«Nessuno è più schiavo di colui che si ritiene libero senza esserlo» (Goethe)
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Nascita, crescita e tramonto del Movimento per l'Autonomia in provincia di Siracusa
Se l'onore – ma soprattutto l'onere – di fondare il MPA nella provincia di Siracusa và indiscussamente riconosciuto all'amico Salvo Sorbello, lo stesso non può dirsi per la crescita del Movimento, il radicamento dello stesso, ed i successi elettorali conseguiti durante le campagne elettorali che – dal 2005 fino ad oggi – si sono susseguite.
Certo è che Sorbello, più di ogni altro, ha indefessamente, ma soprattutto disinteressatamente, contribuito alla ricerca di uomini, alla creazione del consenso attorno al MPA siracusano ed alle vittorie conseguite alle elezioni che in questo lasso di tempo, purtroppo breve, si sono celebrate. Si poteva contare su un'idea vincente – quella dell'Autonomia - sganciata da logiche politiche partitiche e tendente alla riscoperta dei valori sicilianisti. L'Alta Corte, l'attuazione dello Statuto Siciliano, il sogno di vedere realizzate opere pubbliche fino ad oggi inesistenti, faceva coagulare attorno al Movimento fondato da Raffaele Lombardo un consenso, di uomini e voti, non indifferente. Lo stesso fondatore del MPA usciva da una polemica feroce con la segreteria nazionale del suo ex partito, l'UdC, in polemica col quale egli minacciava, dopo la nomina dell'On. Luca Volonté ad "Osservatore" di adire le vie legali per la illegittimità della stessa nomina e perché tale strumento non era assolutamente previsto dallo Statuto del Partito. Era il dicembre dell'anno 2004, le elezioni amministrative a Catania città erano incombenti e Lombardo, politico navigato, presentava ben quattro liste civiche che permisero a Scapagnini di vincere al primo turno elettorale. Se il paragone mi è consentito, specialmente in questi "giorni caldi", un po' come Mastella alle ultime elezioni nazionali con l'Unione, senza i voti del quale, le elezioni sarebbero state irrimediabilmente perdute.
Erano i primi vagiti, i prodromi della nascita del MPA, movimento politico che, a dispetto delle previsioni, consegnerà alla storia risultati entusiastici di consenso in molte parti dell'Isola, ma specialmente a Catania, dove può contare su una collaudata "rete di potere" ed anche a Siracusa, dove – fino a qualche mese fa – poteva contare su una classe dirigente determinata ed esperiente che – SENZA AVERE NULLA IN CAMBIO – era riuscito a farlo diventare la seconda forza del panorama politico provinciale nell'ambito dello schieramento di centrodestra.
Fatta questa doverosa premessa le elezioni politiche del 2006 si celebrano sotto l'egida del simbolo leghista. Opportunità inusuale questa, che creerà non pochi problemi nella ricerca del consenso, ma unica possibilità per tentare di portare a casa il risultato dell'elezione di qualche Deputato. Opportunità azzeccata se si pensa che alla fine vengono eletti direttamente cinque Deputati, due nel collegio occidentale e tre in quello orientale, ed un senatore nel collegio unico regionale. A questi si aggiungono un altro Deputato, l'On. Giuseppe Maria Reina, eletto in Puglia col diritto di tribuna nelle liste di Forza Italia ed un altro senatore friulano, sempre eletto con lo stesso metodo in Forza Italia. "Una pattuglia, quindi, che siederà in Parlamento per difendere i diritti della nostra terra" tuona Lombardo nel comizio di ringraziamento tenuto in Piazza Università a Catania. Dopo appena un mese e mezzo ci sono le regionali. Il MPA è in ottima salute e porta a casa ben dieci eletti. In provincia di Siracusa, con sorpresa dello stesso Lombardo che sosteneva Sbona, deputato uscente del MIP di Lo Monte, verrà eletto Giuseppe Gennuso, imprenditore rosolinese con interessi imprenditoriali nel settore edilizio e delle sale bingo. Incredibile a vedersi, Gennuso ha spiazzato, anche se per soli 84 voti, il temutissimo Franco Zappalà, Presidente provinciale dell'Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi Civili, che poteva contare sul sostegno di tutti gli assistiti. Sbona solo terzo, poco oltre i 5000 voti, per evidenti tradimenti in territorio di Melilli, la sua città. Reina avrebbe poi detto che Lombardo gli disse di lasciar perdere la campagna elettorale a Catania e di scendere a Siracusa per aiutare Sbona, lui certificò ben 147 voti a favore del deputato uscente, ma a nulla servirono. Da qui comincia il periodo di malumore interno al MPA, dovuto agli scontenti non eletti, Zappalà in testa, che addebitano tutti a Lombardo e Sorbello la propria sconfitta. Così non è fino in fondo se ben pensiamo. Mentre Lombardo – per suoi motivi – appoggiò apertamente Sbona, lo stesso - con notevole intelligenza politica – Sorbello non fece. Sapeva che il giorno dopo, comunque andassero le cose, avrebbe avuto contro la maggioranza del Partito. Non bastò. Il fronte degli sconfitti, a causa del comportamento di Lombardo, gli addebitava l'insuccesso, sbagliando. Sorbello, come nel suo carattere, non sostenne nessuno. Il suo voto, e quello degli amici più stretti, andò a qualcuno, ma questo è legittimo e normale.
