sabato, 17 maggio 2008

Caso Di Girolamo: il parere di eletti all'estero e presidenti di associazioni

 

Continua a far discutere il caso del senatore Nicola Paolo Di Girolamo, indagato a Roma nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte anomalie legate al voto degli italiani all’estero, nelle ultime elezioni politiche. Di Girolamo, in forza al PdL ed eletto a Palazzo Madama per la circoscrizione Europa, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

 

Le accuse per lui vanno dal falso in atto pubblico alla violazione della legge elettorale. La magistratura sta peraltro valutando se si debba procedere, nei suoi confronti, anche per usurpazione di funzioni pubbliche. In pratica, gli si contesta di aver falsamente dichiarato di essere residente in Belgio. Secondo quanto appurato dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal sostituto Giovanni Bombardieri, infatti, Di Girolamo, pur risultando iscritto all’Aire (Anagrafe degli italiani residenti all’estero), non abitava in Belgio quando si è candidato, ma ha presentato domanda di residenza l’8 maggio scorso, quindi in data successiva alle elezioni.

 

“Quanto sta facendo la Procura non mi sorprende – è il commento dell’onorevole Gugliemo Picchi, eletto anche lui nella circoscrizione Europa, ma alla Camera – avevamo già notizia della non residenza all’estero dell’avvocato Di Girolamo. Penso non sia stato un atto corretto, il suo, nei confronti degli elettori e in particolare dei 22 mila che l’hanno votato. Dovrebbe dimettersi subito, così evitiamo anche di essere attaccati come coalizione”.

 

Dello stesso parere il presidente di Sicilia in Europa e coordinatore Enas nel Regno Unito: “Non conosco Di Girolamo – premette Nicosia – ho sentito anche io delle voci in giro, voci che dicevano che c’erano forti irregolarità. Ma erano tante, a dire la verità, le voci che in quel periodo circolavano fra gli addetti ai lavori, e non solo. Il fatto che ora Di Girolamo sia indagato, mi fa pensare che forse quelle voci un fondo di verità ce l’avevano. Personalmente, credo che lui, se ha un po’ di dignità, dovrebbe dimettersi immediatamente”.

 

Più cauto Franco Narducci, eletto alla Camera dei Deputati, in rappresentanza del Pd, per la ripartizione Europa: “Se le accuse saranno confermate mi viene da dire: ‘dal trionfo alla vergogna’. Però credo si debba aspettare che la magistratura faccia il suo corso. E’ difficile dire a priori se il senatore debba o meno dimettersi: se Di Girolamo contesta le accuse che gli sono state mosse, allora non deve. Se invece pensa di essere in fallo, a quel punto sta alla sua sensibilità e alla sua cultura lasciare. Certo – conclude Narducci – non sono così apodittico da poter dire sì-no”.

 

Quella di Di Girolamo, per Francesco Paolo Catania, presidente de L’Altra Sicilia, è “l’arroganza di quanti sanno di non dover rispondere a nessuno delle loro malefatte. Infatti – continua Catania – il sospetto di imbroglio su cui indaga la magistratura dimostra che se la giustizia italiana non fosse quella che è attualmente, ma punisse in maniera esemplare i mascalzoni, certamente  quanti agiscono in malaffare ci penserebbero due volte prima di intraprendere azioni illegali. Così come nel caso Di Girolamo, pare opinione diffusa (visto che non è la prima volta che succede) che una volta ottenuta ‘la poltrona’,  a dispetto dei mezzi impiegati, sembra difficile poi perderla. L’opinione corrente è che tutto sia possibile, tanto la magistratura dorme o finge di dormire – aggiunge il presidente de L’Altra Sicilia – per il quieto vivere, per non intraprendere una procedura di invalidazione dei risultati oltremodo lunga, difficile ed ostica per gli interessi che si vanno a toccare e ledere. Ne è dimostrazione l’azione del Berlusconi due anni fa – conclude il presidente – che dopo tanto urlare ha messo tutto in cantina, o l’azione (che non parte) dei perdenti di questo giro, la sinistra”.

 

Restio, invece, a rilasciare dichiarazioni è il senatore Basilio Giordano, eletto col Pdl per la ripartizione America: “Non conosco la vicenda, conosco il senatore Di Girolamo, oggi l’ho salutato in Aula, gli ho chiesto come andava e l’ho visto preoccupato, ma sereno. Non ho seguito bene il suo caso e quindi non me la sento di esprimere un parere, ma darei tempo al tempo”.

 

E quando si domanda se ci siano altre responsabilità in quanto accaduto i parlamentari si dividono. Il partito? “Non penso, siamo tutti stati vittime di un falso – risponde Picchi – di una truffa. Diventa difficile per un partito verificare tutto, normalmente ci sono persone che presentano i candidati e di loro ci si fida. Non so chi abbia presentato Di Girolamo – chiosa l’onorevole – ma penso persona fidata, in fondo il suo era un profilo ottimo: un bravo avvocato. Il partito come poteva sospettare?”.

 

Di segno opposto l’analisi di Narducci: “Ribadisco che le accuse devono ancora essere provate. Se dovessero esserlo, penso ci sia stata leggerezza da parte del partito, ma anche da parte di chi ha sponsorizzato Di Girolamo. Qualcuno sapeva: è grave che non avesse la residenza prima di candidarsi. Ci sono senza dubbio responsabilità etiche e morali e, nel caso del consolato, anche giuridiche”.

 

Proprio sul ruolo del consolato si interroga Picchi: “Il consolato qualche responsabilità ce l’ha. Qui a Londra quando mi iscrissi all’Aire dovetti presentare una prova della residenza, tipo una bolletta. Ora, in Belgio funziona diversamente, tipo in Italia: si fa domanda, entro trenta giorni un vigile urbano accerta che io abiti dove dico e così si verifica. Il consolato avrebbe dovuto attendere: com’è possibile che Di Girolamo in mezza giornata abbia ottenuto l’iscrizione, quando ci sono persone che vivono all’estero da mesi e per riuscire a farle votare abbiamo dovuto lavorare moltissimo? In più – aggiunge l’onorevole del PdL – il funzionario del Comune di Roma doveva chiedersi come mai tanta solerzia. Insomma, penso ci sia stata quantomeno una connivenza fra il Comune e il Consolato. Non so a quale livello, ma tanta solerzia è comunque sospetta”.

