NO TRIV, A PRESCINDERE.
DITE: "promuovendo l’installazione di minieolico e minifotovoltaico per i privati".
Ottimo. Sul resto siamo contrari, e comunque sentiamoci, chè il "piano energetico ambientale regionale" (PEAR) s'ha da fare...e non presuppone "piani comunali" (giustamente e comunque).
ps. ciascuno la pensi come vuole, ma Kioto è una bufala...
mario di mauro. 3929191156
Oggetto: Un pozzo d'acqua per un pozzo di gas? No grazie!
LegambienteVittoria
Comunicato Stampa n°1 – Un pozzo d'acqua per un pozzo di gas? No Grazie! Manifestazione contro le trivellazioni a Sciannacaporale!
Il Val di Noto si mobilita ancora una volta contro le trivellazioni gas-petrolifere della società texana Panther Eureka e questa volta a rischio non sono solo le bellezze culturali e paesaggistiche ma anche un bene inalienabile e di vitale importanza qual'è l'acqua!
Il pericolo di inquinamento o di abbassamento delle falde acquifere nei pressi dell'antica sorgente di Sciannacaporale porterebbe ad un disastro idrico soprattutto la città di Vittoria che si serve della stessa per il 70% del fabbisogno.Il sito si trova inoltre in un area di interesse paesaggistico prossima alla salvaguardia.
Ma qui non si tratta solo di preservare il proprio giardino, Legambiente di Vittoria come anche il Comitato Notriv sono contrari a qualsiasi tipo di ricerca di idrocarburi liquidi o gassosi che siano e plaudono alla "nuova coscienza ambientalista" del Val di Noto che ha scelto uno sviluppo legato alla valorizzazione delle bellezze paesaggistiche, del turismo culturale e dell'agricoltura di qualità in armonia con l'energia prodotta da fonti rinnovabili.
Quindi ribadiamo che qui la Panther Eureka non ha cittadinanza come neanche qualsiasi altra società di estrazione di idrocarburi e gli sbagli che si sono fatti in passato non servono a giustificare la nuova ondata di permessi di ricerca che la regione ci ha costretto a subire passivamente nonostante il dissenso delle comunità locali.
LegambienteVittoria lancia un appello ai cittadini, alle associazioni, ai comitati, ai sindacati e a quanti vogliono autodeterminare il proprio futuro a partecipare alla manifestazione (espressamente senza colore politico) indetta dall'Amministrazione Comunale di Vittoria per Mercoledì 30 Aprile alle ore 9.30 in Contrada Grande proprio dove si stanno svolgendo i lavori della Panther.
E' ora di finirla! Il Val di Noto vuole autodeterminare il proprio futuro e non ha certo bisogno di "turismo petrolifero"!
Oltre al Comune di Vittoria e a Legambiente, hanno aderito alla manifestazione amministratori locali, quali il sindaco di Noto(Presidente dell'Associazione Città Unesco) e diversi sindaci iblei, parlamentari, rappresentanti delle associazioni, e dei sindacati quali la Flai-CGIL, il movimento studentesco RedS, Italia Nostra, l'AUSL, ma anche il Partito Democratico di Vittoria e quello provinciale, la Sinistra Arcobaleno, il presidente del consiglio comunale Luigi D'Amato, il movimento Impegno Popolare, il Comitato Cittadino Scoglitti.
Lanciamo l'invito ad aderire anche fino all'ultimo momento.LegambienteVittoria invita chi non conosce il posto a partire con la stessa alle 9.30 dal campo sportivo di Vittoria.
Per informazioni e adesioni:Giancarlo Farruggio 3286541340
P.S.In allegato il volantino della manifestazione.
Memento al Presidente della Regione Siciliana
(www.laltrasicilia.org) 28 aprile 2008 - L'ALTRA SICILIA ricorda al neopresidente eletto con circa i due terzi dei suffragi dei siciliani che le promesse elettorali sono cambiali. Se le onorerà sarà per la Sicilia una nuova era e noi non mancheremo di ricrederci rispetto a precedenti posizioni critiche e di lottare per il bene comune della nostra Sicilia, sempre mantenendo, però, le distanze su posizioni inaccettabili come quella del "ponte" o su prassi inaccettabili come quella clientelare, che non gli è certo esclusiva come vorrebbe far credere l'attacco mediatico concertato firmato Repubblica-La 7, ma che certo non appare nemmeno rinnegata del tutto.
