giovedì, 31 luglio 2008
[News Siciliantagonista] Appello No al Ponte & Grave episodio razzista a Siracusa
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Vogliamo rendervi partecipi di due situazioni completamente diverse una dall'altra ma che entrambe riguardano la Sicilia da vicino.
Il primo comunicato è un appello per la ricostruzione del movimento contro il Ponte sullo Stretto, l'altro riguarda invece un episodo di intolleranza verso alcuni migranti presenti in un centro di accoglienza a Siracusa, verificatosi nella notte tra il 27 e il 28 Luglio.
Vi invitiamo solo a leggere e a riflettere su quanto scritto.
Grazie.


Appello per la ripresa delle mobilitazioni contro la costruzione del Ponte sullo Stretto
Insieme abbiamo dato vita alla manifestazione del 22 gennaio 2006. Quella giornata segnò il punto di arrivo di un percorso più che decennale che a partire da una ristretta area di attivisti è giunto mobilitare decine di migliaia di persone ed ha fatto del movimento contro il ponte un laboratorio politico e sociale capace di far convivere al proprio interno anime molto differenti tra di loro. Fu probabilmente quella manifestazione a segnare il punto di svolta di un\'intera area politica (quella dell\'allora centro-sinistra) che fino a quel momento (si faccia eccezione per rifondazione comunista, verdi e comunisti italiani) si era mantenuta su posizioni in larga misura favorevoli all\'opera. Fu quella manifestazione a segnalare l\'avversione al ponte di una parte consistente dell\'opinione pubblica. Quel segnale venne raccolto sul piano elettorale e tradotto nella formula di \"opera non prioritaria\" nel programma del Governo Prodi (operazione che ha fermato la costruzione del ponte, ma che ha lasciato sul campo la Stretto di Messina Spa ed il contratto con il general contractor).
Oggi ci troviamo a dover nuovamente affrontare l\'offensiva dei fautori del Ponte. Sostenuti da Berlusconi, che ne ha sempre fatto una sua bandiera, e dal Presidente della Regione Sicilia Lombardo, che guarda evidentemente con grande interesse ai flussi finanziari che ne deriverebbero, i pontisti si apprestano se non proprio a costruirlo (rimangono, infatti, inalterati gli interrogativi dal punto di vista ingegneristico e del finanziamento) ad aprire un capitolo di spesa dentro il quale, di volta in volta, far confluire le risorse a disposizione per progettazione, sbancamenti, movimento terra, info-point ecc.
Va detto, peraltro, che sulla politica delle grandi opere si gioca in parte il futuro delle condizioni materiali di vita di tutti. L\'utilizzo dei fondi Fintecna (originariamente destinati alla costruzione del ponte e poi stornati dal Governo Prodi per opere infrastrutturali in Sicilia ne Calabria) per coprire i mancati introiti causati dall\'abolizione dell\'Ici sulla prima casa dimostra che i soldi per le grandi opere saranno ricavati dalla riduzione delle spese sociali (istruzione, sanità, servizi). Da questo punto di vista l\'agire nell\'ambito del generale Patto di Mutuo Soccorso tra le comunit‡ in lotta contro le devastazioni territoriali da un significato politico ulteriore alla nostra battaglia.
Facciamo, quindi, appello a tutti perché si rimetta in moto la mobilitazione contro il ponte, affinché si comincino a tessere nuovamente quelle relazioni virtuose che ci hanno consentito di fermarli la prima volta, per costruire un percorso di iniziative che ci porti a realizzare, magari proprio a gennaio prossimo, a tre anni di distanza, una nuova grande manifestazione.
RETE NO PONTE
Stretto di Messina
luglio 2008
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Un episodio di grave teppismo e di marca chiaramente razzista si è verificato nella notte tra domenica 27 e lunedì 28 luglio nel cortile parrocchiale sito alle spalle della chiesa di Bosco Minniti.
Vi stavano dormendo, quindi all'aperto, una decina di ragazzi provenienti dall'Africa.
Degli individui, arrivati con alcuni mezzi, dal lato di via Accolla li hanno fatti segno di lancio di oggetti contundenti: una decina di bottiglie di birra da 66cc, 19 pietre della grandezza di un pugno, una decina di cassette di legno tipo quelle che si usano per il commercio della frutta.
Purtroppo i ragazzi africani che stanno in parrocchia non hanno pensato di fermarne qualcuno o di prendere il numero delle targhe. Ma d'altra parte stavano per la maggior parte dormendo e quei criminali sono rimasti lì solo per il tempo del lancio di quegli oggetti, protetti, oltretutto, dalle piante rampicanti che circondano il cortile.
Per fortuna nessuno ha riportato ferite, solo qualcuno è stato colpito ma la protezione delle coperte ha evitato danni importanti.
Abbiamo ovviamente sporto denunzia ai carabinieri.
Con questo comunicato voglio segnalare un crescente clima di “fastidio” e un serpeggiante razzismo che si respira anche nella nostra città e che solo qualche giorno fa si è manifestato anche con un volantinaggio (senza firma) contro gli ospiti stranieri che da poco sono accolti in una struttura in via Polibio.
Sappiamo che questo clima negativo nei riguardi degli immigrati esplode nelle persone moralmente e intellettivamente più povere. Ma si sta comunque diffondendo pericolosamente, fomentato da atteggiamenti e parole che non ci si aspetterebbe da chi sta in alto ed ha responsabilità istituzionali ai vari livelli: dal più alto livello fino ai livelli locali.
Siamo preoccupati.
Sembra che ci sia un progetto teso a creare i presupposti di atti criminosi che poi accadono: contro i Rom, contro i Rumeni, contro gli immigrati, contro i docenti meridionali che lavorano al nord. Contro tutte le diversità, in un trionfo medievale degli steccati, di muri divisori, di chiusure morali e mentali.
Non abbiamo le prove dell’esistenza di questo progetto. Ma abbiamo molti indizi che, d'altra parte, sono sotto gli occhi di tutti coloro che hanno voglia di vedere.
Non è la prima volta che degli stupidi pericolosi rischiano di fare seriamente del male a chi abita nella parrocchia di Bosco Minniti. Forse sono gli stessi aspiranti criminali che qualche anno fa iniziarono con il recapitarmi il bossolo di un proiettile. Non fanno spaventare nessuno. Ma non è esaltante assistere al tramonto della nostra civiltà.
Padre Carlo
carlodantoni@libero.it