 

Delle responsabilità del consolato avremmo voluto parlarne direttamente con il Console in persona, ma stiamo ancora attendendo una sua risposta, visto che la segreteria ce ne ha promessa una. E a quanti sostengono, dopo il caso Di Girolamo e i tanti brogli denunciati, che sia la legge a dover essere cambiata, risponde l’onorevole Narducci: “Mi ha disturbato che qualsiasi cosa accada si inizi un processo alla legge, come se la legge debba preventivare che gli Italiani siano un popolo di imbroglioni. Mettono parole in bocca a Tremaglia, che lui, in privato, non ha mai avuto. Allora dovremmo dire: visto che siamo un popolo di truffatori, il voto per corrispondenza sarà abolito. Ma non è il voto per corrispondenza ad essere sbagliato: in Svizzera si vota così e tutto fila liscio. E’ la cultura della legalità a dover essere cambiata, non quella delle leggi. Se ci sono persone che truffano (con quale meccanismo e con quali connivenze è ancora da appurare) il problema allora – conclude il deputato – non è la legge, ma il fatto che nel nostro DNA c’è la truffa. E questo va cambiato”.

 

Valentina Dello Russo - Italia Chiama Italia

 

Francesco Paolo Catania racconta il suo incontro con Nicola Di Girolamo nel consolato di Bruxelles

 

Di Girolamo? "Non avevo mai avuto occasione di incontrarlo, benchè vivessi da oltre 20 anni a Bruxellles, frequentassi i "posti" italiani, conoscessi i bisogni della gente, fossi eletto consigliere Comites da parecchie legislature"

Francesco Paolo Catania, presidente de "L'Altra Sicilia", ieri nella tua lettera hai scritto di aver incontrato Di Girolamo al consolato, mentre si stava iscrivendo all’Aire. Raccontaci un po’ l’incontro, con più dettagli…

Mi ero recato come responsabile di un movimento politico “L’ALTRA SICILIA”” - che non conta faccendieri né consulenti al seguito - come faccio spesso, per chiedere informazioni al Consolato, visto anche il periodo di importante campagna elettorale che avevamo iniziato.

Quel giorno ero accompagnato da un altro candidato della lista "L'ALTRA SICILIA -PER IL SUD" , lista  con la quale abbiamo concorso  alle elezioni nella circoscrizione Europa e,  mentre discutevamo con il Console Sorrentino, al pianoterra del consolato davanti al suo ufficio, dalla porta dell’ufficio anagrafe, con mia grande sorpresa, mi  sono trovato davanti al sig. Ferretti, accompagnato da un’altra persona che in quel momento non sapevo chi fosse e che dallo stesso Ferretti mi venne presentato come il futuro senatore del PDL. 

Gli chiesi in quale circoscrizione fosse iscritto e, all'apprendere che era iscritto proprio a Bruxelles, nel comune di Ixelles, mi venne spontaneo chiedergli cosa potesse conoscere delle tematiche della nostra comunità emigrata, visto che, personalmente, non avevo mai avuto occasione di incontrarlo, benchè vivessi da oltre 20 anni a Bruxellles, frequentassi i "posti" italiani,  conoscessi i bisogni della gente, fossi eletto consigliere Comites da parecchie legislature. Niente, mai una riunione, un incontro, un comunicato, di questo signor candidato. Mai una prova della sua esistenza. A questo punto intervenne il Ferretti con le solite frasi: " ... caro Catania....sei sempre lo stesso.... non cambi mai... ecc"... chiedendomi anche, con grande faccia tosta, che cosa ci facessi io, in quel Consolato (a cui appartengo per residenza). 

E Ferretti che ci faceva lì con Di Girolamo?

Penso che il fatto di accompagnare il Di Girolamo sia prima di tutto affare suo, ma che sotto sotto sia anche  dovuto al fatto che essendo  oltremodo sicuro dell'elezione del Di Girolamo come senatore, soci della stessa coperativa proprietaria de “L’ITALIANO”…( tutti sanno che bastano un paio di cosidetti “onorevoli” per poter passare alla cassa del finanziamento all’editoria. Trovare un altro compare non è certamente difficile quando si tratta di passare all'incasso... censurato)

Qual era l’atteggiamento del Console nei confronti di questi signori?

Il Console, quando i due signori si sono allontanati, ha tenuto a sottolineare la  poca creanza ed arroganza da essi dimostrata quando se ne sono andati senza neanche preoccuparsi di fare un semplice saluto.

Ma come mai, secondo te,  il consolato non è stato attento, e non ha verificato l’autocertificazione?

Non posso certamente sindacare l’operato dell'ufficio consolare, nè mi compete discutere l'atteggiamento del Console che spesso si è dimostrato molto sensibile alle esigenze della comunità.  Posso sicuramente solo parlare dell'attitudine che i funzionari di questi enti, i consolati, non solo a Bruxelles, ma veramente un po' dappertutto, dimostrano nei confronti dei concittadini che sono costretti a ricorrere al loro ausilio:  essere forti con i deboli  e deboli davanti all’arroganza di certi personaggi che sanno di potersi permettere di  tutto in quanto protetti da particolari poteri e referenti, siano essi di destra o di sinistra.

Ferretti, anche sul suo giornale, si è sempre dimostrato orgoglioso del suo candidato…Era così anche quando l’hai incontrato?

Orgoglioso certo,  ma soprattutto arrogante.  L’arroganza di quanti sanno di non dover rispondere a nessuno delle loro malefatte.

Infatti il sospetto di imbroglio su cui indaga la magistratura dimostra che se la giustizia italiana non fosse quella che è attualmente ma punisse in maniera esemplare i mascalzoni, certamente  quanti agiscono in malaffare ci penserebbero due volte prima di intraprendere azioni illegali. Cosi' come nel caso del Di Girolamo, pare opinione diffusa, visto che non è la prima volta che succede, che una volta ottenuta “la poltrona”,  a dispetto dei mezzi impiegati, sembra difficile poi perderla.

L'opinione corrente è che tutto sia possibile, tanto la magistratura dorme o finge di dormire. Per il quieto vivere, per non intraprendere una procedura di invalidazione dei risultati oltremodo lunga, difficile ed ostica per gli interessi che si vanno a toccare e ledere. Ne è dimostrazione l'azione del Berlusconi due anni fa, che dopo tanto urlare ha messo tutto in cantina o l'azione (che non parte) dei perdenti di questo giro, la sinistra, .

Ecco perché pensano che tutto sia consentito...