Tempi di nuove battaglie si preparavano. L'accordo di programma per la chimica, firmato a dicembre 2005 a Palazzo Chigi e riguardante le bonifiche ed il rilancio del Polo petrolchimico siracusano, prevedeva, come ultimo punto, la costruzione di un rigassificatore in territorio di Melilli ma a poche centinaia di metri dal centro abitato di Priolo Gargallo. Cominciava una battaglia per impedire che tutto questo avvenisse. Si formavano comitati spontanei e si spiegava alla gente cosa fosse un rigassificatore e quali pericoli rappresentasse all'interno di un'area industriale ormai non manutenzionata regolarmente. La joint venture, formata da Erg e Shell, con una partecipazione del 50% pro capite, taceva sul progetto e sulle modalità di realizzazione dell'opera. Cominciavano le raccomandazioni della serie "Non vi vorrete mettere contro le industrie?" "Tanto lo fanno lo stesso, figurarsi!". In pochi capivamo che sarebbe stata la morte civile dei diritti dei cittadini ed una seria ipoteca sul futuro nostro e dei nostri giovani. Facevamo di tutto per evitarlo. Un sincero ringraziamento va a tutti coloro che in questa battaglia hanno aiutato Sorbello, ed il sottoscritto, ad acquisire esperienza, a permettere quei momenti di pubblico confronto che – come vedremo – hanno portato alla celebrazione del referendum di Priolo Gargallo. Giacinto Franco, Luigi Solarino, Eugenio Bonomo, Palmiro Prisutto, Anselmo Madeddu, sono solo un esempio di chi ci ha permesso di studiare il problema, somatizzarlo e spiegarlo alla gente. Se non fosse stato per loro il referendum non sarebbe mai stato indetto. Lasciamo un attimo questo problema per motivi temporali. Siamo nel mese di febbraio 2007 quando Lombardo annuncia una grande manifestazione contro l'utilizzo del Pet Coke presso il polo petrolchimico di Gela. La manifestazione ha luogo il 18 febbraio. Il piazzale davanti al petrolchimico è gremito di bandiere, uomini e donne. Eurodeputati, Sindaci di importanti metropoli siciliane, Assessori regionali si contendono la scena. Ognuno parla contro il Pet Coke e Lombardo concluderà "Non lasciatemi solo! Non lasciatemi solo in questa battaglia, col vostro aiuto ce la farò!". Viene anche ricevuto dal Presidente della Camera, Bertinotti, al quale "omaggia" un vasetto della putrida sostanza. Tutto finisce lì. Il Pet coke si continua ad utilizzare a Gela, e le amministrative, dove il MPA corre con quel galantuomo dell'avvocato Tonino Gagliano, uomo esperiente e perbene, è costretto a lasciare spazio alla riconferma dell'uscente Sindaco Rosario Crocetta, dipendente dell'azienda che gestisce le raffinerie gelesi. E' un fallimento!