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martedì, 29 luglio 2008
MOVIMENTO PER L'INDIPENDENZA DELLA SICILIA
fondato nel 1943


- CUMUNICATU STAMPA -

CATANIA: ECCE GIUNTA! MA IL CONSIGLIO COMUNALE? GIOVEDÌ...FORSE

È infine giunto il momento anche per il sen. Stancanelli di rendere pubblici i nomi che comporranno la Giunta comunale di Catania. Ma queste nomine giungono senza che ancora, ad oltre 40 giorni dal voto, abbia avuto luogo un adempimento essenziale.

Infatti, Catania e i catanesi non conoscono ufficialmente i nomi dei consiglieri comunali. Non esiste ancora una proclamazione formale, i nomi che girano già dalla sera del 16 giugno sono ancora "teorici", "provvisori". Tale proclamazione è annunciata ed attesa, sembra, per giovedì 31 luglio.

Ma alla lunga i partiti che avrebbero la maggioranza (condizionale d'obbligo, vista la situazione) non hanno resistito ed hanno dato vita alla consueta rassegna dei nomi, tra i quali spiccano quelli dei principali "bocciati" dalle urne, dei "nuovi" assessori.

Dodici uomini dodici, uomini per tutte le stagioni e tutte le mansioni, dato che mancano ancora le deleghe. Uomini, e non donne. Perché Stancanelli si è rimesso alla sensibilità dei partiti in tema di nomine femminili, e i partiti hanno nicchiato. Di donne, per i partiti italiani (e loro emanazioni "localistiche") non c'è bisogno per governare Catania e "provincia". Ma non era finita da tempo la partitocrazia? E invece no, sono ancora quelle veterostrutture a decidere su tutto e tutti. E questo noi indipendentisti ci teniamo a sottolinearlo: è inutile e dannosa la quotidiana pantomima televisiva del neosindaco, dove parla da "homo novus", sottolineando come la sua amministrazione sarà in netta controtendenza rispetto a quella che lo ha preceduto (ma promettendo cose che vennero promesse ai catanesi otto anni fa e già dovrebbero essere realtà).

Nemmeno fosse stato, Stancanelli e i suoi "uomini", all'opposizione negli scorsi 8 anni (che sarebbero dovuti essere 10 se l'on. Scapagnini non avesse preso la via di Roma). No, erano nella stessa maggioranza, con gli stessi partiti. Nessuna presa di responsabilità, nessuna autocritica, nessun «scusateci, togliamo il disturbo». Anzi, addirittura, in giunta un confermato: Gaetano Tafuri, indagato per lo spaventoso buco in bilancio. Lo stesso Tafuri ha rinunciato per «trasparenza», ma non possiamo non pensare che tale nomina (e l'immediata rinuncia) sia una "mossa mediatica" della nuova/vecchia maggioranza.

E giunge immediata un'altra rinuncia, quella di Enzo Oliva. Pardon, del senatore Enzo Oliva, che ha deciso di non entrare (ma l'avevano interpellato prima di nominarlo?) in un'altra giunta, quella "provinciale" (virgolette d'obbligo, ricordiamo che per lo Statuto d'Autonomia e quindi per la Costituzione Italiana le "province" in Sicilia NON ESISTONO, sono state "ripescate" con una leggina regionale che non potrebbe mai derogare una legge costituzionale), preferendo il comodo scranno di Palazzo Madama nell'Urbe.