Italia chiama Italia

L'ALTRA SICILIA-Antudo

Movimento del Popolo Siciliano "al di qua e al di là del Faro"

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venerdì, 16 maggio 2008
Da inoltrare a tutti. Grazie per la Sicilia e per il Popolo siciliano.
Multigraf  Editrice  Messina Via G. La Farina, n. 62, is. n. 149, 98123
tel/fax   090 9432048   333 7477702
14 MAGGIO 2008 - CONFERENZA RISERVATA ALLA STAMPA – Università di Catania
ANTONIO CANEPA e ATTILIO CASTROGIOVANNI
100° ANNIVERSARIO DELLA NASCITA
14 MAGGIO 2008  -  ERNESTO GUEVARA - 80° ANNIVERSARIO DELLA NASCITA
Gentile Direttore e/o Caporedattore
La Multigraf Editrice di Messina ha organizzato una CONFERENZA STAMPA,
mercoledì 14 Maggio 2008, dalle ore 10.30 alle ore13, presso la nuova sala "Coro di notte" del Monastero dei Benedettini, sede della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Catania, si è svolta la CONFERENZA STAMPA di presentazione delle manifestazioni dedicate ad ANTONIO CANEPA ed ad ATTILIO CASTROGIOVANNI.
Nella nuova sala multimediale, adiacente alla grande chiesa del monastero della Facoltà di Lettere dell' Università di Catania, per PRESENTARE le iniziative in occasione
del centesimo anniversario dalla nascita di due personaggi che hanno contribuito
grandemente ed in modo determinante alla Storia recente della Sicilia e del Popolo Siciliano.
Il Professor Antonio Canepa fu fondatore dell'EVIS,
combattente per la liberazione dell'Italia e grande
organizzatore-comandante per l'indipendenza della Sicilia.
Antonio Canepa nacque a Palermo il 25 ottobre 1908.
L'avvocato Castrogiovanni fu uno dei padri
dello Statuto del Parlamento Siciliano
e Deputato del Popolo Siciliano.
Attilio Castrogiovanni nacque a Linguaglossa il 15 maggio 1908.
Ernesto Guevara nacque nella città di Rosario in Argentina il 14 maggio del 1928, fu registrato ufficialmente all'anagrafe dai suoi genitori il 14 giugno 1928.
In questo primo appuntamento sono state presentate due iniziative.
1) La RISTAMPA di un libro dedicato ad Attilio Castrogiovanni
realizzata a cura di A.CU.DI.PRO.SI con il suo grande
organizzatore Mariano Crisafulli.
L'opera del Prof. Girolamo Barletta, già preside del Liceo Classico di Giarre, si intitola "l'uomo della rabbia". Il libro fu pubblicato nel 1986 a cura del Comune di Linguaglossa, luogo di radicamento della famiglia di Attilio Castrogiovanni.
Nonostante l'assenza (giustificata) dei due relatori, il titolare della Multigraf Editrice (Rosario Baeli) ha presentato ugualmente la ristampa del libro nel corso della C.S. sottolineando anche che alcuni quadri della  MOSTRA sono stati dedicati ad Attilio Castrogiovanni e alle sue attività a Catania nel 1944.
Il volume puo' essere richiesto direttamente a Mariano Crisafulli ai seguenti numeri: tel. 095 7702230; 348 8454118; ACUDIPROSI (Mascali) 095 966700.
Se volete ritirare il libro personalmente, in orari d'ufficio, potete passare da Mascali.
L'ufficio ACUDIPROSI di Mascali è di facile localizzazione, si trova lungo la strada statale 114 che passa nel centro di Mascali, accanto al Municipio, di fronte alla famosa Pasticceria Condorelli (individuabile in lontananza dall'auto, provenendo dalla parte di Catania, con una grande tenda da sole di colore verde), in pieno centro di Mascali.
Mascali è una bellissima località balneare ed ha un centro urbanizzato esemplare, degno di una piccola moderna cittadina. Sono famosi alcuni eccellenti prodotti dell'agricoltura tipici delle coltivazioni di Mascali.
2) UNA MOSTRA IN 10 QUADRI sui  fatti storici del 1943-45,
dedicata ad Antonio Canepa e Attilio Castrogiovanni, intitolata:
“COMANDANTE MARIO TURRI”
I quadri, in grande e medio formato, sono stati realizzati dal Maestro Juan Miano, diplomato all' Accademia di Belle Arti di Buenos Aires,
vive in Sicilia da alcuni anni, ha già realizzato mostre d'arte con soggetti storici (Federico II, L'assedio di Messina durante la Guerra del Vespro).
I dieci soggetti riguardano fatti accaduti a Palermo, Catania, Randazzo, Cesarò, Giarre, Gerbini-Sferro. Tutti i quadri sono frutto di ricerche storiche in un panorama documentale spesso difficilmente accessibile ancora oggi, a oltre sessant'anni dai fatti rappresentati. Rosario Baeli ha contribuito all'ideazione del quadro dedicato ai fatti di Giarre.
Erano presenti per rispondere alle domande dei Signori giornalisti, in ordine di intervento:
il Professor Agatino Vittorio (Facoltà di Scienze Politiche Università Catania)
relatore di una recente tesi di laurea  su Antonio Canepa del neo Dottor Dario Lieto (momentaneamente impegnato all'estero). Il Professore Vittorio ha tracciato una breve
 cronologia della vita di A. Canepa evidenziando l'aspetto educativo-didattico verso gli studenti universitari alla causa della Sicilia INDIPENDENTE ma anche la grande capacità di azione che lo rese un personaggio unico nel panorama storico di quegli anni. Canepa era un grande intellettuale ma anche un uomo “da combattimento”, partigiano e comandante di reparti armati e capace di far saltare le basi dei nemici (come fece con l'aeroporto tedesco di Gerbini-Sferro nel territorio di Paternò prima dello sbarco anglo-americano, per questo motivo era “ricercatissimo” dai nazi-fascisti che misero una taglia sulla sua testa)
Con  il Professore A. Vittorio era altresì presente la Signora Lara Niciforo (giornalista della testata giornalistica “LA VOCE DELL'ISOLA”, anche sito internet) che ha realizzato un video per una emittente televisiva.
la Signora Teresa Canepa (già direttrice di banca), figlia del Prof. Antonio Canepa, che ha ricordato i fatti familiari e storici collegati al padre (aveva18 mesi quando fu ucciso il padre) precisando il suo parere su alcune considerazioni del Prof. Agatino Vittorio ; La Sig.ra Canepa pur avendo avuto recentemente due gravissimi lutti in famiglia (la prematura scomparsa del marito  e poco dopo la morte un figlio in un incidente stradale) è intervenuta con grande forza d'animo e partecipazione, sostenendo le tesi che da oltre 20 anni propone nei suoi incontri pubblici nel ricordo del grande padre e nel progetto, sempre vivo e senza compromessi, di una Sicilia libera e Indipendente.
il Maestro Juan Miano che ha realizzato i quadri dedicati a Canepa e Castrogiovanni, ha  raccontato la lunga e laboriosa gestazione delle opere nella ricerca continua di informazioni storiche e immagini dell'epoca per riportare nei quadri una fedele ricostruzione al massimo dei riferimenti bibliografici recuperati e degli archivi fotografici gentilmente resi disponibili da enti pubblici e privati.
Non mancano riferimenti e citazioni a grandi opere della pittura contemporanea che hanno segnato questi ultimi cento anni della iconografia mondiale nell'impegno sociale e democratico. I quadri di Miano sono di grande effetto scenico tale da costituire una interpretazione in forma compiuta di “TEATRO DELLA STORIA”  vedasi i quadri dedicati ai fatti di MURAZZURUTTU, GIARRE, BIVIERE CESARO', MUNICIPIO DI CATANIA, DISTRETTO MILITARE DI CATANIA, VIA MAQUEDA più che fugaci e lontane memorie sembrano solenni allestimenti scenici sul grande palco della Storia.
La simmetria del quadro dedicato a Canepa e Finocchiaro Aprile ci trasferisce da una familiare immagine bidimensionale (alla maniera dei faraoni della Storia), con una disposizione scenica popolare che confronta i due protagonisti, lanciando l'osservatore verso una dimensione tridimensionale costruita su solidi mattoni costituiti dai tomi delle opere più importanti delle menti eccelse della Sicilia, proiettandoci verso un cielo di eventi storici ove le figure sono pianeti e la grandiosità degli eventi prevale anche sulla loro normale sequenza cronologica per diventare una costellazione di brillantissime sorgenti di ammirazione ed esempio per le generazioni presenti e future.
L'Architetto Salvatore Morana di Bagheria, che ha concluso gli interventi, ha fatto il punto politico-sociale e soprattutto ha sottolineato il GRAVE DANNO arrecato alla Sicilia ed al Popolo Siciliano da 60 anni di censure di Stato, di amnesie storiche e  dell' informazione  distorta che ha nascosto figure come Antonio Canepa e Attilio Castrogiovanni che hanno fatto tanto per la conquista della libertà e della  Democrazia in Italia e che hanno sacrificato gli anni migliori e la loro stessa vita per la libertà e l'Indipendenza della Sicilia e del Popolo Siciliano.
La Multigraf ha invitato la Signora Isabella Bambara (nipote di A. Castrogiovanni) che ha fatto sapere, tramite la sua segreteria, di fare tutto il possibile per essere in tempo utile a Catania  essendo irrevocabilmente impegnata a Messina,
l'Avvocato Rizzo Nervo, con qualche piccolo problema di salute,  ci ha fatto sapere da Cesarò di essere idealmente presente.
Dopo un breve ristoro Teresa Canepa ha ripreso il viaggio di ritorno verso Cefalù.
Un gruppo di siciliani ha deciso di far rivivere la Bandiera della Sicilia facendola sventolare sul palazzo che fu la sede del MIS in Via Etnea. Durante quelle ultime giornate di libertà del 1944 Attilio Castrogiovanni si era trincerato dentro Palazzo Carcaci, ai quattro canti, per opporsi alla chiusura antidemocratica delle sedi del Movimento Indipendentista Siciliano operate dalle prefetture governative dell'isola. Attilio Castrogiovanni aveva fatto circondare l'edificio con il filo spinato Insinuando negli assediatori il timore che il palazzo
fosse minato e che le reti metalliche fossero collegate con l'energia elettrica., rendendolo inavvicinabile.
La difesa di resistenza durò diversi giorni sino al 14 maggio 1944 quando i carabinieri aprirono un varco e occuparono l'edificio arrestando Attilio Castrogiovanni.
La Bandiera Siciliana che dominava sulla Via Etnea fu tolta dal Palazzo e Attilio Castrogiovanni finì in carcere per oltre un anno sino a quando non fu eletto Deputato dal Popolo Siciliano all' Assemblea Costituente il 2 giugno del 1946 e l'anno successivo Deputato nel Parlamento Siciliano.
A distanza di 64 anni, nello stesso giorno, una grande Trinacria sorridente e sorniona su una Bandiera rosso-gialla della Sicilia di 3 metri per 2 si è aperta alla corrente ventosa della Via Etnea di fronte al palazzo che ancora oggi ospita la (allora) prefettura “fascista” abolita dalla Statuto del Parlamento Siciliano del 1946.

