FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU – “SICILIA INDIPINNENTI”
FRONTE NAZIONALE SICILIANO –“SICILIA INDIPENDENTE”
- Sikritaria Nazziunali -
COMUNICATO STAMPA F.N.S. – KUMUNICATU STAMPA F.N.S.
SOLIDARIETÀ ALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE ED AI CITTADINI DI LAMPEDUSA.
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NON SI PUO’ E NON SI DEVE TRASFORMARE IN “MEGA-CENTRO DI ACCOGLIENZA” UN’ ISOLA CHE È UN POLO TURISTICO ESEMPLARE E TRAINANTE.
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L’ESEMPIO DI ZAPATERO, CHE NESSUNO CRITICA, DEVE INSEGNARE QUALCOSA.
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«Gli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu esprimono solidarietà al Sindaco, all’Amministrazione ed ai cittadini di Lampedusa in lotta per difendere la propria esistenza, la propria identità e la propria qualità della vita, nella propria Isola, che è e deve rimanere un polo turistico esemplare, trainante ed ammirato – in quanto tale – da tutti i turisti d’Europa». Ha dichiarato il Segretario Politico del Partito Giuseppe Scianò, nel corso di un assemblea spontanea di iscritti e di simpatizzanti svoltasi a Palermo. «Ribadiamo che siamo sostenitori della cultura dell’accoglienza e della solidarietà». Ha continuato. «Affermiamo, però, con chiarezza che siamo nettamente contrari alle manovre di quanti considerano le Isole Pelagie oggetto passivo delle loro manovre politiche a breve, media e a lunga scadenza»
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Nonostante la spontaneità della riunione i lavori sono stati comunque intensi e ben coordinati dal Presidente dell’ F.N.S., Prof. Corrado Mirto, il quale ha auspicato un maggiore coinvolgimento della Regione Siciliana nella vicenda, esprimendo “apprezzamento”, in linea di principio, per l’intervento effettuato dal Presidente Raffaele Lombardo, al quale ha rivolto l’invito «a recuperare il tempo, le responsabilità e gli spazi istituzionali perduti dai Governi Regionali che si sono succeduti in Sicilia dal 1947 ad oggi, fatte salve ovviamente le pochissime eccezioni rimaste purtroppo senza storia.».
Scianò proseguendo nella propria relazione, ha stigmatizzato il fatto che non si sia tratto, in materia di “immigrazione clandestina” (sarebbe meglio dire”immigrazione abusiva”), dall’esempio di Zapatero, che peraltro la sinistra italiana e quella internazionale non hanno sostanzialmente contestato. Non diciamo che il rigore del Capo del Governo Spagnolo vada seguito o imitato in toto, ma qualcosa, questa volta, la classe politica italiana e quella siciliana devono imparare, se non altro per valutare meglio la gravità del fenomeno delle migrazioni di massa. Fenomeno nuovo ed eccezionale, che richiede misure eccezionali. Misure non disgiunte, - soprattutto dal punto di vista di Noi che siamo siciliani di lunga memoria – dal rispetto dei Diritti dell’Uomo e dalla pratica della solidarietà». «Non trascuriamo altresì – ha rimarcato il Segretario FNS – il fatto che le invasioni sono invasioni. E che, nel caso specifico di Lampedusa, ci troviamo nel bel mezzo di invasioni che si susseguono e che le forze politiche italiane, di governo e di opposizione, vogliono ad ogni costo legittimare a spese della popolazione locale, proprio perché questa è “minoritaria” anche dal punto di vista elettorale».
«Ed è stato, in qualche modo, “leghista-dipendente”» «Queste forze politiche sbagliano perché come ha ribadito più volte il Sindaco De Rubeis, a nome di tutti i Lampedusiani, “Lampedusa non è in vendita”»
«Sia chiaro, al riguardo, che, per noi Indipendentisti FNS, le Isole Pelagie sono anhe la punta avanzata della Nazione Siciliana nel Mediterraneo.
Non le lasceremo sole. Mobiliteremo, sul piano culturale, politico, morale e giuridico (e senza finalità elettoralistiche) tutta la Sicilia consapevole di se stessa.
Mobiliteremo anche i Siciliani della diaspora a difesa di diritti all’esistenza delle Comunità di Lampedusa e di Linosa».
«E per sensibilizzare al riguardo l’opinione pubblica europea e quella mondiale, oggi disinformate».
«In questo contesto l’FNS rilancia – nell’immediato e nel “possibile” – la propria proposta di prevenire e di evitare altri sbarchi utilizzando “navi-ospedale”, che, al largo delle coste siciliane, soccorrano ed accolgano preventivamente e momentaneamente i “migranti” in pericolo di naufragio (a prescindere dal fatto che il “naufragio” sia o meno programmato)e li riportino nelle località di partenza o, - quando ciò è impossibile o troppo difficile, li sistemino in adeguati centri di permanenza temporanea, individuati dall’O.N.U. o dalla U.E. “Luoghi” che ovviamente non possono e non devono coincidere con Lampedusa, Linosa o altre isole (cosiddette minori) o con altre località della Sicilia, dell’Arcipelago Siciliano tutto».