Rinuncia che arriva con evidente slancio autonomista (lo stesso con cui il Presidente Lombardo snocciola minacce quali i nuovi inceneritori e il Ponte sullo Stretto, miraggi con un Casinò in Sicilia fra chissà quanti anni quando a Malta spuntano come i funghi, "finte" di spirito calcistico quando contesta l'Unità d'Italia di cui è garante "autonomista", difende la Corte dei Conti Siciliana, annuncia la benzina a 50 cents, e dimentica che non è con i personalismi, con vecchie trovate, navigando a vista e andando a braccetto con partiti e politici italiani che si salverà la Sicilia) e fedeltà al territorio di provenienza.

Oliva sceglie Roma, non Catania. «Per tutelare gli interessi della Sicilia», forse dirà: si, si, questa l'abbiamo già sentita, è ormai logora come battuta. Di certo, ci ricordiamo che Oliva era tra gli assessori nominati (per obbligo di legge), ma non nella giunta provinciale, bensì in quella comunale. Eh sì, anche l'obbligo di nomina preelettorale di almeno metà giunta, una formalità presto e facilmente aggirata. Poi ci pensano i partiti a "sistemare tutto", a spostare nomi e deleghe, a salvare i "trombati", a disattendere quanto annunciato in campagna elettorale (tanto sui nomi quanto sui programmi).

L'abbiamo già visto: con una manovra ormai usuale,  il sen. Stancanelli si è trovato, forte del suo accento non esattamente etneo, a difendere strenuo il futuro di Catania quando, fino a poche ora prima del deposito delle liste, era candidato...alla presidenza della "provincia"! Una sostituzione, quella Stancanelli-Castiglione, che fa sorgere più di qualche dubbio in merito alla sua giuridicità: ci scappa di pensare alla raccolta firme, che va effettuata sottoponendo ai sottoscrittori nome della lista, contrassegno della stessa, e nominativi di tutti i candidati. Saranno stati capaci di raccogliere regolarmente migliaia di firme in poche ore, questi magici partiti per le loro numerosissime liste?

Raccogliere le firme su moduli impeccabili (li stessi preparati dalla Regione...dallo stesso Assessorato a lungo guidato proprio dall'avv. Stancanelli) è quello che ha esattamente fatto il Movimento per l'Indipendenza della Sicilia, che si è visto estromettere dalla competizione a Catania grazie alla zelante applicazione...della legge elettorale italiana, quando in Sicilia (almeno per gli enti locali) ne abbiamo una specifica.

Da allora, sul capo di Sindaco, giunta e consiglieri pende una spada di Damocle nella forma di un ricorso al TAR Catania, presentato dal MIS, i cui sviluppi vedranno la luce nelle prossime settimane.

Ma già adesso i catanesi e tutti i siciliani stanno realizzando quanto urgente sia tornare ad esercitare un voto che davvero sia «libero, personale, segreto», per la liberazione della Nazione Siciliana e la creazione di una nuova, libera classe politica e dirigente: ne va del futuro dei nostri figli, se non vogliamo vederli emigrare, morire per la colonizzazione, patire queste e più gravi conseguenze.

Catania, 29 Jugnettu 2008

A cura dell'Ufficio Stampa, Comunicazione e Propaganda del M.I.S.


Movimento per l'Indipendenza della Sicilia

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«Noi vogliamo difendere e diffondere un’idea della cui santità e giustizia siamo profondamente convinti e che fatalmente ed ineluttabilmente trionferà».

Andrea Finocchiaro Aprile, 1944
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martedì, 29 luglio 2008

FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU –SICILIA INDIPINNENTI

FRONTE NAZIONALE SICILIANO – SICILIA INDIPENDENTE

 

Comunicato Stampa FNS

 

COMMEMORATO

IL LEADER INDIPENDENTISTA  FRANCESCO RESTUCCIA

 

In occasione della prossimo novantanovesimo anniversario della nascita di Francesco Restuccia, che cade appunto il prossimo 31 c.m., ‘U Frunti Nazziunali Sicilianu – Sicilia Indipinnenti nel corso di un attivo, svoltosi presso la sede di Palermo,  ha ricordato la figura e l’azione politica dell’indimenticato leader e animatore della lotta politica indipendentista.

La figura di Francesco Restuccia è importante nella storia dell’Indipendentismo Siciliano del XX° secolo- ha dichiarato Fabio Cannizzaro, Vice segretario F.N.S. - perché testimonia concretamente la volontà dei settori più militanti dell’indipendentismo  di non rinunciare mai  alla lotta per la libertà e l’autodeterminazione della Nazione Siciliana.

Una volontà questa – ha proseguito Cannizzaro – che segnò tutta la  vita di Ciccio Restuccia, che si spense, ahinoi prematuramente,   a  soli 58 anni nel 1967.

Noi dunque, qui , vogliamo ricordarne e inverarne il coraggio e la coerenza.

Fermezza e costanza che lo portarono, ad esempio,  nel 1963, in occasione delle elezioni per il rinnovo dell’Assemblea Regionale Siciliana a presentarsi pressoché da solo, nel collegio messinese, per tenere alta la bandiera dell’Indipendentismo siciliano.