l responsabile ACUDIPROSI, Mariano Crisafulli ed il Prof. Girolamo Barletta a causa di un incidente stradale, senza gravi conseguenze per Crisafulli,  sono rimasti bloccati a Mascali; In orario pomeridiano ci siamo recati in visita presso l'abitazione di Mariano Crisafulli per accertarci che il grande Mariano non risparmi visite mediche e analisi cliniche e per verificare il suo stato di salute. Gli è stato refertata una contusione con una vistoso graffio sulla fronte effetto del colpo frontale attutito fortunatamente dal parasole dell'auto. Mariano accusa i sintomi tipici del “colpo di frusta” dei tamponamenti stradali ma nulla di grave. L'evento capitato a Mariano non è che uno dei numerosi casi di pericolo che ogni giorno circondano gli automobilisti sulle strade siciliane.
Un esempio per tutti la vergognosa organizzazione del Giro d'Italia  proprio nella tappa Catania-Messina, di luned' 12 maggio, guarda caso transitata proprio da Murazzuruttu sullo stesso percorso che fece Antonio Canepa ed i suoi compagni di battaglia, da Cesarò a Giarre chiusi poi, ANCORA VIVI,  nelle bare di legno dai reali carabinieri e trasportati a passo lento verso la disumana e criminale sepoltura dei corpi in agonia.
Il piccolo autoveicolo FIAT 500 su cui viaggiava Mariano Crisafulli, invece risulta notevolmente danneggiato dal lato del passeggero.
Sono visibili due brevi precedenti interviste rilasciate dalla Signora Teresa Canepa
e dalla Signora Isabella Bambara sui fatti del 1943-45, vedere i seguenti video:
http://www.taorminacity.com/tao_Info/index_info.htm
http://www.youtube.com/watch?v=kEZqtuV3YsI
Durante la C. S. sono stati presentati alcuni quadri della Mostra
proiettati sul grande  schermo della sala che é stata ottimamente adattata per riprese video e registrazioni audio.
L'ospitalità della Presidenza della Facoltà di Lettere è stata curata da un funzionario che ci ha dato ogni aiuto per fruire dei locali nel miglior modo possibile.
Anche dalla Biblioteca si sono attivati per farci accedere alla sala con il veloce trasferimento di tutti i nostri supporti tecnici e di allestimento evitando inutili perdite di tempo e di allungamento del percorso.
Per tutto questo ringraziamo per l'ospitalità la Facoltà di Lettere della grande e antica Università di Catania
dove Antonio Canepa e Attilio Castogiovanni hanno seminato  il germe della libertà e della democrazia che aspetta di essere raccolto da tutti coloro che coerentemente con le idee di questi padri fondatori, intravedono una sola possibilità di salvezza per il Popolo Siciliano, l'INDIPENDENZA.
Sono stati realizzati diversi video per gli oltre 90 minuti di conferenza stampa.
Due di questi video sono nel sito www.messinacity.com
nelle NEWS   oppure su www.youtube.com
cercare ONIR56 oppure direttamente:
http://it.youtube.com/watch?v=VU5IjrYy7E4