«NO! I centri di accoglienza veri e propri e adeguatamente “attrezzati” devono essere ubicati nul Continente». «Meglio se in Padania».
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Scianò si è poi soffermato su alcuni aspetti particolari del problema, sottolineando come la massa di immigrati, tutt’altro che clandestini, ed illegali ed abusivi (a tutti gli effetti), oggi riesca a scalzare e a sostituirsi a quanti vorrebbero venire in Europa legalmente e nel quadro di una immigrazione autorizzata. «Ed è, questa, una ingiustizia, una guerra fra poveri alle quali i Paesi ospitanti dovrebbero porre fine. Anche a prescindere dal caso Lampedusa che rimane il più grave ed il più emblematico».
Il Segretario FNS ha infine concluso il proprio intervento affermando: «Dobbiamo mettere il dito sulla piaga delle mafie che vengono coinvolte nell’organizzazione e nell’attuazione dei viaggi della speranza di tanta povera gente. Anche questo aspetto del fenomeno viene minimizzato, così come viene minimizzato un altro fenomeno che va diffuso ed ampliato: il pericolo di infiltrazioni di terroristi».
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Appaiono patetici, altresì i tentativi di dare ad altri Stati Mediterranei quei compiti di Polizia e di Vigilanza che la Repubblica Italiana non vuole o non può assolvere da sé.
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Interessanti al riguardo gli interventi di Giancarlo Alagna, di Giovanni Basile, di Giuseppe Sorrentino e di Rosalia D’Antoni, che hanno denunziato le gravissime responsabilità omissive, trasversali e specifiche della “classe” politica “regionale”. La quale ultima non ha mai saputo e voluto avvalersi delle prerogative in materia di ordine pubblico e di polizia previste dallo Statuto Speciale Siciliano per il Presidente e per la giunta di Governo. E “catastrofiche” sono state soprattutto le carenze di cultura politica che hanno consentito immissioni politiche colonialiste. A Lampedusa come in tutta la Sicilia.
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«Non va sottovalutata – hanno ribadito i partecipanti all’assemblea - la gravità della manifestazione non autorizzata e quindi illegale, che i migranti abusivi hanno inscenato, qualche giorno fa, nel centro di Lampedusa. E che solo il buon senso degli Amministratori e dei Cittadini è riuscita ad incanalare senza incidenti verso l’ “esaurimento” pacifico della protesta. Ma il fatto è gravissimo in sé. E costituisce un precedente, che potrebbe ripetersi nelle stagioni turistiche. Niente minimizzazioni politiche, quindi. Si tratta di un problema in più».
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L’ assemblea FNS ha concluso i propri lavori rinnovando forte e sincera solidarietà al Sindaco all’Amministrazione e alla Cittadinanza di Lampedusa in lotta per la propria sicurezza, per la propria esistenza e per il proprio avvenire, contro ogni tipo di strumentalizzazione. Un chiaro No alla trasformazione di fatto e di diritto di Lampedusa in mega centro di accoglienza!.
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Anche la vaga promessa dell’istituzione del “porto” franco o del “punto franco” a giudizio dell’FNS, lascia il tempo che trova, perché appare come un ulteriore tentativo di mutare di destinazione l’Isola e di disegnare un progetto economico che immetterebbe interessi ed obiettivi globali diversi da quelli ai quali Lampedusa è vocata.
Interessi, quelli proposti, che cadrebbero inesorabilmente in mano a persone e a gruppi di potere estranei alla realtà locale. E che, oggi, potrebbero sostituirne la popolazione qui nata o residente. Insomma: si proporrebbe un'altra “invasione” quella degli speculatori, che potrebbe non escludere l’altra dei “migranti”.
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I troppi, grossi, ostacoli alla (soluzione dei problemi di Lampedusa) potrebbero indurre a compromessi o peggio alla rassegnazione? “NO!” dicono gli Indipendentisti FNS. «Questi ostacoli sono motivi in più per battersi con maggiore impegno per la legalità, per la libertà, per la crescita politica, economica, sociale e culturale, tanto di Lampedusa che di tutta quanta la Sicilia».
Palermo, 28/01/2009
L’Addetto alla Comunicazione e alle PR
(Giovanni Basile)
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<< Nella lotta che abbiamo iniziato che sarà dura perché – certamente – i corruttori ed i corrotti scaglieranno tutto il loro livore contro di noi, saremo sorretti dalla collaborazione degli uomini onesti.
Il nostro cammino sarà lungo, ma la vittoria non potrà non arriderci. L’indipendenza della Sicilia, diritto indiscutibile del nostro Popolo, sarà il punto di arrivo della nostra azione ma, nel contempo, costituirà il punto iniziale dell’elevazione economica morale e sociale della Sicilia tutta. >>
Antonino Scalisi
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