Torniamo a Priolo. Qui viene indetto un referendum consultivo per sentire l'opinione della popolazione residente. Su proposta dei consiglieri di minoranza, tra i quali Margagliotti e Garufi, del MPA, viene votato un ordine del giorno in un'aula abbandonata dalla maggioranza che fa riferimento al Sindaco Massimo Toppi. Il referendum è indetto. Viene fissato per domenica 10 giugno 2007. Ma il diavolo fa le pentole e non i coperchi. Jonio gas, dall'alto della propria autorità, ricorre immediatamente al TAR di Catania, ottenendo la sospensiva, per bloccare l'iter della celebrazione del referendum di Priolo. L'udienza si svolge il 7 giugno 2007, un giovedì, ed insieme ad Amici, non a caso scritto con la maiuscola, che ritroveremo sul nostro cammino e senza i quali la vittoria referendaria sarebbe stata almeno più difficile, come Angelo Musumeci ed Enzo Radino, insceniamo un sit-in di protesta con tanto di striscioni e riprese di tutte le tv regionali. E' da notare – ed annotare – come, svolgendosi la manifestazione a Catania, patria clientelarelettorale di Lombardo, l'entourage non mandi nessuno a darci manforte. Il Tribunale si riserva la decisione. Torniamo a Siracusa soddisfatti per com'è andata. La notizia ha enorme risalto sui media, riesco a scaricare tutti e due i cellulari. L'attesa è febbrile. Ci riferiscono di fior di Professori universitari di diritto che, profumatamente pagati da Jonio Gas, sbattono i pugni sul tavolo, mostrano segni di squilibrio, non si danno per vinti. La decisione arriverà solo nella serata di qualche giorno dopo. Sono circa le 21.30 quando vengo raggiunto da una telefonata dell'Amico Alessandro Boscarino: "Abbiamo vinto, il TAR ci ha dato ragione, il referendum si farà!". Mi metto in auto e raggiungo immediatamente Priolo Gargallo, durante la strada un giro di telefonate per comunicare la fausta notizia. Appuntamento a casa di Salvo Maccarrone, un altro Amico vero come dimostrerà di essere. Registriamo le prime interviste. Siamo soddisfattissimi! Da lì una campagna elettorale in piena regola. Gazebo, manifestazioni ed incontri per spiegare alla gente cosa è il rigassificatore e quali pericoli comporta. Intanto viene fissata la data: il referendum si celebrerà domenica 15 e lunedì 16 luglio 2007. Per avere validità bisogna che voti il 50%+1 el corpo elettorale di Priolo Gargallo. E' una impresa titanica e le arpie cominciano a volteggiare sui nostri capi. Non andate a votare perché tanto non si raggiunge il quorum; non votate perché tanto si fa lo stesso; sono solo due degli infiniti slogan contrari al referendum. Mentre Jonio Gas si distingue per il silenzio e Forza Italia, componente Azione Popolare, quella di Confalone per intenderci, fa girare un volantino dove invita a votare Si per ottenere un bonus ambientale dagli "investitori". Realizziamo, con l'aiuto economico della tesoreria nazionale del partito, retta dal deputato lentinese Nello Neri, una grande e riuscita manifestazione dal titolo "Spegniamo la miccia su Priolo". Gli artisti si esibiscono gratuitamente data la valenza dell'argomento; notevole è lo sforzo organizzativo e gli scontri che sia io che Sorbello sosteniamo per fare andare tutto nel migliore dei modi. Sfilano sul palco anche esponenti politici locali e nazionali, come l'On. Nello neri che invita ad andare a votare per il referendum. Lombardo era atteso ma non arrivava. Verso le 23 una telefonata arrivò sul mio portatile. Era lui che mi chiedeva quanta gente ci fosse in piazza. Alla mia risposta che la piazza era discretamente piena mi disse che non sarebbe venuto. O colma o niente era il suo punto di vista. Questo a riprova che neppure lui credeva al raggiungimento del quorum previsto del 50%+1 dei componenti il corpo elettorale di Priolo Gargallo. Ad onor del vero va detto apertamente che Rossana Interlandi si impegnò fortemente perché il referendum riuscisse. Ricordo che venne sia nel giorno precedente le operazioni di voto che nei giorni caldi del voto, fermando la gente e spiegando le ragioni del No. Ad ogni modo, contro ogni previsione, alle 12.08 di lunedì 16 luglio 2007 si raggiunse il quorum prescritto. Il referendum era valido. Alla chiusura delle urne, le 15, aveva votato il 58,97% del corpo elettorale, nonostante la canicola e le arpie. Allo spoglio i No erano 5729 ed i Si appena 75. Il 98,72% dei votanti si era dichiarato contro la installazione del rigassificatore. E giù di lì i toni trionfalistici di Lombardo. "Referendum del comune di Priolo sul rigassificatore: alle urne il 57,43% dei cittadini, un'eccezionale successo di partecipazione popolare che il leader e fondatore del Movimento per l'Autonomia onorevole Raffaele Lombardo ha così commentato:
"Con questa grande partecipazione al voto per dire no al rigassificatore, i priolesi hanno interpretato la voglia di riscatto di tutti i siciliani, sbattendo la porta in faccia all'invasore (in questo caso i petrolieri) che da cinquantanni devastano impunemente il nostro territorio sotto l'odioso e falso ricatto occupazionale. Abbiamo dimostrato in maniera civile e democratica che il popolo siciliano non è carne da macello. Da oggi in poi non tollereremo più scelte fatte sulle nostra testa. I rigassificatori non sono né sicuri né convenienti, sarebbe stato da incoscienti costruirli nel bel mezzo della raffineria, che fino all'anno scorso è stata interessata da un pericoloso incendio: se li vadano a costruire altrove.
E che si cominci a fare luce sulle percentuali terrificanti di malformazioni neonatali e sui livelli delle malattie che affliggono i cittadini sull'area del petrolchimico e sul mercurio che inquina i nostri mari.
Questa giornata segna un punto importante perché è la dimostrazione che se siamo uniti e organizzati anche politicamente, possiamo condizionare le decisioni unilaterali di chi oggi ci sfrutta, affinchè costoro imparino a rispettarci. Di fronte a questo straordinario risultato, rivendichiamo il convinto e straordinario impegno del Movimento per l'Autonomia, dei nostri dirigenti siracusani e dei cittadini priolesi che con coraggio hanno resistito alle profferte fasulle di chi pensava di realizzare un pericoloso rigassificatore nel già martoriato triangolo di Piolo-Augusta-Melilli. Catania, 16 luglio 2007".
E così i priolesi, unico caso in Italia, avevano avuto modo di esprimere il proprio parere. E per ringraziare i dirigenti siracusani del MPA, come per magia, solo pochi giorni dopo, veniva nominato, su evidente pressione della componente Gennuso del Movimento, l'On. Giuseppe Maria Reina quale "osservatore" che avrebbe dovuto sanare i contrasti sorti fra la maggioranza del partito, che faceva capo alla Segreteria provinciale, e la componente minoritaria rappresentata da Pippo Gennuso. E' piena estate e nonostante tutto la maggioranza del partito, in un affollatissimo salone presso la sede di Viale Teracati, incontra questa figura, non prevista in alcun modo dallo Statuto ma materializzatasi – di fatto – anche se senza alcuna comunicazione scritta al Segretario Sorbello, su indicazione della Segreteria regionale condotta dal Vice Presidente della Regione Lino Leanza. E' un venerdì pomeriggio quando Reina sceglie di venire. Si parla di tutto, dalle scelte politiche, alla fame nel mondo, al problema dei collegamenti internazionali, si fatica a focalizzare il vero motivo per cui sia stato nominato. Lui stesso ammette che una componente del partito – quella di Gennuso – ha invocato addirittura il commissariamento, e che la sua nomina ad "osservatore" è – di fatto un atto di clemenza. Capimmo subito che qualcosa stava cambiando in ordine alla tematica del rigassificatore. Reina, primo cugino di Aldo Garozzo, alto dirigente Erg, non profferì parola rispetto le tematiche ambientali della provincia di Siracusa. Ad onor del vero lui ha detto di averlo fatto in aula durante una seduta dibattimentale, ma non ve n'è traccia né nel suo profilo personale, né nelle interrogazioni, emendamenti, o più in generale negli atti parlamentari da egli prodotti, che qualunque cittadino, per constatare l'alacre lavoro del deputato Reina potrà visionare al seguente link