Raccolse allora, nelle condizioni date,  2400 voti dando prova che l’impegno e l’idealità indipendentiste avevano ancora forza.

 A Lui rivolgiamo, dunque, in occasione del prossimo anniversario della nascita, il novantanovesimo, il nostro grato ricordo”.-

 

 

W Ciccio Restuccia!

W la Sicilia!

 

L’addetto alla Comunicazione e P.R.

(G.Basile)

 

 Palermu, 29  giugnettu ( lugghiu) 2008

Sede di Palermo: c/o FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU – SICILIA INDIPINNENTI -  VIA BRUNETTO LATINI 28  90141 PALERMO - Tel.091 329456 –email: fnsme@yahoo.it

 

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martedì, 29 luglio 2008
http://www.antiimperialista.org
Notiziario del Campo Antimperialista – 29 luglio 2008

ULTIM’ORA

Chi ci conosce sa bene che non siamo complottisti. Tuttavia i due attentati che l’altro ieri hanno seminato il terrore in un quartiere popolare di Istanbul puzzano di «strage di stato» lontano un miglio. Non si tratta solo di un avvertimento alla Corte Suprema corte la quale, su richiesta dei settori oligarchici-kemalisti e laicisti più oltranzisti. Deve decidere se mettere fuori legge l’attuale partito al governo (AKP). Questi settori, che sono anche i più legati agli USA e al sionismo, puntano a rovesciare il governo Erdogan il più presto possible, ovvero in vista dell’attacco all’Iran, attacco che necessita non solo del consenso di Ankara al sorvolo dei cieli turchi da parte dell’aviazione da guerra israeliana, ma pure dell’uso offensivo della gigantesca base USA di Incirlik. Un consenso che difficilmente Erdogan potrebbe offrire.