Grandi cose stanno succedendo in Sicilia: il Popolo si scolla sempre più da questa classe politica, i partiti unionisti di sinistra si squagliano come neve al sole, nel centro-destra si combatte una lotta sotterranea tra veri e falsi autonomisti...
Noi continuiamo ad essere osservatori indipendenti di tutto ciò e invitiamo il Presidente a dare segnali forti che indichino che il consenso ricevuto non è stato vano.
Si cominci dai simboli:
Si dirà che queste ed altre iniziative identitarie (lo Statuto, la storia e la cultura, la lingua siciliana nelle scuole, oppure la riforma di una toponomastica sin troppo "coloniale") non portano moneta, non danno risposta immediata ai tanti drammi dei Siciliani.
Non è vero. Non è vero perché l'identità rende una terra interessante e visitata dall'estero, e non è vero perché il riscatto identitario non pregiudica l'azione in campo istituzionale, sociale, economico, e così via.
Possiamo darle un elenco di questioni in cui la seguiremo giorno per giorno? Dia in queste cose il segnale di un cambiamento:
0. Restituzione alla Sicilia della sua Alta Corte (la numeriamo "0" perché senza questo non si può far nulla);
E ci fermiamo qua perché 5 anni bastano appena ad avviare le riforme sopra indicate. I siciliani che ricevono la nostra posta, in Sicilia e nel mondo, saranno informati su tutto, senza peli sulla lingua.
Noi però adesso non la attacchiamo, vogliamo accordarle fiducia. Ci ha insospettito il fatto che alcuni poteri forti italiani sembrano già all'opera per distruggere il suo tentativo come quello di Milazzo di 50 anni fa. Non vorremmo essere gli strumenti ingenui di quest'opera di demolizione di un serio tentativo di rendere la Sicilia autonoma. Sempre pronti a ricrederci.
L'ALTRA SICILIA-Antudo – (www.laltrasicilia.org)
Movimento del Popolo Siciliano "al di qua e al di là del Faro"
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« Nel tempo dell'inganno universale
dire la verità è un atto rivoluzionario.» [George Orwell]
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«Potrete ingannare tutti per un po'. Potrete ingannare qualcuno per sempre.
Ma non potrete ingannare tutti per sempre»
Abramo Lincoln
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CECRI --- Cittadini Europei Contro il Regime Illegittimo
Resistenza al Trattato di Lisbona,
e più generalmente a tutti i "trattati costituzionali":
proposta di Manifestazioni Popolari Ostinate (MPO) da tenersi in tutta Europa ad orario e giorno fissi.
I rappresentanti politici dei differenti Paesi europei, pur affermando il loro amore per la democrazia, hanno avviato da cinquant'anni un processo costituente senza coinvolgere i popoli che essi dovrebbero rappresentare, e talvolta contro la loro volontà, come è accaduto in Francia e nei Paesi Bassi, dove i rappresentanti eletti impongono per via parlamentare ciò che il loro popolo ha rifiutato esplicitamente con referendum.
Le contestazioni maggiori che rivolgiamo alle istituzioni europee, in particolare quella di blindare l'impotenza politica dei cittadini, non sono tenute per nulla in considerazione dalle élite politiche, mediatiche ed economiche: la democrazia imposta dai nostri rappresentanti eletti diventa sempre più chiaramente fittizia.
I segni allarmanti che dovrebbero incitarci a controllare in ogni momento tutti i poteri istituiti sono numerosi: l'imminenza del grande crac finanziario, la deriva poliziesca delle "democrazie" che si pretendono "liberali", le azioni militari in Paesi distrutti da guerre contro imprendibili terroristi, il debito crescente che rende i prestatori privati i controllori delle decisioni pubbliche più importanti, l'abbandono dei popoli da parte dei loro rappresentanti - politici di mestiere che devono troppo il loro potere alle potenze finanziarie - fino ad arrivare alle costituzioni, ormai scritte direttamente da singoli presidenti o da un pugno di ministri! Il vaso è colmo! È giunto il momento in cui i cittadini ritornino a controllare i propri rappresentanti.
Noi, cittadini europei, prescindendo dalle nostre preferenze politiche, ispirati ai diritti dei popoli all'autodeterminazione, contestiamo solennemente il diritto dei responsabili politici di ridefinire da soli i poteri loro concessi, senza consultare direttamente i popoli interessati. I rappresentanti eletti non sono, infatti, proprietari della sovranità popolare: non sono legittimati a modificare da soli le istituzioni.