http://it.youtube.com/watch?v=BT0mBAzO3cw
Era presente una emittente televisiva di Acireale (REI TV) con una telecamera ed una giornalista che hanno realizzato numerose interviste e hanno ripreso buona parte della Conferenza Stampa.
Il giornalista Umberto Darrò ha rivolto una domanda a Teresa Canepa sul ruolo degli inglesi nella attività in Sicilia di Antonio Canepa. Hanno risposto i tre relatori.
Era altresì presente Vito Vinci in qualità di spettatore ma in realtà fondatore di molti movimenti per l'autodeterminazione della Sicilia.
Ringraziamo, Gianluca Castriciano di Messina, Giuseppe di Catania, Orazio di Mascali per aver contribuito alla riuscita della conferenza.


Il primo appuntamento pubblico per le manifestazioni celebrative
era stato fissato per il 14 giugno a Randazzo
ma la concomitanza con la successiva decisione
della giornata elettorale comunale e provinciale
ha necessariamente fatto rinviare la data
che sarà tempestivamente comunicata in seguito.
In attesa del prossimo incontro CONFERENZA-STAMPA
inviamo i nostri più cordiali saluti e auguri di buon lavoro.
per informazioni    333 7477702    baeli@messinacity.com
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martedì, 13 maggio 2008
 Multigraf Editrice Messina
Via G. La Farina ,
n. 62, is.n.149,
98123 MESSINA
tel/fax 090 9432048   333 7477702
ANTONIO CANEPA e ATTILIO CASTROGIOVANNI
100° ANNIVERSARIO DELLA NASCITA
Gentile Direttore e/o Caporedattore
La Multigraf Editrice organizza una CONFERENZA STAMPA,
giorno 14 Maggio 2008, alle ore 10.30,
presso la sala "Coro di notte"
della Facoltà di Lettere dell'Università di Catania,
per PRESENTARE le iniziative in occasione
del centesimo anniversario dalla nascita
di due personaggi che hanno contribuito
grandemente ed in modo determinante alla
Storia recente della Sicilia e del Popolo Siciliano.
Il Professor Antonio Canepa fu fondatore dell'EVIS,
combattente per la liberazione dell'Italia e grande
organizzatore-comandante per la libertà della Sicilia.
L'avvocato Castrogiovanni fu uno dei padri
dello Statuto del Parlamento Siciliano
e Deputato del Popolo Siciliano..
In questa primo appuntamento saranno presentate due iniziative.
1) La RISTAMPA di un libro dedicato ad Attilio Castrogiovanni
realizzata a cura di A.CU.DI.PRO.SI con il suo grande
organizzatore Mariano Crisafulli.
L'opera del Prof. Girolamo Barletta, già preside del Liceo Classico di Giarre, si intitola "l'uomo della rabbia".
Il libro fu pubblicato nel 1986 a cura del Comune di Linguaglossa, luogo di radicamento della famiglia di Attilio Castrogiovanni.
Attilio Castrogiovanni nacque a Linguaglossa il 15 maggio 1908.
2) UNA MOSTRA IN 10 QUADRI sui  fatti storici del 1943-45,
dedicata ad Antonio Canepa e Attilio Castrogiovanni, intitolata:
COMANDANTE MARIO TURRI
I quadri, in grande e medio formato, sono stati realizzati dal Maestro Juan Miano, diplomato all' Accademia di Belle Arti di Buenos Aires, vive in Sicilia da alcuni anni, ha già realizzato mostre d'arte con soggetti storici (Federico II, L'assedio di Messina durante la Guerra del Vespro).
I dieci soggetti riguardano fatti accaduti a Palermo, Catania, Randazzo, Cesarò, Giarre, Gerbini-Sferro. Tutti i quadri sono frutto di ricerche storiche in un panorama documentale spesso difficilmente accessibile ancora oggi, a oltre sessant'anni dai fatti rappresentati. Rosario Baeli ha contribuito all'ideazione del quadro dedicato ai fatti di Giarre.
Antonio Canepa nacque a Palermo il 25 ottobre 1908.
Saranno presenti per rispondere alle domande dei Signori giornalisti:
la Signora Teresa Canepa (figlia del Prof. Canepa);
il Prof. Girolamo Barletta;
il Maestro Juan Miano;
il responsabile ACUDIPROSI, Mariano Crisafulli;
il Professor Agatino Vittorio relatore di una recente tesi di laurea su A. Canepa.
La Multigraf ha invitato la Signora Isabella Bambara (nipote di A. Castrogiovanni), l'Avvocato Rizzo Nervo e l'Architetto Totò Morana.
Sono visibili due brevi interviste rilasciate dalla Signora Teresa Canepa
e dalla Signora Isabella Bambara, vedere:
http://www.taorminacity.com/tao_Info/index_info.htm
http://www.youtube.com/watch?v=kEZqtuV3YsI
Durante la C. S. saranno presentati alcuni quadri della Mostra
proiettati sul grande  schermo della sala
che é adatta per riprese video e registrazioni audio.
Il primo appuntamento pubblico per le manifestazioni celebrative
era stato fissato per il 14 giugno a Randazzo
ma la concomitanza con la successiva decisione
della giornata elettorale comunale e provinciale
ha necessariamente fatto rinviare la data
che sarà tempestivamente comunicata in seguito.
In attesa dell'incontro CONFERENZA-STAMPA di mercoledì 14 maggio,
Le inviamo i nostri più cordiali saluti e auguri di buon lavoro.
per informazioni    333 7477702    baeli@messinacity.com
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categoria:la posta
giovedì, 08 maggio 2008
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categoria:video
giovedì, 08 maggio 2008
postato da: alphonsedoria alle ore 20:35 | Permalink | commenti
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mercoledì, 07 maggio 2008

Indipendenza della Groenlandia...a poco a poco

 

Per chi dice che la Sicilia "è povera", "non ce la può fare da sola", ed espressioni simili.

 

Esiste un altro paese, molto più "mantenuto" di noi, molto meno autosufficiente economicamente, che sta dimostrando il coraggio di camminare sulle proprie gambe, magari con la dovuta gradualità; vedrete che col tempo l'indipendenza porterà benessere anche a quelle latitudini, il tempo di convertirsi dall'assistenzialismo allo sviluppo. Non sarà facile, ma ce la faranno,...e naturalmente ci supereranno....