AVVISO AI COMPAGNI:
IL
PRESIDIO CONTRO LA NUOVA GUERRA IMPERIALISTA all’IRAN
da noi annunciato per il 6 agosto 2008 nei pressi dell’ambasciata iraniana è stato posticipato a settembre.
Per aderire al presidio e COSTRUIRE ASSIEME UNA VASTA MOBILITAZIONE CONTRO LA PROSSIMA GUERRA: stopguerrairan@fastwebmail.it
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lunedì, 28 luglio 2008
Da: L’Altra Sicilia Tentano sempre di azzerare il nostro Statuto? Generalizziamo la questione ai fratelli del "Sud" Ormai è quasi certo. Il federalismo di Calderoli sarà una bufala per la Sicilia: niente applicazione del nostro Statuto (alla faccia della costituzione), niente Alta Corte, niente sconti energetici o proventi tributari su questi prodotti, niente di niente. Anzi, forse, persino la minaccia di toglierci il "pezzo di carta", una volta che ne chiediamo l'applicazione. Per il sud continentale poi si profila una vera e propria tragedia nazionale, l'ennesima, l'ultimo saccheggio. Chi li difenderà? Chi ci difenderà? Il PD, l'IDV? Non possono, hanno paura che una politica troppo meridionalistica faccia loro perdere voti al nord. Ma a noi non ce ne frega niente dei voti al nord! L'MPA chiede, va riconosciuto, anche con fermezza, che il federalismo sia al contempo non troppo sfavorevole al sud e rispettoso degli statuti speciali esistenti. Ma non lo ascoltano, non ne hanno bisogno:la ditta Berlusconi, Bossi e Tremonti va come un rullo compressore a colpi di fiducia, forte di un Parlamento fatto di camerieri e di veline, incapace di dire di no al "padrone" che li ha messi là, non scelti, in quanto individui, da nessuno! E che può fare allora Lombardo? Impuntarsi, e nulla più. Avrà il coraggio di minacciare realmente ed eventualmente di mettere in atto una sua fuoriuscita dalla maggioranza se non gli concederanno neanche un minimo? Dovrebbe farlo, altrimenti è finita. Già stanno infatti progettando di farlo fuori dalle europee con lo sbarramento: anche se in Sicilia prendesse il 25 % non avrebbe ugualmente alcun diritto di tribuna (e dire che le liste autonomiste alle regionali hanno superato complessivamente il 22 %!). Questo governo, che si preoccupa (giustamente) del diritto di tribuna della Sardegna e che vuole sopprimere ogni residua rappresentanza al Parlamento Europeo di una nazione (la Sicilia) più grande di metà degli stati europei, non promette nulla di buono. E del resto lui, come noi, è l'unico che può fregarsene dei "voti al nord", della millantata "questione settentrionale". Se hanno gli attributi i settentrionali chiedano la secessione, o altrimenti stiano in Italia da persone civili. Nel primo caso non saremo certo noi Siciliani a trattenerli. Come fare, però, a conciliare la questione meridionale con la questione siciliana? Come fare a salvare le prerogative e l'identità della Sicilia senza restare isolati dagli stessi meridionali, risultando minima parte elettorale? Noi un suggerimento l'abbiamo, la carta vincente che risolve finalmente il dualismo italiano. Ne facciano gli autonomisti una bandiera! Escano allo scoperto i tanti pavidi ancora nascosti nei partiti nazionali. E sarà la vittoria. Come? Semplicissimo: unire le 6 regioni meridionali continentali in un'unica "Macroregione" a statuto speciale CON L'IDENTICO STATUTO AUTONOMO DI CUI OGGI GODE LA SICILIA! Unica modifica potrebbe essere quella di unire la nostra e la loro "Alta Corte" in un'unica "Alta Corte delle Due Sicilie", con sede a Roma, a tutela della nostra e della loro autonomia. Se vogliono unirsi a questa lotta di liberazione i Sardi, ben vengano, ovviamente mantenendo come noi siciliani, ma anche più di noi, la loro autonomia e la loro specificità. In ogni caso mantenendo, come è sempre stata viva aspirazione dei Siciliani, le due regioni-stato distinte, i due Popoli delle Due Sicilie marcerebbero ora loro come un rullo compressore lasciando le briciole a Berlusconi e Veltroni che invece dovrebbero rifugiarsi dai loro tanto amati elettori del centro-nord! Fratelli Napolitani, raccogliete questo nostro suggerimento! Studiate il nostro Statuto: sarà la Vostra libertà! Modifichiamo appena l'art.1 Statuto Speciale della REGIONE NAPOLITANA "I Comuni della Repubblica Italiana il cui territorio già era ricompreso nella parte continentale del Regno delle Due Sicilie, ivi compresi Pontecorvo e Benevento, sono costituiti in regione autonoma... La città di Napoli è capoluogo della Regione...." e così via, con una sola modifica in seguito per unificare le due "Alte Corti". Pensateci: avremo di nuovo Banco di Napoli e Banco di Sicilia rifondati che emetterano moneta pubblica e non soggetta a signoraggio (art. 40 statuto); avremo ciascuno un nostro ordinamento tributario sovrano (36); le imprese che avranno sede fuori dalla regione dovranno versare le imposte in base al reddito prodotto o ai consumi manifestati nella regione (37) e non in base alla sede legale; con la potestà esclusiva nelle scuole elementari potremmo ricreare l'identità negata dei nostri popoli; tutte le funzioni statali nel territorio passerebbero alle regioni che diventerebbero così semi-indipendenti e non continuiamo solo per brevità. E così i "padagni" non rompono più. Chiediamo solo ai cittadini dell'Aquila, di Campobasso, di Bari, di Potenza e di Catanzaro, di mettere da parte i campanilismi che servono solo al malgoverno italiano per mantenere inoffensivi e divisi i "meridionali". Le attuali province possono bene ereditare le funzioni amministrative delle regioni e trasformarsi in "liberi consorzi di comuni" come in Sicilia. Potrete proclamare lingua ufficiale, accanto all'Italiano, il Napoletano (parlato e compreso dappertutto, in diverse varianti, tranne in Calabria e in Salento, dove potreste/dovreste riconoscere il Siciliano nelle sue due varianti locali). L'Italia può forse reprimere 5 milioni di Siciliani, ma non potrà mai reprimerne 5 + 14 di DuoSiciliani. Se non avrete mire "imperialistiche" sulla Sicilia che come in altri tempi ci porterebbero alla rovina, nessuno potrà fermarci. Noi non siamo poveri per natura, lo siamo perché depredati di tutto. Spezziamo insieme le catene del colonialismo italico. Viva la Sicilia! Viva la Napolitania! Viva le Due Sicilie! Ufficio stampa L'ALTRA SICILIA - Antudo http://www.laltrasicilia.org/modules.php?name=News&file=article&sid=1302 - L’Altra Sicilia Staff ========================================================= Stai ricevendo questa Newsletter perché hai scelto di riceverla dalla pagina utente su . Speriamo che questa email non ti disturbi e possa contribuire a migliorare i nostri servizi.
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sabato, 26 luglio 2008

LA QUESTIONE SICILIANA

...non è la questione di una qualunque regione: è una questione nazionale per risolvere la quale occorre preventivamente risolvere il diritto all'esistenza del Popolo Siciliano, nel rispetto della identità, delle peculiarità, delle speranze, delle esigenze proprie.

 

Blog di cultura politica, analisi e riflessione

 

                                               

c/o FOCUS TRINAKRIA -Via Brunetto Latini,26 -  90141 Palermo

Tel 091329456 - fax 091329456

e-mail: questionesiciliana@gmail.com

 

 

 

 

Vi inviamo il riferimento relativo  all' ultimo post editato dal nostro blog e leggibile liberamente all'indirizzo:

 

hhtp://laquestionesiciliana.blogspot.com

 

 sabato 26 luglio 2008

Luttamu 'ppi l'Autonumia Siciliana

 

Si tratta di un post scritto interamente in Lingua Siciliana

 

 

 

 

Si ringrazia per la cortese attenzione.