L'espressione "trattato costituzionale" è una dichiarazione di un enorme abuso di potere: le Costituzioni, infatti, non si scrivono per mezzo di trattati. Non spetta ai ministri, né ai parlamentari, né ai giudici, di scrivere o di modificare le istituzioni europee. Soltanto i popoli stessi – su proposta di un'Assemblea Costituente disinteressata (cioè composta di membri che non scrivano regole a loro favore) – hanno la legittimità politica di fissare e limitare i poteri dei loro rappresentanti, per via referendaria, come esito di un vero dibattito pubblico.
I governanti europei, al contrario, approfittano del loro potere per abusarne: il processo costituente per mezzo di trattati, rende le istituzioni europee profondamente illegittime. Ci sembra importante e urgente resistere a questa deriva tirannica ed organizzare questa resistenza tanto a lungo quanto sarà necessario.
Sono bramoso di sapere se questo piccolo seme ideale riuscirà a germogliare in Europa…
6 aprile 2008
Étienne Chouard (www.etienne.chouard.free.fr
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Per tutti, un solo ricordo: prima della caduta del Muro, i Tedeschi dell'Est manifestarono tutti i lunedì alle 18:00 per dire semplicemente: "Il Popolo, siamo noi". Talvolta erano in pochissimi, talvolta delle decine di milioni, ma erano sempre presenti all'appuntamento, visibili. Questo gesto coraggioso di resistenza durevole potrebbe ispirare tutti noi nella lotta contro il processo dispotico che si va sviluppando per mezzo di trattati incostituzionali europei: per quanto possibile, anche noi potremmo istituzionalizzare la resistenza, moltiplicando i luoghi in cui manifestare il nostro malcontento:
In tutte le città d'Europa in cui esistano dei resistenti ben determinati, sarà organizzata UNA MANIFESTAZIONE SETTIMANALE nel giorno di mercoledì, alle ore 18:00.Nel corso della manifestazione, potremmo diffondere a livello internazionale le notizie riguardanti le principali iniziative cittadine del momento, rivestendole della necessaria visibilità, dunque conferendo loro la necessaria forza. Alcuni esempi:
Si potrebbe organizzare una tale manifestazione non soltanto nelle grandi città, ma anche in ciascuno dei loro quartieri, in modo che i cittadini possano gradualmente associarsi, ma senza perdere troppo tempo nel raggiungere il luogo interessato. D'altra parte, sarebbe proprio più efficace e rappresentativo di una collera generalizzata, se le singole manifestazioni, per quanto piccole, avvenissero in grande numero e un po' dappertutto in Europa.
Suggeriamo la creazione di un sito (magari su una piattaforma collaborativa, come wiki, spip, ecc., per facilitare i differenti contributi) che permetta di centralizzare la redazione di una carta europea delle manifestazioni e delle città e dei paesi da essi interessate in ogni momento, in modo da far risaltare le migliori iniziative popolari (slogan, presentazioni visive, petizioni, azioni, incontri, manifesti, immagini, testi, ecc.)
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Elenco delle principali lamentele e critiche nei confronti delle istituzioni europee, su questioni decise senza la consultazione dei cittadini, e talvolta contro la loro volontà:
(a) Innanzitutto e soprattutto, la disoccupazione di massa è incoraggiata da un'incredibile politica monetaria delle istituzioni europee, contraria all'interesse generale: la lotta contro l'inflazione come missione assolutamente prioritaria e intangibile di una Banca Centrale Europea (BCE) rigorosamente indipendente dai rappresentanti del popolo (artt. 119, 130 e 282 §2 e §3 del TFUE) è una priorità contestabile fissata al più alto livello del diritto, dunque inaccessibile a qualunque riconsiderazione da parte dell'opinione pubblica. Questa priorità che avvantaggia soltanto chi dispone di una rendita, fissata per sempre dalle istituzioni europee, incoraggia deliberatamente la disoccupazione di massa e i bassi salari, cosa che presenta il vantaggio – per alcuni - di rendere tutti molto docili, mentre i più ricchi possono profittarne liberamente. Anche solo questo punto dovrebbe condurre tutti i salariati (il 91% della popolazione attiva) per le strade contro il colpo di stato del Trattato di Lisbona.