Dormiamo, fratelli siciliani, dormiamo,... meglio restare italiani mantenuti e denigrati ogni giorno, meglio essere offesi ogni giorno da italiani del nord che ci considerano degli scansafatiche, magari dimenticando quante nostre risorse prendono ogni giorno gratuitamente il volo per il continente, che essere siciliani e basta, che essere un popolo normale come siamo stati per millenni e come non siamo più.

 

- Da La Repubblica (7 maggio 2008):

ESTERI
Ieri la firma del trattato bilaterale, entro la fine dell'anno referendum e voto
La capitale del nuovo Stato sarà Nuuk, 15mila abitanti e due ristoranti
La lunga marcia della Groenlandia per la secessione dalla Danimarca
dal nostro corrispondente ANDREA TARQUINI

BERLINO - Sta per nascere una nuova nazione, e di fatto sarà il primo Stato eschimese. E una lingua eschimese diventerà ufficiale, lassù tra i ghiacci eterni del grande nord. La Groenlandia, la più grande isola del mondo, ha cominciato ieri a scogliere gli ultimi legami con la madrepatria Danimarca, l'ex potenza coloniale. Lentamente, ma nascerà uno Stato vasto come sei Germanie e abitato da appena 57mila persone. Sarà nazione sovrana grazie alle ingenti risorse di petrolio, metalli preziosi e altre materie prime, ma dovrà appoggiarsi a Copenaghen e al resto della Vecchia Europa per formare la sua classe dirigente.
E per la prima volta dal dopo-colonialismo uno Stato europeo perderà il 98 per cento del suo territorio.
La svolta è cominciata ieri, con la firma di un trattato tra il premier conservatore danese, Anders Fogh Rasmussen, e il governatore-premier di Groenlandia, il socialdemocratico Hans Enoksen. Entro fine anno un referendum in Groenlandia e un voto del Parlamento reale danese daranno il responso già ora scontato: si andrà step by step verso l'indipendenza e il diritto alla secessione.
I sogni volano alto, anche quando è difficile. Anche quando la capitale del futuro Stato eschimese indipendente, Nuuk, ha sì e no 15mila abitanti, come un grosso villaggio europeo, e appena due ristoranti di lusso, entrambi dipendenti ogni giorno dalle forniture di cibo fresco che arrivano da Copenaghen. Da qualche anno anche il grande mondo globale si è accorto che la Groenlandia esiste. Per caso, grazie a un film, Il senso di Smilla per la neve, storia di una giovane in cerca di identità. Sulle orme di Smilla, i groenlandesi sono decisi a non mollare, vogliono procedere sulla via indicata dal Trattato: addio a Copenaghen, addio dolce ma senza ritorno.
Siamo appena agli inizi. La Danimarca versa ancora a Nuuk 3 miliardi di corone l'anno, cioè oltre 400 milioni di euro, che fanno 7000 euro per ogni abitante dell'immensa isola dei ghiacci eterni. E così la tiene in vita. Gli Airbus cargo della parte danese della Sas, la compagnia aerea scandinava, atterrano ogni giorno in Groenlandia: portano tutto, dalla frutta, alla birra, alle medicine. Gli F16 della Royal Danish Air Force pattugliano ancora i cieli del futuro Stato eschimese, spesso in incontri ravvicinati con i bombardieri atomici Tupolev che Putin ha rimesso in volo di pattuglia armata permanente. Ma da ieri, il divorzio lento è avviato, irreversibile. Ai danesi resterà solo, temporaneamente, la politica estera, come fece Dublino quando si sganciò da Londra.
Petrolio in abbondanza, e altre materie prime, saranno la base della sovranità, promette Enoksen. "Dobbiamo difendere il diritto di proprietà dei groenlandesi sulle loro risorse", dice il leader socialdemocratico. Ma non è solo questione di soldi, anche di cultura nazionale riscoperta. Spesso troppo diversa da quella europea rappresentata dai danesi. "La caccia, alle foche, ai trichechi, alle balene per noi è parte del quotidiano, mangiare carne di balena o prosciutto di foca è tradizione", spiega all'inviato della Sueddeutsche Zeitung Job Hellmann, cacciatore di professione, nome danese ma lingua eschimese. "Abbiamo inventato noi l'igloo, il kayak, l'eskimo, e ci sentiamo trattati dall'Unione europea e da Copenaghen come barbari. E cosa sono allora gli europei che vengono nelle nostre acque con le loro flotte di pescherecci atlantici e ci tolgono il pane?", chiede polemicamente Kupik Kleist, parlamentare, presidente del Partito per
l'indipendenza, affine alla sinistra radicale.
"Tutto quello che arriva in aereo da Copenaghen qui costa molto più che in Danimarca", mugugna Jeppe-Eiving Nielsen, capocuoco del miglior ristorante di Nuuk, "mentre il pesce di qui è così fresco che i filetti ancora tremano quando li tagli".
La via verso l'indipendenza sarà dura: troppi poveri, troppo pochi i giovani qualificati per una futura classe dirigente. Ma già fanno capolino nuovi gruppi emergenti. Come Bjarke de Renouard, manager: è danese, ha sposato una groenlandese, della lingua locale non capisce una parola "ma - dice - i miei figli la parlano correntemente, sarà la loro identità domani".


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domenica, 04 maggio 2008
FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU – SICILIA INDIPINNENTI
FRONTE NAZIONALE SICILIANO – SICILIA INDIPENDENTE
 
 
Comunicato Stampa – Kumunicatu Stampa
 
 
GLI INDIPENDENTISTI F.N.S.
SONO CONTRO
QUALSIVOGLIA IPOTESI
DI DIVISIONE POLITICA DELLA SICILIA
 
 
Gli Indipendentisti du FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU – SICILIA INDIPINNENTI (FRONTE NAZIONALE SICILIANO – SICILIA INDIPENDENTE), oggi come ieri, non condividono assolutamente qualsivoglia progetto provi o tenda  a dividere e parcellizzare la Sicilia sia in province autonome o anche  in altre aggregazioni artificiali.
Già in passato abbiamo contestato, contrastato e stigmatizzato proposte come  quella avanzata dall’On. Enzo Bianco,  volta a dividere la Sicilia in virtù della falsa dicotomia tra 2 o 3 eventuali macro-province.
A maggior ragione, oggi, contrastiamo l’ ipotesi manifestata di creare, in Sicilia,   province autonome secondo il modello adottato già per le Province di Trento e Bolzano.
Appare infatti a tutti chiaro ed evidente che lì esistono condizioni storiche economiche, geopolitiche diverse dalle nostre e che quindi ciò che va bene nelle terre del profondo Nord Continentale e  dell’Edelweiss non è pedissequamente riproponibile in Sicilia.
In ragione di ciò e di molto altro diciamo, quindi, NO al senso e alla ratio della infelice  proposta avanzata da Erasmo Vecchio, per conto dei Meridionalisti del PdSud, di creare una provincia autonoma nell’ambito catanese.
Noi Indipendentisti du FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU – SICILIA INDIPINNENTI mai abbiamo adito a dubbi sulla nostra complicità ad una simile iniziativa.
Meglio dichiariamo pubblicamente, apertamente di essere contrari ad essa e che anzi  la contrasteremo politicamente.
Detto ciò annunziamo anche che interrompiamo, ora e già, qualsivoglia collaborazione con il PdSud.
Oggi e sempre Noi indipendentisti F.N.S. riaffermiamo che la Sicilia, l’Arcipelago Siciliano è una realtà culturale, storica e politica indivisibile ed universalmente riconosciuta.
Diciamo ,dunque, NO a qualsivoglia progetto di divisione della NAZIONE SICILIANA!
 