 

 

 

 

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giovedì, 24 luglio 2008
COMUNICATO STAMPA F.N.S. - KOMUNIKATU STAMPA F.N.S.
 
A PROPOSITO DEL GIACIMENTO DI GAS NEL CANALE DI SICILIA, PREVALGANO GLI INTERESSI GENERALI DEL POPOLO SICILIANO.
 
          La scoperta del nuovo giacimento di gas a 22 chilometri circa dalla costa agrigentina ripropone in termini drastici (e forse anche drammatici) l'esigenza di una STRATEGIA SICILIANA per le fonti energetiche e soprattutto per la gestone delle riserve naturali di gas e di petrolio. Una strategia, questa, che, per essere chiari, deve partire dalla INTEGRALE APPLICAZIONE DELLO STATUTO SPECIALE DI AUTONOMIA e dalla tutela degli INTERESSI SUPERIORI DEL POPOLO SICILIANO, della sua salute, del suo ambiente e .... della sua economia.  In questo quadro deve trovare spazio una riduzione "ragionata" del prezzo della benzina e degli altri carburanti.
          Detto questo, gli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu ritengono che l'attenzione e la prudenza mostrate dall'Assessore Regionale all'Industria, Pippo GIANNI, siano condivisibili, se, appunto, finalizzate a mettere al riparo, dalle trame e dalle speculazioni dei Gruppi di potere del settore, le ricchezze del Popolo Siciliano. A differenza di quanto non sia avvenuto nel passato.
 
Palermo, 24 luglio 2008
 
                                                      GIUSEPPE SCIANO', Segretario FNS
 
Si ringrazia per la cortese attenzione.
L'Addetto alla Comunicazione e alle P.R.
postato da: alphonsedoria alle ore 13:19 | Permalink | commenti
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giovedì, 24 luglio 2008
COMUNICATO STAMPA F.N.S. - KOMUNIKATU STAMPA F.N.S.
 
CONTRO GLI INSULTI DI BOSSI, DA PARTE DEI DEPUTATI MERIDIONALI E SICILIANI SI SONO ELEVATE VOCI DEBOLI. OCCORREVA, INVECE, CHE SI RISPONDESSE A VOCE ALTA ED IN NOME DELLA CULTURA E DELLA DIGNITA' DELLA NAZIONALITA' MERIDIONALE E DI QUELLA  SICILIANA.
 
          Gli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu ritengono che gli apprezzamenti di Bossi contro gli insegnanti meridionali siano stati offensivi e discriminanti. E che costituiscano una ulteriore dimostrazione di quanto sia stata e sia fallmentare la politica di ascarismo e di asservimento agli interessi del Nord-Italia, condotta dal 1860 ad oggi dalle classi, dai partiti politici e dai personaggi di potere, di governo e di opposizione, dominanti nel Sud ed in Sicilia. I quali, peraltro, ci hanno anche imposto, con la forza, i falsi miti risorgimentali con i rispettivi protagonisti come Garibaldi, Cavour, Vittorio Emanuele e compagnia bella, in modo che alla condizione di colonialismo economico e politico si aggiungesse la condizione di colonialismo culturale. Anzi: di alienazione culturale. Come, peraltro, dimostrano le polemiche che si scatenano ogni qualvolta si cerchi di ripristinare un minimo di verità storica su quello che è stato il TRAUMA del cosiddetto Risorgimento italiano in Sicilia e nel Meridione.
          Avevamo pensato, per la verità, che i deputati del Sud avrebbero dovuto e potuto rispondere adeguatamente. Invece hanno risposto spesso invocando la fratellanza e quei VALORI risorgimentali che non sono mai esistiti nel Sud ed in Sicilia. Hanno risposto, cioè, senza l'orgoglio e la consapevolezza di essere Meridionali e/o Siciliani. Non poteva, forse, andare diversamente dal momento che la stragrande maggioranza dei Rappresentanti politici nei Parlamenti di Roma, di Palermo e di Bruxelles sono essi stessi CORRESPONSABILI e COMPLICI dell'attuale SISTEMA POLITICO ISTITUZIONALE e del rapporto NORD-SUD, che ci vede COLONIA INTERNA delle Regioni Settentrionali.
 
Palermu, 24 lugghiu 2008
 
                                                       GIUSEPPE SCIANO', Segretario FNS
 
 
Si ringrazia per la cortese attenzione.
L'Addetto alla Comunicazione e alle P.R.
           (Giovanni Basile)
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martedì, 22 luglio 2008

FOCUS TRINAKRIA

pri la kultura siciliana 'nto munnu

 

Via Brunetto Latini, 26 - 90141 Palermo

Tel 091329456 - fax 091329456

e-mail: focustrinakria@gmail.com

 

 

LETTERA APERTA ALLA STAMPA ESTERA

SUI FATTI LEGATI ALLA REINTITOLAZIONE

DELLA PIAZZA ANTISTANTE LA STAZIONE

FERROVIARIA A CAPO D'ORLANDO.