(b) A seguire, abbiamo un hara-kiri finanziario. La creazione della moneta è totalmente affidata alle banche private: la costituzione europea (art. 123 del TFUE) vieta alle banche centrali di prestare denaro – senza interessi – agli Stati, cosa che costringe gli Stati stessi a prenderlo a prestito – con interessi! Capite la differenza? – da entità private che hanno moneta da posizionare (per arricchirsi senza lavorare). Questa regola scandalosa vincola gli Stati (cioè noi) a pagare degli interessi rovinosi per finanziare gli investimenti pubblici – e ad accumulare rapidamente un debito esorbitante a danno dell'interesse generale (per la Francia si tratta di una somma che supera i 40 miliardi di euro all'anno, per i soli interessi) – mentre, se la BCE potesse finanziare gli investimenti della zona europea , gli interessi pagati potrebbero essere ridistribuiti tra gli Stati, al posto di arricchire gli "investitori" privati. Il debito pubblico reso inesorabile dalle istituzioni europee, sancisce al più alto livello del diritto l'impotenza dei nostri rappresentanti politici, ridotti al ruolo di marionette dipendenti dalle potenze finanziarie. Quest'altro vizio maggiore dovrebbe bastare per alimentare una rivolta generale dei cittadini, i quali lavorano e pagano le imposte.
(c) La speculazione finanziaria e le crisi di borsa sono favorite, in modo duraturo, dal divieto per gli Stati membri di limitare i movimenti dei capitali (art. 63 del TFUE). Le delocalizzazioni sono rese possibili dalla libertà di stabilimento (art. 49 del TFUE). Gli interessi degli azionisti diventano primari, e così espongono le nostre economie alla speculazione sfrenata, a crisi borsistiche a ripetizione e ben presto alla bancarotta generale. Chi può avere interesse nel concedere la piena libertà ad alcune volpi di scorazzare nel pollaio? Sicuramente non l'interesse generale. Ecco un altro grande vizio che "l'élite" non vuole sia discusso pubblicamente e che dovrebbe spingere al sollevamento popolare contro qualunque "trattato costituzionale" europeo.
(d) La clausola di mutua difesa tra i Paesi membri dell'Unione Europea non mette in causa gli impegni sottoscritti in seno alla NATO (art. 42 §2 e §7 TUE). Questa clausola, che conferma l'art. 5 del patto atlantico, sottomette di fatto la difesa europea a quella della NATO, poiché l'appartenenza ad entrambe le istituzioni è degli Stati europei più potenti militarmente, economicamente e politicamente. Questo assoggettamento è ancor più grave, considerando che l'Unione Europea e la NATO permettono agli Stati membri d'associarsi per interventi o missioni che abbiano luogo su "teatri esterni" e, d'altra parte, le istanze politiche e militari della NATO prospettano un ristrutturazione dell'Alleanza stessa, fondata sulla possibilità di impiegare armi nucleari in modo "preventivo" e di condurre operazioni anche senza l'autorizzazione delle Nazioni Unite, con decisione presa per semplice consenso.
(e) I Ministri e i Presidenti accumulano i poteri esecutivo e legislativo in una serie di campi nascosti al pubblico con il nome ingannevole di "procedure legislative speciali" (art. 289 §2 del TFUE per il principio stesso; gli altri articoli sono dispersi, cioè nascosti, nel resto del TFUE) e "atti non legislativi" (esempi: art. 24 del TUE, o art. 290 del TFUE). I ministri – in principio agenti dell'esecutivo – si riuniscono in un "Consiglio", dimenticando curiosamente di precisare che si tratta di un consiglio di ministri, dichiarandosi perfino "co-legislatori" (art. 16 del TUE). Queste chiare violazioni del principio essenziale della separazione dei poteri rivelano una deriva considerata dalla stessa Dichiarazione dei diritti dell'uomo (art. DDUC) come il segno più sicuro del ritorno alla tirannide; poteri non separati sono poteri alla mercede delle potenze private del momento.
(f) I poteri esecutivi controllano la carriera dei giudici europei, il cui potere è considerevole. I giudici hanno una carica piuttosto breve (sono nominati per sei anni) e rinnovabile: questo crea una dipendenza pericolosa (art. 253 del TFUE). Questa violazione del principio essenziale dell'indipendenza dei giudici dagli altri poteri, si fà beffe del principio protettore della separazione dei poteri, e ancora una volta a profitto dei ministri (che sono coloro che nominano e rinnovano i giudici). Dappertutto vediamo, che queste regole sono scritte proprio dai primi beneficiari di esse, i ministri.