Palermu ,04 Maju  2008.                                          
                                                                                                   Il Segretario
                                                                                               ( Giuseppe Scianò )
 
 
 
Si ringrazia per la cortese attenzione.
L’Addetto alla Comunicazione e alle P.R.          
            ( Giovanni Basile )
 
 FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU – SICILIA INDIPINNENTI
 VIA BRUNETTO LATINI 26 -  90141 PALERMO
Tel.091 329456 – email: fnsme@yahoo.it -  fnsct@yahoo.it
Internet: www.fns.it
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sabato, 03 maggio 2008
www.siciliapaisi.org   info@siciliapaisi.org  090 9432048
www.messinacity.com  baeli@messinacity.com   333 7477702
http://www.messinacity.com/index.htm
SICILIAPAISI NEWS
VIDEO E ARTICOLI SU YOUTUBE  cerca ONIR56
http://it.youtube.com/user/ONIR56
ONIR56  su  www.youtube.it  ha ricevuto 54.000 visite in 6 mesi ,
sino a 2.700 volte nominato in altri siti nel WEB.
1)Giuseppe Rodi, cofondatore del Partito del Popolo Siciliano,
nascosto dai giornali ha mandato a casa il sindaco condannato
http://it.youtube.com/watch?v=0YzqyjWr6qs
Adesso Giuseppe Buzzanca si ricandida con la benedizione di Lombardo,
questo è il Lombardo che porterà il cambiamento?
un candidato condannato 2 volte:
Abbandono della guardia medica di Lipari;
Peculato d'uso per l'auto blu.
Deve ancora scontare l'allontanamento dalle cariche pubbliche
ma continua a candidarsi  (facendosi votare)
in ogni occasione, poi passa ad altra impresa,
adesso si candida a Sindaco della stessa Città di Messina
che ha distrutto con anni ricorsi che sapeva persi,
Berlusca gli ha fatto una Legge apposta per lui,
poi dichiarata incostituzionale.
Messina da 5 anni senza amministrazione, una città con 300.000 cittadini (40.000 studenti universitari)sul baratro del DISSESTO FINANZIARIO con 130milioni di euro da restituire alle banche, mentre il COMMISSARIO AL COMUNE di Lombardo si rifiuta di dichiarare il dissesto per far tornare proprio Buzzanca. SICILIANI fate attenzione, qui si gioca il futuro di messina e di tutta la sicilia per i prossimi 50 anni. In questi mesi Messina è al centro di scelte EPOCALI, le ferrovie dismettono la linea ferroviaria, uno spazio grande come 30 CAMPI DI CALCIO si libera in pieno centro città, tra Viale Europa e la Stazione Marittima, dalla Via Giuseppe La Farina fino al mare. Un rettangolo di 500 metri x 1.500 metri, un'area nevralgica nel sistema dei trasporti di Messina e di tutta la sicilia. Coincide con lo scalo merci, il deposito-officina locomotive, la stazione ferroviaria, la stazione marittima. TUTTO DA RIUSARE. La stazione ferroviaria sarà spostata a sud di pochi chilometri, in sotterranea .
Permettere speculazioni in questi luoghi signifuca impedire il sano sviluppo della Città e di tutta la Sicilia in questo punto FONDAMENTALE per tutto il territorio siciliano.
Quest'area deve essere destinata a SERVIZI per 5milioni di siciliani di oggi e per tutti i futuri cittadini di domani. Niente speculazioni delle FS, che sono espressamente VIETATE DALLA LEGGE, le aree su cui le FS hanno la concessione per i treni non possono essere usate per speculazioni edilizie.
Giuseppe Rodi il cittadino che ha fatto tutto l'iter del ricorso elettorale da solo, è stato censurato e nascosto dalla mafia dei giornalisti, ha solo un modo per parlare: CANDIDARSI A SINDACO con una lista tutta sua. Sarà difficile ma è l'unica strada per farsi sentire e vedere. In questo momento Giuseppe Rodi è l'unico cittadino in grado di opporsi agli AVVOLTOI DI MESSINA e della SICILIA, perchè quello che è stato fatto ai siciliani di Messina poi lo faranno a tutti i siciliani.
2)A Mario di Mauro: quelli che lo conoscono, dopo che è passato con Lombardo, non vogliono più saperne della Sicilia ...grazie Mario.
3)Ai neoborbonici monarchici di Napoli, la Repubblica non si tocca.
cosa c'entra il giglio borbonico con la trinacria (piccola e decorativa)?
SICILIA REPUBBLICA INDIPENDENTE da Malta a Capo Palinuro.
4) Canepa il nostro Guevara. 100 anni di censura.
La mostra dei quadri è completa cercasi SPONSORS.
Presentazione il 14 maggio a Catania,
Università Facoltà di Lettere.
CANEPA E CASTROGIOVANNI 100 anni dalla nascita.
Mariano Crisafulli presenta la ristampa del libro dedicato a
ad Attilio Castrogiovanni da Girolamo Barletta:
L'uomo della rabbia.

