RIAFFERMAZIONE DELLA PROPRIA IDENTITA' NAZIONALE, al RITORNO NEI CONSESSI INTERNAZIONALI ecc.) .
   Si trattava di Diritti severamente VIETATI e non solo dal Governo fascista, appena sconfitto, ma anche da tutti i precedenti Governi italiani dal 1860 in poi. Diritti che paradossalmente - in quegli anni- venivano NEGATI, spesso ricorrendo alla forza e alla repressione, dai Governi Italiani POST-FASCISTI ed ANTIFASCISTI ( Governi di :Pietro BADOGLIO,Ivanoe BONOMI,Ferruccio PARRI, Alcide DE GASPERI ecc.).
Ci sembra altrettanto doveroso ricordare che  che, qualche mese dopo il 25 aprile del 1945 (ed esattamente il 17 giugno 1945) , a Randazzo ,in contrada MURAZZU RUTTU, sarebbe avvenuto l'ECCIDIO nel quale restarono uccisi Antonio CANEPA, Carmelo ROSANO e Giuseppe LO GIUDICE.    
   Non aggiungiamo altro, se non per riaffermare la nostra fede nella verità, nella giustizia e nel rispetto dei Diritti fondamentali del Popolo Siciliano, della Nazione Siciliana, nella nuova cultura  di pace , di progresso, di democrazia, di fratellanza e di collaborazione fra i Popoli del Mediterraneo, dell'Europa e del Mondo. Una cultura ed una scelta di vita  che da più parti si auspicano anche  per non ricadere negli orrori del passato.-.. 
 
Palermo, 24 Aprile 2009
 
              IL SEGRETARIO POLITICO FNS
                   GIUSEPPE SCIANO'
                   (scianogiuseppe@libero.it)
 
 
 
 
 
Si ringrazia per la cortese attenzione.
L'ADDETTO ALLA COMUNICAZIONE E ALLE P.R.
      (GIOVANNI BASILE )
 
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Il nostro cammino sarà lungo, ma la vittoria non potrà non arriderci. L’indipendenza della Sicilia, diritto indiscutibile del nostro Popolo, sarà il punto di arrivo della nostra azione ma, nel contempo, costituirà il punto iniziale dell’elevazione economica morale e sociale della Sicilia tutta. >>
 
Antonino Scalisi
 
Citazione da un intervento del primo Segretario
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sabato, 25 aprile 2009
siciliaindipendentefnstrapani
Blog degli Indipendentisti Trapanesi du Frunti Nazziunali Sicilianu – “Sicilia Indipinnenti”
 
 
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Vi inviamo i riferimenti agli ultimi post editati dal nostro blog e leggibili liberamente all'indirizzo: hhtp://siciliaindipendentefnstrapani.blogspot.com
 
 
 
venerdì 24 aprile 2009
Un "esercito" di pignorati...
...è il titolo di un articolo apparso nell'inserto su Trapani de "La Sicilia" martedi 17 febbraio 2009…
 
 
 domenica 19 aprile 2009
Perche’ gli Indipendentisti du Frunti Nazziunali Sicilianu– “Sicilia Indipinnenti” non partecipano alla manifestazione...
...contro il G8 che si svolgera’ nella nobile citta’ siciliana di Siracusa
 
 
 
Si ringrazia per la cortese attenzione.
 
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sabato, 25 aprile 2009

Redazione Siciliantagonista <siciliantagonista@siciliantagonista.org>
a
data25 aprile 2009 9.42
oggetto[News Siciliantagonista.org] Zetalab non si tocca

nascondi dettagli 9.42 (8 ore fa) Rispondi

 

Firmiamo l'appello e inoltriamo il comunicato a tutti i nostri contatti:

Zetalab non si tocca
Oggi, mercoledì 22 aprile, è stata comunicata al Laboratorio Zeta una
inginuzione di sgombero.
Lo IACP (Istituto Autonomo Case Popolari) proprietario dell’immobile, nel
2002, mentre era in corso una vertenza da parte del Laboratorio Zeta (poi
interrotta dallo stesso Istituto), emana un bando per l’assegnazione
deilocali. Il bando viene vinto da tale Associazione Aspasia che, venendo
a conoscenza dello stato di occupazione di via Boito 7, denuncia alla
magistratura lo IACP. Pochi giorni fa è arrivato un provvedimento di
condanna dello IACP, e l' ingiunzione di sgombero. Le operazioni si sono
conclusa con la presa d'atto dell'impossibilità a procedere. Lo IACP si è
impegnato a convocare un tavolo con tutte le parti coinvolte. Lo sgombero
è stato rinviato al 22 giugno.
A partire da tale atto il civico di via Boito 7 è sotto sfratto.
Quella di Zeta è una storia collettiva, che sta dentro i percorsi di
democrazia partecipata e di difesa dei diritti sociali che hanno segnato
la nostra città negli ultimi dieci anni.
La storia del Laboratorio Zeta è la storia di quanti in questi anni hanno
condiviso, sostenuto e accompagnato questo percorso politico, per un
tratto breve o lungo, per una sera o per anni interi contribuendo alla sua
trasformazione.
Dal 20 marzo 2001, quello che era uno stabile abbandonato è stato
trasformato in uno spazio pubblico, divenendo laboratorio di
sperimentazione culturale e di partecipazione sociale e politica in prima
linea nelle lotte per il diritto alla casa, la difesa dei beni comuni, i
diritti dei migranti, la denuncia del sistema di potere
affaristico-politico-mafioso che governa la città.
In questi 8 anni abbiamo prodotto e ospitato laboratori e spettacoli
teatrali, presentazioni di libri e di video, concerti, rassegne
cinematografiche, seminari, dibattiti, mostre fotografiche e pittoriche,
corsi di informatica, corsi di italiano per stranieri, ecc... E' attiva
una biblioteca con più di 2000 volumi.
Dal marzo 2003 ha preso vita un'esperienza di cogestione abitativa. Questa
esperienza nasce dall’incontro con un gruppo di richiedenti asilo
sudanesi, insieme ai quali è stato intrapreso un percorso di
rivendicazione dei diritti dei migranti.
Lo Zeta è così diventato un punto di riferimento, stabile o di passaggio,
per centinaia di migranti di ogni nazionalità che hanno collaborato alla
trasformazione e alla gestione degli spazi, sperimentando una forma di
accoglienza lontana da logiche paternalistiche ed assistenziali. In
quest’ottica nel 2006 abbiamo lanciato una campagna di solidarietà, che
grazie ad una sottoscrizione popolare, ha consentito l’autorecupero e la
ristrutturazione degli spazi abitativi (bagni, lavanderia, cucina).
Nell’assenza totale di politiche di accoglienza da parte
dell’Amministrazione, lo Zeta è l’unico spazio di accoglienza laico della
città, ruolo ipocritamente legittimato dalle stesse istituzioni che, pur
non riconoscendolo ufficialmente, lo hanno inserito nell’elenco dei
servizi agli immigrati presenti sul territorio.
Gli attacchi susseguitisi nell'ultimo anno ad esponenti del movimento e al
comitato di lotta per la casa sono segnali che vanno nella stessa
direzione, quella del tentativo di azzeramento dei conflitti sociali e
della normalizzazione di una città che è tutt'altro che normale.
Sono tutte questioni non tecnico-giuridiche, ma politiche e sociali.
Ciò che è in gioco non è la destinazione d'uso di un posto, ma la quota di
democrazia di una città.
Zetalab non si tocca
Laboratorio Zeta - Palermo - 21/4/2009

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