(g) Il potere legislativo – ordinario, ma anche costituente - è controllato nella sua essenza da organi non eletti. Esempi: Conferenza Intergovernativa (composta di ministri) modificante le istituzioni (art. 48 §4 del TUE); Commissione Europea (non eletta) cui spetta l'esclusiva dell'iniziativa legislativa (art. 17 §2 del TUE, che è un vero e proprio insulto alla democrazia rappresentativa); Banca Centrale produttrice di norme obbligatorie a portata generale (art. 132 del TFUE); ecc.
(h) I cittadini non hanno alcun mezzo per resistere ad un abuso di potere e le loro iniziative sono imbavagliate attraverso una procedura d'"iniziativa d'invito" ingannevole, poiché senza alcuna forza vincolante (art. 11 §4 del TUE). I cittadini sono presi per imbecilli, offrendo loro con grande fragore dei regali assolutamente vuoti.
(i) Le procedure di revisione permettono all'esecutivo di modificare esso stesso le istituzioni, e soprattutto senza la previa consultazione dei popoli coinvolti (art. 48 del TUE). Ancora una volta, degli organi non eletti sono gli incaricati della revisione della Costituzione europea e del controllo di tutte le proposte di revisione, e soprattutto i cittadini sono tenuti a larga distanza dal processo costituente, che non richiede alcun referendum: la "democrazia" impostaci dai nostri eletti è fittizia.
(j) Tutto ciò è dovuto, secondo noi, alla natura del processo costituente stesso, profondamente viziato dal fatto che gli uomini al potere, a favore della costruzione europea, scrivono delle regole per se stessi (art. 48 §4 del TUE), mentre solo un'Assemblea costituente disinteressata può programmare delle buone istituzioni: i membri di tale Assemblea non devono avere un interesse personale all'impotenza politica dei cittadini: essi devono dunque essere dichiarati non eleggibili alle funzioni che essi istituiscono, e soprattutto, i partiti non devono essere in alcun caso in grado di esercitare un monopolio sulla designazione dei candidati; i candidati liberi e indipendenti devono essere equamente sostenuti, finanziariamente e mediaticamente.
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Milano, 16/04/2008
Si riporta di seguito il ns. risultato elettorale nella ripartizione Europa con l'avvertenza che esso non è ancora definitivo in senso tecnico poiché mancano ancora i risultati di pochi seggi. Possiamo comunque ritenerlo vicino al definitivo con un margine di sicurezza del 99 %.
SENATO, voti attribuiti 8.454 pari al 1,822%, risultiamo sopra la Destra di Santanchè e Sinistra Critica.
CAMERA, voti attribuiti 9.122 pari al 1,794%, risultiamo sopra Sinistra Critica e Valori e Futuro.
Un risultato molto importante che conferma praticamente quello ottenuto nel 2006 e che politicamente dimostra la valenza del progetto di alleanza tra la Sicilia ed il resto del Mezzogiorno d'Italia, non solo per gli italiani all'estero, ma anche e soprattutto per quelli residenti all'interno dei confini nazionali.
Un grazie di cuore a tutti i Candidati, agli elettori ed agli innumerevoli simpatizzanti che ci hanno inviato ogni giorno numerose attestazioni di sostegno al nostro Progetto.
A Francesco Paolo Catania capolista, motore instancabile dell'organizzazione all'estero del nostro Gruppo nonchè presidente de L'ALTRA SICILIA, dobbiamo doverosamente attribuirgli il merito di aver saputo tenere testa ai partiti nazionali di statura parlamentare, consentendo quindi a L'ALTRA SICILIA - per il SUD di poter scrivere una pagina politica di importanza storica per il nostro Mezzogiorno continentale ed insulare.
Grazie Francesco!
Domenico Iannantuoni
Presidente del partito "per il SUD"
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(www.laltrasicilia.org) - L'Altra Sicilia - Per il Sud rivendica il risultato positivo delle ultime consultazioni politiche da cui esce sostanzialmente confermato il proprio consenso elettorale e ribadita la non transitorietà della propria presenza come affidabile soggetto politico nel contesto italiano.