Il nostro non brillerà certo per risultati raggiunti: a cominciare da Pachino, dove dichiarerà che il Sindaco Campisi se ne andrà a casa con la mozione di sfiducia perché lui otterrà le dimissioni dell'Assessore Basilico, notoriamente amico di Gennuso; Campisi è ancora Sindaco, Basilico non si dimise se non in seguito a noti fatti, e ben un paio di mesi dopo; poi a Noto dove riuscì, con un palese inganno, a fare nominare un Assessore, tecnico vicino al Consigliere comunale Zani, Assessore che venne estromesso dalla giunta Valvo non più tardi di una ventina di giorni dopo; a Siracusa dove, nonostante la sua proficua presenza alle riunioni del centrodestra, la trattativa è ancora arenata. Và detto, per completezza d'informazione, che Reina si è mosso sempre ed unicamente da solo, incontrando varie autorità e comportandosi come si trattasse unicamente di un Commissario. Monumentale, nel paradiso della satira politica, rimarrà una comunicazione da Lui indirizzataal Segretario Generale della Provincia Regionale di Siracusa dove annetteva un altro Consigliere provinciale al Gruppo consiliare del MPA, in ossequio ai poteri di cui era investito. Una sorta di novello Napoleone nostrano, insomma, che ha volutamente – ed artatamente – distrutto quello che uomini di questa terra avevano costruito in ben tre anni di duro lavoro, senza mai nulla avere in termini clientelari e per di più senza essere deputati "a prescindere" come avrebbe detto il grande Totò, essendo Reina stato eletto nelle liste di Forza italia con il c.d. "diritto di tribuna". Da settembre a novembre, poi, un continuo tira e molla, una dissacrante pantomima fatta di enormi ipocrisie nei confronti della classe dirigente siracusana e di cene a base di aragosta, con la componente Gennuso, presso noti ristoranti della zona sud della provincia di Siracusa. Parafrasando quel telespettatore che oggi, durante la puntata di Giornalisti su Marte, condotta dall'ottimo Damiano Chiaramonte, paragonava Reina all'arbitro Byron Moreno e Gennuso alla Corea dei mondiali del 2002, il quadro dirigente provinciale non può non essere paragonato all'Italia. Una squadra affiatata e vincente che, obtorto collo, è stata immeritatamente eliminata dalla competizione.
A coronamento dei mirabolanti risultati conseguiti sul campo dall' "Osservatore Reina", e dopo una conferenza stampa tenuta il 5 novembre dall'On. Nello Neri che si diceva preoccupato dall'allarme lanciato dalla DDA di Palermo, rispetto a possibili appetiti mafiosi nei confronti delle Sale Bingo, e precisava che con Gennuso non avrebbe mai preso un caffè fuori dalla politica, lo stesso Reina viene promosso al grado di Commissario del MPA di Siracusa, come nel migliore stile di un partito autonomista, anche questa volta senza alcuna comunicazione né notifica alcuna nei confronti della Segreteria provinciale siracusana. La componente Gennuso si perita immediatamente di convocare i giornalisti presso un noto albergo cittadino per dire che giustizia era fatta ed avevano vinto loro. Reina risponderà con una conferenza stampa, lunedì 12 novembre, di cui non anticipo nulla e che potrete, tra breve, integralmente "godere" su questo blog. Il resto è storia di tutti igiorni. Un partito ormai ridotto ai minimi termini, con numerosissimi dirigenti che lo hanno già lasciato ed altrettanti che sono pronti a fare la stessa scelta. Perché è impossibile giocare bene la propria partita quando l'arbitro è parziale.
Chiudo qui la presente cronistoria dei fatti, riservandomi di raccontare, magari in altre uscite, bene individuati episodi che hanno riguardato l'agire politico di alcuni personaggi che oggi ricoprono cariche elettive e che magari, anelano, a candidarsi a Sindaco del proprio paese.
Giovanni Di Lorenzo
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Movimento politico del Popolo Siciliano "al di qua e al di là del Faro"
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Identità siciliana, identità meridionale ed MPA
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La scomparsa degli autonomisti
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Il democristiano Lombardo ritorna all'ovile