 

 

Si fa un gran parlare di pluralismo e multiculturalità. Temi come quelli della, delle diversità sono evocati ad ogni piè sospinto.

Pensavamo e dunque potevamo lecitamente attenderci che una simile linea d'indirizzo culturale fosse divenuta parte del background dei più che, in Italia e in Sicilia, si occupano di cultura e politica. E invece?

Basta che un Sindaco, nello specifico quello della bella cittadina siciliana di Capo d'Orlando, nel messinese, decida, con la sua giunta, di cambiare nome alla piazza antistante la stazione ferroviaria cittadina mutandolo da quello di Giuseppe Garibaldi  a quello di Piazza IV luglio (1299) perché si scateni  un enorme baillame.

Al punto che taluni hanno gridato quasi al delitto di " lesa maestà" arrivando ad invocare o evocare l'intervento prefettizio.

Se da un canto motivo del contendere è stato il " depennamento" toponomastico di Garibaldi non poco pensiamo abbia infastidito anche la scelta di sostituire il nome barbuto Nizzardo con una nuova intestazione dal forte valore storico e simbolico. La data del IV luglio 1299, infatti, ricorda ed evoca un evento della storia millenaria della Sicilia, della Nazione Siciliana.

Un momento in cui i Siciliani si batterono, in una leggendario combattimento navale per la propria libertà  sotto la guida di Federico III di Sicilia e di Blasco d'Alagona.

L' idea, condivisa e condivisibile, del primo cittadino paladino è quella dunque di ricordare un evento, accaduto nel mare antistante l'attuale città, preferendo la data di  questo e gli avvenimenti ad esso legati ad una mera intitolazione rituale, formale come era quella riservata a Garibaldi.

Dato ancor più meritorio poi se, dati, storici, economici e sociali, alla mano ci si sofferma anche a riflettere sul fatto che Giuseppe Garibaldi con la sua azione, oggi è noto ispirata e voluta in combutta da Impero Inglese e Piemonte sabaudo, determinò un oggettivo depauperamento della Sicilia e un correlato impoverimento, in prospettiva, di tutta l'intera società siciliana, specie delle classi più deboli.

L'idea, dunque, crediamo è quella di fare giustizia di vecchie "vulgate" storiche ufficiali ed ideologiche recuperando appunto la Memoria storica per "guardare con maggiore fiducia al futuro".

Dapprima la polemica si è dipanata localmente poi grazie alla presa di posizione di una serie di diversi soggetti politici e culturali, tra cui non ultimo Focus Trinakria, essa si è oggettivamente trasformata in un caso emblematico che chiama in causa lo stato reale del dibattito sul pluralismo culturale e sulle diversità in Italia ed in Sicilia.

Se, infatti, ci si ferma ad analizzare, con attenzione, le diverse prese di posizione emergono chiaramente una ridda di posizioni ora favorevoli ora contrarie alla "reintitolazione".

Girandola di posizioni che divide e attraversa schieramenti politici, culture ed ideologie.

Così, appunto, la scelta del Sindaco, Sindoni vede favorevoli oltre che i settori più militanti del sicilianismo e dell'indipendentismo democratico siciliano guidati da 'u Frunti Nazziunali Sicilianu – Sicilia Indipinnenti ( Fronte Nazionale Siciliano - Sicilia Indipendente ) anche stimati intellettuali come, ad esempio, il prof. Corrado MIRTO, già Ordinario di Storia Medioevale presso l'Università degli Studi di Palermo e massimo conoscitore vivente di quel periodo storico o il prof Daniele TRANCHIDA dell'Università degli Studi di Messina; o ancora una personalità culturale politica, engagé a sinistra, come Ignazio COPPOLA, già stimato segretario provinciale del PdCI di Palermo.

I contrari, invece, vedono schierati per lo più forze politiche come il locale PD e ancora alcuni settori dell'opposizione consiliare sia riconducibili al centro destra che al centro sinistra.

Ci sembra, quindi, utile sottolineare una certa prevalenza degli elementi localistici e delle dinamiche particolaristiche di questo dissenso. Anche se nella tempistica e soprattutto nei toni emerge comunque la condivisione di temi e parole d'ordine tipiche di un certo neo-risorgimentalismo e negazionismo storico antisiciliano che non può e non deve essere letto in chiave squisitamente Orlandina.

Va detto, scritto che oggi, in Sicilia, nel nostro Arcipelago Siciliano si contrappongono due diverse idee e prassi culturali.

Una  falsamente cosmopolita, ufficiale ed ufficializzata, che ama autodefinirsi anche popolare, che poi alla prova dei fatti risulta però essere non solo autoreferenziale ma anche monoculturale, esclusivista e conservatrice.

Sono costoro portatori di una variante della "sindrome di Nimby ". Per essi ,infatti, i diritti culturali, la pratica della multiculturalità, le regole del rispetto della Verità, storica e no, valgono solo per alcuni Popoli, meglio se lontani, mentre mai si applicano, in concreto, nei confini della forma-stato Italia e segnatamente alla Sicilia e al suo Popolo.