5) Pane di Farro, pasta di farro, il nostro farro
da 6.000 anni. A Messina la prima domenica del mese e a Catania la seconda domenica del mese MERCATO BIOLOGICO.
Mercato di Catania al parco dell'Istituto Agrario FILIPPO EREDIA
VEDI VIDEO     http://it.youtube.com/watch?v=E2r8kr-qtf0
Mercato a Messina a pochi isolati dallo svincolo di Boccetta,
facilissimo da trovare, al semaforo del NUOVO PALAZZO DELLA CULTURA girare a sinistra, 500 metri e siete in PIAZZA CASA PIA.
VEDI VIDEO   http://it.youtube.com/watch?v=XBrtl2RoY9c
6) Morgantina , usati e gettati i paesani di Aidone.
LA VENERE SICILIANA BARATTATA CON 60 PEZZI ITALIANI.
7) 2008: 130° anniversario della nascita di Andrea Finocchiaro Aprile;
15 maggio 100° anniversario della nascita di Attilio Castrogiovanni;
17 giugno anniversario dell'omicidio di Antonio Canepa 1945;
25 ottobre 2008 100° anniversario della nascita di Antonio Canepa.
8) APPELLO A TUTTI I RESIDENTI IN PROVINCIA DI MESSINA: Aiutiamo GIUSEPPE RODI, cofondatore del PARTITO DEL POPOLO SICILIANO.
Un siciliano come noi, ha fatto e continua a fare le giuste lotte per tutti i cittadini siciliani.
9) Tutte le presentazioni a Messina del candidato GIUSEPPE RODI nelle liste di Antonio di Pietro per la Provincia di Messina sono state ostacolate.
Fotocopia di quello che è successo a Gela con Cirignotta.
Non possiamo farci ospitare nelle liste amiche, ci fanno scomparire facilmente. Si devono fare liste INDIPENDENTISTE e autogestite. Due grandi iniziative di Rodi che riguardano la legalità contro le leggi governative per salvare "gli amici" e contro la SERIT Sicilia sono andate in porto.
RODI è sempre in prima linea per lottare nell'interesse dei siciliani e della Sicilia.
10) 25 APRILE 2008 l'Italia liberata dal nazi-fascismo. La nostra liberazione fu il 17 agosto 1943 ricordiamo questa data con una manifestazione .
http://it.youtube.com/watch?v=7kqGqRIrCBs
11) 1° MAGGIO 2008 A GIARDINI NAXOS i musicisti si ricordano di essere siciliani, hanno cantato in siciliano e suonato pezzi siciliani per 6 ore di fila.
http://it.youtube.com/watch?v=XWNu_3rw5aA
12)PER COMUNICARE A GIUSEPPE RODI IL VOSTRO ANCHE PICCOLO AIUTO
CHIAMARE 393 2772772 OPPURE SCRIVERE giusepperodi@libero.it
il suo sito è www.giusepperodi.it oppure cercate nelle NEWS di www.messinacity.com
A presto     Rino Baeli   333 7477702
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venerdì, 02 maggio 2008
«Non esiste nessuna "costituzione europea": questo semplice concetto, basilare, è ora che cominciamo a ficcarcelo in testa. Quella che fu denominata "costituzione europea" è un TRATTATO INTERGOVERNATIVO (trattato internazionale concordato e stipulato fra i governi dei paesi UE). Le costituzioni sono le leggi fondamentali degli stati: non esistendo uno stato europeo non può di conseguenza neanche esistere una "costituzione europea».

«Potrete ingannare tutti per un po’.
Potrete ingannare qualcuno per sempre.
Ma non potrete ingannare tutti per sempre»
Abramo Lincoln

Trattato di Lisbona: Praga e Berlino rinviano la ratifica

Il Trattato di Lisbona mette in pericolo le leggi nazionali della Germania e della Repubblica Ceca. È quanto hanno messo in luce i parlamentari tedeschi e cechi rimettendo la carta Ue al giudizio della Corte costituzionale. Ciò potrebbe provocare un ritardo nell’entrata in vigore della carta costituzionale, previsto per il primo gennaio 2009.

Il Senato ceco il 24 aprile scorso ha votato favorevolmente affinché venga esaminata dalla Corte costituzionale se il Trattato Ue è in linea con le leggi della Repubblica.

Dei 70 senatori presenti, 48 hanno votato a favore, 4 contro e 18 si sono astenuti. Il Senato non voterà per la carta sin quando la Corte non si sarà pronunciata. Finora soltanto la Camera ha espresso il suo parere favorevole. La questione cha assilla i senatori su cui la Corte dovrà pronunciarsi riguarda certi poteri che dovranno essere trasferiti alle istituzioni Ue, il divario fra Stati membro sull’unanimità alla maggioranza di voto, oppure le implicazioni legali sull’adozione della Carta fondamentale dei Diritti, un allegato al Trattato questo che provoca molto sconcerto fra i giuristi cechi. La mozione è stata presentata da un gruppo di parlamentari euroscettici del Partito Democratico Civico (ODS), il cui leader è il primo ministro Mirek Topolanek, sostenuti da altri membri della coalizione di governo, i Cristiano-democratici (KDU-CSL). I maggiori fautori del Trattato sono stati invece i parlamentari dell’opposizione di centro-sinistra rappresentati dal Partito Social-democratico (CSSD) che hanno fatto tutto il possibile per raggiungere l’obiettivo neoliberista.

Nel frattempo anche la Corte tedesca dovrà pronunciarsi sulla natura costituzionale del Trattato. Dopo il sostegno del Bundestag il conservatore Peter Gauweiler della CSU ha ripetuto la sua intenzione di portare la carta Ue davanti alla Corte costituzionale. “Ciò che Bruxelles ha sostenuto di mettere in atto non è compatibile con i nostri principi democratici”, ha osservato Gauweiler al quotidiano Saarbrücker.

“Con il Trattato di Lisbona, la sovranità su questi diritti è data alle corti estere, i cui membri non sono investiti per proteggere la Costituzione. Ciò non è concesso dalla Costituzione”, ha dichiarato il membro della CSU. La pronuncia della Corte potrebbe rinviare la firma della carta Ue da parte del presidente tedesco, Horst Köhler.

A tutt’oggi hanno approvato il Trattato Ue 11 Paesi: Austria (manca ancora firma capo dello Stato); Bulgaria; Danimarca; Francia; Malta; Polonia; Portogallo; Romania; Slovacchia; Slovenia; Ungheria.

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mercoledì, 30 aprile 2008
FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU – SICILIA INDIPINNENTI
FRONTE NAZIONALE SICILIANO – SICILIA INDIPENDENTE
 
Comunicato Stampa- Komunikatu Stampa
 
‘PPI ‘U 1° MAJU
L’INDIPINNINTISTI DI LU
FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU
SUNNU ‘A FIANCU DI LI TRAVAGGHITURA
E DI LI PRICARI SICILIANI
 
Anche quest’anno gli Indipendentisti du Frunti Nazziunali Sicilianu – Sicilia Indipinnenti festeggieranno sentitamente la ricorrenza del Primo Maggio, festa dei Lavoratori.
A tal proposito Fabio Cannizzaro, Vice Segretario F.N.S. ha dichiarato:
<< L’idea di Sicilia del Futuro e per il futuro che Noi sosteniamo e per cui ci battiamo democraticamente è quella di una NAZIONE SICILIANA, equa, libera e prospera dove i lavoratori, precari e no, come anche  i disoccupati,  possano realizzare il loro sogno di essere cittadini liberi dal bisogno in una Sicilia Autodeterminata che anch’essi hanno contribuito ad edificare.>>
 
Si ringrazia per la cortese attenzione.
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