La forza centripeta dei due partiti nazionali, alcuni oscuri episodi durante gli scrutini in Svizzera su cui manterremo vigile la nostra attenzione, l'attenzione massiccia di capitali e di "onorevoli" freschi di mandato ha impedito che andassimo avanti rispetto al risultato lusinghiero di due anni fa, questo lo riconosciamo.
Riconosciamo pure che una forza del 2 % circa, ma con concentrazioni in alcune circoscrizioni che raggiungono anche il quadruplo dei consensi, è ancora a metà strada dalla possibilità di ottenere un rappresentante a Montecitorio o a Palazzo Madama.
Ma la strada è comunque tracciata. I siciliani e i meridionali che hanno affidato a noi il loro consenso non saranno abbandonati. Continueremo ad essere fuori dal Parlamento la loro voce in Europa e, quando avremo spalle un po' più robuste, anche negli altri continenti.
Intraprenderemo subito un dialogo con le istituzioni italiane e in particolare con i vertici della Regione Siciliana per porre fine agli sprechi di risorse nelle politiche dell'emigrazione e perché l'immagine della nostra Terra nel mondo sia fattore di orgoglio e non di mortificazione come è stato sinora. Ci attiveremo subito per estendere il diritto di voto alle elezioni locali e regionali delle comunità di provenienza.
Noi siamo qui dal 1998 e lo saremo ancora negli anni a venire sempre con lo stesso spirito, sempre con il coraggio del Vespro.
Antudo!
Ufficio stampa
L'ALTRA SICILIA per il SUD

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L'ALTRA SICILIA-Antudo
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Comunicato Stampa FNS
TROPPA “ARIA DEL CONTINENTE” IN CASA DEL PARTITO DEMOCRATICO IN SICILIA. SAREBBE GIUSTO ED ANCHE OPPORTUNO CHE IL RUOLO DI “ CAPO DELL’OPPOSIZIONE” ALL’ARS VENISSE DATO A SONIA ALFANO.
Nel pieno rispetto delle scelte e delle idee altrui, gli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu ritengono che, in caso di opzione per il Collegio Senatoriale della Toscana della Ex Candidata alla Presidenza della Regione Siciliana, Anna Finocchiaro, il seggio ed il ruolo di Capo dell’Opposizione all’ARS debba andare alla “terza” candidata, Sonia ALFANO.
Ciò nello spirito e nella logica della legislazione vigente in materia.
E forse anche nel rispetto delle vocazioni della Senatrice Finocchiaro, che non ci sembrava avesse mai avuto la intenzione e il desiderio di fare la Presidente della Regione Siciliana. E che non ci sembra avere adesso una grande vocazione a guidare l’opposizione nella prossima Legislatura dell’ARS. Non a caso la stessa si è sacrificata a candidarsi per il Senato della Repubblica in Toscana.
Ci sia consentito di ricordare che noi Indipendentisti Siciliani FNS riteniamo e sosteniamo ad alta voce ( anche a costo di attirare su di noi livori , discriminazioni ed insulti maggiori di quelli che subiamo quotidianamente ) che la Questione Siciliana debba essere trattata ad ogni livello con carattere di assoluta priorità, con la massima attenzione e con un po’ più di amore verso la Sicilia. E – soprattutto-con maggiore rispetto. Parliamo in generale .Non già per essere generici, ma al contrario per riferirci tanto alle forze governative che a quelle di opposizione. Tantoppiù che i fatti ormai sono quelli che sono. Senza prescindere dall’imperversare dell’ARIA DEL CONTINENTE, che ha da sempre condizionato la classe politica regionale sia di governo che di opposizione. E che ora spira molto anche in casa del Partito Democratico.
Ribadiamo ad ogni buon fine che, - in caso di rinunzia della Finocchiaro,- debba subentrarle all’ARS la terza Candidata alla Presidenza . Sia perché la Legge sembrerebbe stare dalla parte sua; e sia perché la TERZA CANDIDATA ha dimostrato di avere forte il senso dell’appartenenza. Oltre che la consapevolezza del ruolo che la opposizione deve avere nei consessi democratici. E nel Parlamento Siciliano in particolare.-
Palermo, 16 Aprile 2008.
Si ringrazia per la cortese attenzione
L’Addetto alla Comunicazione e alle P.R.
( Giovanni Basile )