Ve n'è invece poi un'altra che vuole invece recuperare e valorizzare la Memoria e la Cultura Siciliana ( la sua lingua, letteratura, storia e le sue arti ) nella convinzione meditata che difendere e riscoprire la nostra MEMORIA COLLETTIVA di Popolo significa difendere e favorire anche la pluralità e il diritto di tutti, quindi anche di Noi siciliani, alla DIVERSITA' CULTURALE proiettata nella complessità dell'oggi.

Ecco dunque chiarito qual è la " posta in gioco "a Capo d'Orlando ed ecco spiegato anche il perché questi " fatti "stanno facendo discutere ad appassionare tanti in Sicilia e No.

Appare via via sempre più evidente che ciò che molti contestano al coraggioso Sindaco di Capo d'Orlando non è solo d'aver reintitolato la piazza in questione quanto anche di aver invitato i suoi colleghi, Sindaci di Sicilia, a fare altrettanto promuovendo così una "RIVOLUZIONE CULTURALE" che può partire appunto anche dalla toponomastica.

Si comprende bene che un simile "appello", nell'attuale, ingessato clima, culturale e politico, in cui questo sistema genera il "potere" e la stessa opposizione a se medesimo, potrebbe davvero rappresentare un " valore aggiunto " favorendo una irrefrenabile "Rivoluzione delle e nelle coscienze ".

Rivoluzione che potrebbe trasformare i Siciliani finalmente da sudditi e/o clientes in Cittadini.

Ecco dunque perché è importante quanto sta accadendo a Capo d'Orlando ed ecco perché occorre sostenere apertamente la scelta del Sindaco e della Giunta paladina.

Ecco anche perché non bisogna abbandonarsi a qualsivoglia tipo di provocazione o intemperanza, favorendo come vorrebbero taluni un oggettivo inasprimento delle reciproche posizioni.

Alla fine ciò gioverebbe solo ai soliti "parolai", di una parte e dell'altra, alla ricerca  solo di  facile pubblicità.

Noi invece dobbiamo continuare dialetticamente, apertamente quanto convintamente la nostra battaglia culturale e di idee.

Siamo, infatti, convinti  che la verità e il buon senso non potranno che darci ragione, oggi a Capo d'Orlando e domani speriamo ovunque in Sicilia.

 

Fabio Cannizzaro

 

Presidente di Focus Trinakria-

'ppi la Kultura Siciliana 'nto lu Munnu

 

 

 Palermo, 21 LUGLIO 2008

Palermu, 21 GIUGNETTU 2008

 

 

 

 

Si ringrazia per la cortese attenzione.

L'Addetto alla Comunicazione e alle P.R.

 (Giovanni Basile)

 

 

 

 

<< Il rinnovamento della Sicilia ci sarà, quando i Siciliani si saranno rinnovati >>

 

Giuseppe Garretto, 1959

 

 

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domenica, 20 luglio 2008
COMUNICATO STAMPA F.N.S. – KOMUNIKATU STAMPA F.N.S.
 
 
SI PARLA DI APRIRE UN CASINO’ A MILANO …. MA PRIMA DEVE ESSERE RIAPERTO IL CASINO’ A TAORMINA.
 
          La notizia che a Milano si vuole l’apertura di un Casinò, in coincidenza dell’EXPO’, non può che indignare i Siciliani che da diversi decenni aspettano la riapertura del CASINO’ di TAORMINA. Parliamo di riapertura non per riferirci alla vecchia società che lo gestiva e che potrebbe non esistere più, ma piuttosto per ribadire il diritto della Città ionica e della Sicilia tutta al ripristino della Casa di Gioco, ingiustamente chiusa. Mentre, com’è noto, a Venezia, a Sanremo, a Campione d’Italia e a Saint Vincent si continuava e si continua a giocare in regime di “esclusiva”.
          Il diritto di Taormina, quindi, prescinde dall’apertura del casinò milanese. Ribadiamo, però, che comunque Taormina deve avere la precedenza su Milano. E non è il caso che qualcuno ci venga a dire che quella del Biscione è una iniziativa a tempo limitato. Perché, - a parte il fatto che in Italia le cose provvisorie durano più di quelle definitive, - resta la questione di principio.
          Detto questo, ci permettiamo di puntualizzare che, risolto il problema del Casinò di Taormina, rimane quello dell’apertura di altre Case da Gioco in Sicilia, nelle località di rilevante interesse turistico.
          Insomma, i Siciliani sono stanchi di essere presi in giro. E sono stanchi anche di una classe politica pseudo-dirigente che consente che tutto ciò avvenga.
 
Palermu, 20 lugghiu 2008
 
                                                           GIUSEPPE SCIANO, Segretario FNS
 
 
Si ringrazia per la cortese attenzione.
L’Addetto alla Comunicazione e alle P.R.
       (Giovanni Basile)
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